Quantcast

Le scuole aperte d’estate dividono genitori e prof: opportunità o solo perdita di tempo?

Sta facendo discutere il programma lanciato dal Ministero dell'Istruzione per favorire le attività educative a giugno, luglio e agosto per "recuperare la socialità e rafforzare gli apprendimenti". Le scuole potranno rispondere al bando entro il 21 maggio, intanto abbiamo chiesto a insegnanti e genitori di Campobasso cosa pensano dell'iniziativa. E i pareri sono stati molto discordanti. E voi cosa pensate? Partecipate al nostro sondaggio.

Scuole aperte d’estate. E’ una di quelle novità che stanno facendo discutere sulle chat Whatsapp e sulla piazza virtuale di Facebook, oltre che nelle occasioni di incontro tra i genitori degli alunni impegnati nell’anno scolastico forse più difficile degli ultimi decenni. Il virus ha obbligato gli studenti a frequentare le lezioni prevalentemente davanti allo schermo di un pc. E la dad, che si è rivelata inizialmente un’opportunità, a lungo andare ha logorato i ragazzi che, già chiusi in casa, hanno avuto ripercussioni sul piano dell’apprendimento e della socializzazione.

In questo contesto si inserisce il piano del Ministero dell’Istruzione che finanzierà, sulla base di un budget da 510 milioni di euro (il 70% dei quali destinati al Sud), gli istituti che risponderanno al bando proponendo iniziative con i docenti impegnati su base volontaria.

L’obiettivo è consentire ai ragazzi di “recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti, usufruendo di laboratori per il potenziamento delle competenze (ad esempio Italiano, Matematica, Lingue), di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale”, come ha sottolineato il ministro Patrizio Bianchi. “I mesi estivi possono essere impiegati per costruire un ponte verso il prossimo anno scolastico”. 

scuole aperte d'estate Ministero dell'Istruzione

Fra una ventina di giorni anche gli studenti (e i loro genitori) molisani sapranno se e come dovranno organizzarsi le vacanze estive, se la loro scuola organizzerà – come e quando – le attività didattiche extra. Entro il 21 maggio le scuole dovranno inviare al Ministero un piano approvato dal collegio dei docenti. Come hanno reagito all’iniziativa del ministro i diretti interessati? Lo abbiamo chiesto a insegnanti e genitori.

IL PARERE DEI PROFESSORI

“Sono assolutamente d’accordo. Non tanto e non solo per un recupero degli apprendimenti – spiega il professore Alberto Tramontano – quanto per il recupero della dimensione relazionale. Per troppo tempo ai nostri ragazzi è stata preclusa la possibilità si stare insieme, crescere insieme e vivere insieme! Prima e più delle nozioni, contano le relazioni, che di per sé sono educative e formative”.

“Scuole aperte, menti spalancate. Chi vive la scuola come docente e studente sa che la scuola non chiude mai perchè è percorso di vita e di formazione”, argomenta la professoressa Bibiana Chierchia. “Lasciare le scuole aperte in questa seconda estate di pandemia è un segnale importante da parte dei decisori politici, ma bisogna superare il pregiudizio che la dad non sia scuola: è un pregiudizio che fa male a noi docenti e agli studenti. La dad è stata una ‘scialuppa’ che ha consentito alla scuola di ottimizzare il percorso formativo. Sono favorevole quindi ad una scuola aperta come ponte sociale, civico e all’aggiunta di offerta formativa, ma non se si considera la scuola come una babysitter o all’allungamento dell’anno scolastico”.

“I ragazzi – commenta la professoressa Elena Berchicci, docente in una scuola secondaria di primo grado – vengono da un anno difficile, sono stati sottoposti a tante pressioni. Spesso sono stati catapultati in quarantena per qualche positivo in classe e questo li ha sottoposti ad uno stress non da poco, si sono “spenti”, hanno perso gli stimoli, hanno raccontato di essere stanchi di questa situazione, hanno rivelato di sentire la mancanza delle attività sportive, delle attività quotidiane. Per questo penso che abbiano bisogno di staccare la spina, dedicarsi ad altre attività per ricaricare le batterie e ripartire nel nuovo anno”.

Studenti e docenti sono provati da quest’anno scolastico che non è stato facile. L’estate è il tempo dedicato alle vacanze, e anche in dad gli studenti hanno frequentato le lezioni. Dunque, credo che il piano sulle scuole aperte d’estate possa essere considerato un intervento ponte tra un anno scolastico difficile come quello che ci siamo lasciati alle spalle e la ripresa alla normalità”, osserva il professore Antonio Salvatore, docente di una scuola secondaria di primo grado.

L’OPINIONE DEI GENITORI

Non è un’iniziativa giusta né per i ragazzi che comunque in dad o in presenza hanno seguito le lezioni e portato a termine il programma insieme ai loro insegnanti a fronte di tanti sacrifici”, osserva Giancarlo, padre di un ragazzino che frequenta la prima media. “E non è nemmeno giusto per noi genitori che vedremmo sacrificato l’unico periodo libero che abbiamo durante l’anno. La trovo un’ipotesi insensata: non è con un mese d’estate che si recupera il disagio più sociale che didattico vissuto dai nostri ragazzi. La pandemia vale per tutti per le aziende che sono state chiuse e senza risarcimento alcuno, o quasi, e per i ragazzi costretti ad una frustrante alienazione dal mondo della scuola”.

Non è d’accordo con le scuole aperte d’estate nemmeno Lucia, madre di un bambino che frequenta la primaria a Campobasso: “I bambini e i ragazzi hanno già dato troppo, sia in Dad che in presenza e hanno bisogno di staccare la spina. Questo periodo per loro è stato massacrante sia psicologicamente che materialmente. Hanno bisogno di allontanarsi dalla ‘scuola’ e non solo come luogo fisico. Recuperare? Recuperano tutti i giorni per finire i programmi, con tanto di ansia e inquietudine. Le attività di socializzazione dovrebbero essere parte integrante della vita scolastica e non proposte una tantum. Abbiamo un sistema scolastico antiquato in cui si studia e basta, avrebbero piuttosto dovuto pensare ad una riforma scolastica. Invece ‘sprecano’ 510 milioni per un ‘babyparking’, perché alla fine questo sarà. A questo punto sarebbe stato preferibile sostenere economicamente i campus estivi e dare a tutti la possibilità di poterne usufruire”.

Opposto il parere di Cristina, mamma di un ragazzino che frequenta la seconda media. “Mio figlio ha perso tutto l’entusiasmo per la scuola: la curiosità, la voglia, l’adrenalina”, argomenta. “È diventato apatico e svogliato. Ha perso la confidenza con gli amici, si sono formati i gruppetti e interagiscono tra loro nell’ordine di 4-5 compagni su una classe di 20. È una generazione che ha perso completamente l’ordine delle cose. E non hai, tu genitore, gli strumenti per ripristinarli perché intanto non puoi pretendere la scuola in presenza se non è sicura. Non puoi chiedere attività extrascolastiche perché non è sicuro. Non puoi stimolarli ad alcuna attività sportiva perché non è sicuro. E loro sono diventati robot. Quindi ben vengano attività simili”.

Se sarà una vera opportunità o una perdita di tempo si scoprirà solo tra qualche mese. Ma per ora il dibattito è in corso e voi, lettori di Primonumero, diteci cosa ne pensate. Rispondete al nostro sondaggio. 

Scuole aperte d'estate: sei d'accordo o no?

  • No, è una perdita di tempo (61%, 139 Voti)
  • Sì, è un'opportunità per i ragazzi (39%, 89 Voti)
Loading ... Loading ...