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La Giunta regionale querela l’autore di un post facebook. Tanto pagano i molisani

Il post sulla pagina facebook di Giovanna Ruggiero è datato 9 aprile e riporta una domanda con un assunto sul quale tutti i molisani, chi più chi meno, si sono interrogati: “Quanto può essere credibile a livello centrale un governo regionale che per 1 anno ha comunicato dati falsi sul numero di posti letto di terapia intensiva durante una pandemia, mandando al collasso l’intera sanità pubblica locale? Con una rappresentanza parlamentare (a Roma maggioranza e a Campobasso opposizione) che non si è mai preoccupata di richiedere gli atti necessari per intervenire? Intervenire sul serio, non a chiacchiere”.

Il 3 maggio scorso la Giunta Regionale del Molise ha deciso di querelare l’autore del post e di estendere la querela nei confronti di “eventuali ulteriori responsabili” (leggi: quelli che hanno condiviso il post o commentato con determinate parole considerate rafforzative del contenuto). La delibera è la numero 114, che ha per oggetto “Autorizzazione alla proposizione di querela e costituzione di parte”. Donato Toma, Vincenzo Cotugno, Filomena Calenda, Vincenzo Niro e Quintino Pallante (Nicola Cavaliere era assente) dichiarano di sentirsi lesi da queste parole, al punto da aver avviato un iter giudiziario che autorizza il Presidente della Regione a denunciare l’autore del post e far costituire la Regione Molise parte civile nell’eventuale processo penale.

delibera Giunta regionale su post facebook

Inutile dire che la delibera in questione sta già facendo rumore e ha innescato comprensibili reazioni politiche. Il consigliere di minoranza Andrea Greco sostiene che “il livello di disagio della politica molisana sta toccando i massimi livelli” e chiarisce: “Nel periodo peggiore della nostra storia, il presidente della Regione Molise Donato Toma, insieme ad una giunta politicamente inesistente e prona alla sua volontà, invece di risolvere i problemi di una terra che sta morendo, trova il tempo per fare una delibera al fine di querelare una giornalista e cittadina per un post su Facebook. Se non siete capaci di reggere le critiche non dovete rivestire ruoli pubblici. Questo atto è talmente grave che deve essere segnalato al Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) con sede a New York. Questo atto politicamente dispotico ci fa balzare in testa all’elenco dei 10 paesi dove il diritto di stampa e libera espressione non è osservato come prevede la carta delle Nazioni Unite”.

Una considerazione va fatta: la questione della presunta comunicazione di falsi dati sul numero di Terapie Intensive del Molise ha tenuto banco per mesi, è stata affrontata da giornali, televisioni, ha trovato spazio sui social con parole molto più pesanti (e in molti casi anche denigratorie, quelle sì, nei confronti della rappresentanza politica e istituzionale del Molise). La Procura di Campobasso ha avviato una indagine con l’obiettivo di chiarire se effettivamente siano stati forniti dati coerenti con la situazione dei posti letto disponibili in Molise: al vaglio dei magistrati di Campobasso i ritardi con i quali sarebbero stati intubati diversi malati di covid poi morti e l’elevato numero di decessi concentrati in poco tempo. Il fascicolo è quello aperto a metà dicembre dopo l’esposto del Comitato Verità e dignità per le vittime del covid-19 in cui sono state riportate situazioni di criticità legate alla gestione pandemica riscontrate da parenti di persone che non ce l’hanno fatta, ricoverate al Cardarelli. Al centro proprio la dotazione di posti letto in Rianimazione, oggetto di una relazione da parte degli ispettori ministeriali inviati in Molise a fine gennaio (che hanno riscontrato una difformità numerica) e della battaglia di Camilla Caterina, una giovane donna di Termoli che ha scritto al Ministero e alla Direzione della Salute parlando di dati falsi perché esistenti solo sulla carta ma non nella effettiva dotazione ospedaliera.

La domanda è lecita: perché querelare Giovanna Ruggiero, che in questo caso scrive da cittadina sul proprio profilo facebook? Ha qualcosa a che fare con il particolare che sia una collaboratrice di Michele Iorio, l’ex governatore del Molise oggi consigliere regionale che non ha risparmiato critiche alla gestione della emergenza epidemiologica portata avanti dalla giunta Toma? Oppure dietro questo chiaro tentativo di mettere il bavaglio alla critica politica c’è dell’altro? Se così fosse la Giunta regionale dovrebbe spiegarlo ai molisani, dal momento che sono proprio i molisani a “finanziare” questa querela di un post su facebook, con i loro soldi. Avrebbero fatto lo stesso, il presidente e i suoi assessori, se invece di fare ricorso al denaro dei molisani per le spese legale e i mandati agli avvocati avessero dovuto far ricorso al loro portafogli?

A Giovanna Ruggiero solidarietà. Alla Giunta regionale del Molise l’invito ad annullare la delibera, a risparmiare soldi e tempo preziosi per faccende delle quali il Molise ha un grande bisogno. L’ultima cosa che serve, in questo momento così delicato e doloroso, è mettersi a fare i giochetti per finalità oscure. Tanto paga Pantalone. (mv)