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Inghippo del richiamo vaccino, l’sms sul rinvio a 42 giorni non arriva a tutti. Cittadini arrabbiati, disagi a catena

Molti si sono presentati all’ospedale della Croce Rossa a Termoli e al Palaunimol di Campobasso con il foglietto dell’appuntamento datato 21 giorni fa ma sono stati rimandati indietro. “Zero rispetto per noi” protestano gli utenti che ci segnalano il disservizio. E qualcuno chiama i carabinieri.

cartello palaunimol richiamo

Sotto accusa, ancora una volta, il sistema di comunicazione tramite sms della Asrem, affidato a una società di Isernia. La digitalizzazione delle procedure evidentemente non è il “piatto forte” del Molise, e la dimostrazione – non la prima, non si sa se l’ultima – è arrivata oggi con il mancato invio della comunicazione che avrebbe dovuto informare centinaia di cittadini del rinvio del richiamo a 42 giorni.

Diversi hanno avuto il messaggino sul telefono con il quale hanno appreso di doversi presentare nel centro vaccinale di riferimento non oggi 27 maggio (cioè allo scoccare dei 21 giorni inizialmente stabiliti per il richiamo) bensì il 17 giugno, al termine di 42 giorni dalla prima somministrazione. Molti altri, fra cui anche persone residenti in Molise ma domiciliate in altre regioni per ragioni di lavoro, quel messaggio invece non l’hanno ricevuto. E così oggi si sono presentate per fare la seconda dose di Pfizer o Moderna ma hanno cozzato contro la disorganizzazione di un sistema che dal punto di vista della comunicazione sembra continuare a fare acqua.

Non si tratta di due o tre persone, ma di decine di cittadini che hanno fatto i conti con il disservizio sia a Campobasso che a Termoli. Intendiamoci: i medici e le equipe vaccinali non c’entrano niente, e anzi se qualche problema particolarmente grave è stato risolto lo si deve alla loro flessibilità e alla capacità di “giudizio” sui singoli casi. “Il problema è a monte, è una questione di organizzazione e rispetto del tempo e della vita di noi utenti” precisa un professionista di Termoli che si è recato all’ospedale da campo della Croce Rossa come da convocazione avuta tre settimane fa, e ha scoperto che non si facevano i richiami perché erano stati allungati a 42 giorni.

Centro vaccinale ospedale da campo Termoli

“Nessuno mi ha detto nulla, nessuno mi ha informato che la prassi era cambiata. Ho preso un giorno di ferie per fare il richiamo ma mi hanno rimandato a casa”. La cronistoria delle variazioni intercorse sui tempi della seconda dose dà ragione ai cittadini che oggi protestano. La prassi adottata a livello nazionale per consentire il maggior numero possibile di prime dosi alla più ampia platea possibile è arrivata infatti il 7 maggio con apposita comunicazione di Asrem, nella quale è stato precisato che “Il tempo di attesa tra la prima e la seconda dose per vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) verrà portato da 21 a 42 giorni a partire dalle somministrazioni che verranno effettuate domani (8 maggio), come da indicazioni del Comitato Tecnico scientifico”, come si può leggere direttamente nella nota informativa Asrem di quel giorno.

Johnson & Johnson per gli over 60: da lunedì il vaccino lo faranno i medici di famiglia. Richiamo Pfizer e Moderna dopo 42 giorni

Annunci disattesi, con l’aggravante che la comunicazione non è arrivata a tutti, lasciando “scoperta” una buona percentuale di cittadini. “Io ho fatto la prima dose il 6 maggio e mi hanno detto di ripresentarmi per il richiamo oggi 27 maggio. Non ho avuto alcun messaggio che mi informava della variazione” chiarisce un pescatore che per essere puntuale all’appuntamento ha fatto rientrare in anticipo la barca, perdendo di fatto una giornata di lavoro.

Grande rabbia fra gli utenti, come nel caso di Stefano Paesani che racconta la sua disavventura: “Oggi 27 maggio dovevo fare la seconda dose di vaccino Pfizer dopo 21 giorni. Ho preso una giornata di ferie e quando sono arrivato al centro vaccinale mi hanno detto che avevano posticipato a 42 giorni. Non ho ricevuto nessun sms da parte della regione che mi avvisava della modifica. Come me tanta gente ha avuto la stessa amara sorpresa”.

La sua considerazione non fa una piega: “Come al solito succede in Italia, non hai mai la possibilità di avere un confronto diretto con chi prende le decisioni e quindi cantargliele in faccia. Sono il fallimento della politica non al servizio dei cittadini. Sono una vergogna, tanto più che per gli amici degli amici degli amici i vaccini si trovano e chi ne ha diritto deve aspettare”. E tanto per rincarare la dose allega il “promemoria” scritto su un bigliettino strappato.

seconda dose promemoria biglietto

A Campobasso si è verificato lo stesso tipo di disguido, come riferisce un cittadino del capoluogo. “Oggi era previsto per me ed altri la seconda dose di vaccino Moderna. Senza preavviso, nessun tipo di comunicazione, mail, SMS eccetera, ci hanno rimandato a casa perché al Palaunimol inoculavano il richiamo di Astrazeneca”.

cartello palaunimol richiamo

“C’è sempre la presunzione di credere che le persone siano a disposizione… Chi ha preso permessi, ferie o altro per raggiungere il sito vaccinale è tornato a casa con le pive nel sacco. Spero quantomeno ci avvisino puntualmente per effettuare il benedetto richiamo”. E un invito alla Asrem e alla Regione a “prendere in considerazione questi disservizi e non mostrarsi solamente primi della classe per dosi di vaccino inoculate o classi di età. Organizzate meglio i servizi”. Come dargli torto?