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Negli USA on the road con Michele, che dispensa consigli per realizzare il sogno americano. “Il turismo tornerà a decollare, è troppo importante”

Michele Francabandiera, termolese, è appassionato di Stati Uniti e dopo tanti viaggi on the road nella terra americana ha creato un gettonatissimo blog in cui dispensa consigli e dritte forte della sua esperienza. In questa intervista racconta la sua passione per gli Stati Uniti d’America e per i viaggi, “esperienza vitale che riprenderemo a fare presto”.  

Michele Francabandiera

C’è una pandemia che ci limita da oltre un anno in tutte le nostre azioni, da quelle più elementari a quelle più onerose. Niente assembramenti, manifestazioni come festival, concerti, feste patronali rinviate o annullate. E naturalmente il settore del turismo è in ginocchio. Eppure c’è tanta voglia di tornare a sognare una vita “normale”, fatta anche di viaggi.

Uno su tutti, il Viaggio per eccellenza. In quanti non hanno mai sognato di visitare gli Stati Uniti? Probabilmente chiunque vorrebbe – almeno una volta nella vita – approdare negli States, ma le difficoltà legate all’ organizzazione di un viaggio così costoso e impegnativo tendono a raffreddare gli animi. C’è chi però gli USA li ha visitati più e più volte al punto tale da creare un blog seguitissimo in cui dispensa consigli su come realizzare il “sogno americano”. Il blog è www.sognandogliusa.it e il creatore è il termolese Michele Francabandiera che abbiamo incontrato per farci raccontare come nasce la sua passione per gli Stati Uniti d’America.

Ciao Michele, come nasce la tua passione per il viaggio?

“La passione per il viaggio l’ho sempre avuta, sin da bambino avevo la curiosità di conoscere posti nuovi, situazioni e persone mai viste prime. Mi piace scoprire le tradizioni, gli usi e costumi di culture diverse dalla nostra. Chiaramente la passione vera e propria ha preso forma dal momento in cui ho iniziato a viaggiare, e da allora non ho più smesso”.

In questi anni ti sei tanto appassionato all’America al punto tale da farci più di un viaggio. Di questo ne parleremo tra poco. Dimmi intanto come è nata la passione per l’America? Ti ha influenzato il cinema, la musica, la letteratura?

“La passione per gli USA è nata anch’essa da quando avevo 8 o 9 anni. Amavo molto le serie TV che andavano di moda negli anni 80 come Supercar, Hazzard, A Team… Tutti quei telefilm ambientati in America. Mi affascinavano i paesaggi in cui erano ambientate quelle serie. Anche i film mi colpirono molto e mi fecero innamorare di questa terra. Insomma, non vedevo l’ora di poter calcare sia le metropoli americane che le grandi praterie del centro America. Da piccolo mandavo mio padre nelle agenzie viaggi a prendere le brochures riguardanti l’America. Erano gratuite e quindi ne approfittavo. Da quel momento io sfogliando sognavo l’America. Quelle foto delle metropoli, dei grattacieli e anche delle immense distese desertiche mi hanno fatto amare ancora di più quel territorio e ho iniziato a desiderare di vederlo”.

Hai fatto più di un viaggio negli USA, e non si tratta di viaggi semplici da fare. Per molti l’America è il viaggio della vita che si fa una volta e poi mai più. Parlaci dei tuoi viaggi.

“Se non avessi avuto una base economica solida non avrei potuto realizzare nulla, i viaggi in America non sono affatto low-cost, tutt’altro. Appena ho iniziato a lavorare ho potuto costruire un pezzo alla volta il mio sogno, partendo dalla classica New York, passando per Washington e Philadelphia. A quel punto è diventata una dipendenza, benché abbia fatto molti altri viaggi come Dubai, Egitto, Spagna io continuavo a programmare e pianificare viaggi in America. Del resto è una terra enorme, impossibile vederla tutta, per cui ho cercato di visitarla più volte per poter vederla il più possibile. Ho preferito viaggiare “on the Road”, per essere più indipendente, non avere orari. Il più bello è stato quello in Florida da Miami fino alle Key West che é la terra più a sud. Ricordo il percorso sul ponte lunghissimo che attraversava e sovrastava il golfo del Messico e l’Oceano Atlantico. Anche quello nel West da San Francisco fino a Las Vegas e il gran Canyon fu stupendo. Percorremmo più di 5mila chilometri in poco più di 15 giorni visitando 4 Stati. Il tour finí a Los Angeles”.

Dunque viaggi on the road?

“Beh, a tal proposito vorrei tornare sul mio ruolo di organizzatore. Io prediligo il metodo “on the road” in totale autonomia. Tutto questo non vuole gettare la minima ombra sul lavoro che le agenzie viaggi svolgono in maniera esemplare mettendo a disposizione dell’utente un viaggio già organizzato. Si tratta di due concezioni differenti di viaggio entrambe valide ed io -ci tengo a precisarlo – faccio tutto questo per hobby e passione senza la minima intenzione di un ritorno economico. Secondo la mia concezione ideale di viaggio la libertà che ti può dare un’ esperienza in completa autonomia con auto a noleggio non ha prezzo”.

Michele Francabandiera

Dopo tutti questi viaggi decidi di fondare un blog, SognandogliUSA. Parlaci del blog.

“Molti colleghi mi chiedevano consigli, per cui davo vere e proprie consulenze. Dopo le prime esperienze in cui mi sono reso utile è partita questa idea di creare un blog con lo scopo di diventare un contenitore di idee, consigli utili. Insomma avevo voglia di condividere le mie esperienze e metterle a disposizione di tutti. Così è nato il blog che dà tantissime informazioni utili, da quelle poi futili fino a quelle più importanti. Il sito per molti è stato utilissimo per organizzare il viaggio, ho creato anche una pagina Facebook grazie alla quale vengo contattato con grande frequenza. Io faccio tutto in maniera assolutamente gratuita, perché mi piace mettere tutto ciò che so a disposizione”.

Da grande esperto di viaggi negli States e più in generale da grande appassionato di viaggi, come vedi il futuro? Il Covid ha reso tutto più complicato, si potrà tornare a viaggiare in tranquillità e sicurezza secondo te?

“Certo il settore ha subito uno stop enorme. Io credo che però si riprenderà presto. Almeno in Europa per il momento. C’è tanta voglia di evadere, di uscire. Nonostante la situazione sto ricevendo moltissime email di gente che mi chiede aiuto per organizzare. Ciò mi lascia sperare che dopo la prima fase dei vaccini il turismo tornerà a decollare. Io sono il primo che voglio riprendere perché ho progetti futuri importanti. Spero di ricevere presto il vaccino”.

Hai qualche aneddoto o episodio a cui sei legato?

“L’ America è un paese controverso. La bellezza della gente spesso va a cozzare con quello che leggiamo sui giornali, su episodi di violenza, ma non è così . Ricordo un on the road nel 2009 quando con un’auto a noleggio andammo nel West Usa. Il navigatore faceva un po’ di capricci e noi ci stavamo dirigendo verso la valle della morte, dovevamo guidare per 3, 4 ore nel deserto e quindi c’era tanta apprensione. Le mie previsioni purtroppo furono confermate perché il navigatore smise di funzionare. Noi eravamo sulla tratta della Valle della Morte. Purtroppo all’ epoca non avevamo le app che esistono ora, né tantomeno cartine. Facevamo riferimento solo al navigatore dell’ auto. A un certo punto vedemmo un cartello di una ditta di auto a noleggio e ci recammo subito lì. Purtroppo noleggiava piattaforme industriali e non automobili. Mi trovai a spiegare la problematica all’impiegato il quale fu gentilissimo. Ci stampò una mappa e ci diede le indicazioni. Purtroppo la stampa era di pessima qualità. Allora il dipendente ci scortò fino al punto di noleggio più vicino che era a 35 km da lì! Arrivammo, lui spiegò tutto all’impiegato, mi fece cambiare auto gratuitamente e tornò a lavoro. Gli americani hanno un grande cuore, poi noi italiani siamo visti con un occhio di riguardo negli Usa. Quell’ episodio ci colpì tantissimo, un caso di professionalità e gentilezza al di fuori del comune”.

Complimenti a Michele per la passione e l’impegno che hanno portato alla realizzazione del sito. Chiunque sia interessato a visitare gli USA troverà una montagna di informazioni preziosissime. Visitate il suo blog www.sognandogliusa.it e le pagine Instagram e Facebook. Non ne sarete delusi, il sogno americano sarà più facile da realizzare per tutti.