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Il Museo del grano di Jelsi protagonista delle Settimane del patrimonio culturale

Il Museo del grano di Jelsi protagonista delle Settimane del Patrimonio Culturale in programma fino al 16 maggio. 

Italia Nostra, con la sezione di Campobasso, ha deciso di aderire alla campagna a sostegno dei musei locali lanciata a livello nazionale realizzando un video promozionale e degli incontri con le scolaresche in modalità remota proprio nell’edificio che ricorda il profondo legame tra il piccolo centro della provincia di Campobasso e la festa del grano.

“Il Museo di Comunità della Festa del Grano – MuFeG – spiegano da Italia Nostra – è situato attualmente presso il “Convento di S. Maria delle Grazie”, la cui struttura originaria risale al 1102, posto all’entrata del paese. Il MuFeG, istituito nel 2014, raccoglie traglie, sculture in grano, trecce, ma anche saperi o conoscenze immateriali legati alla Festa del Grano e alla devozione per S. Anna. Il Museo documenta il profondo legame che la comunità di Jelsi ha con la Festa del Grano, che viene celebrata sin dal 1805 ogni anno il 26 luglio in onore di S. Anna. Il museo fa parte di una rete museale ma dovrebbe essere maggiormente valorizzato. visto che ha scarsi finanziamenti e risorse per le attività”.

La campagna “Settimane del Patrimonio Culturale di Italia Nostra” prende lo spunto da questa intesa per fare svariate azioni di sostegno e divulgazione in 39 musei locali sparsi per il Paese.

Sperando che la campagna coincida con la tanto agognata riapertura dei musei, nel rispetto delle cautele necessarie in questa fase, va ricordato che, nonostante le difficoltà, le attività museali in questi luoghi non si sono mai fermate, grazie anche alla dedizione e passione di tanti lavoratori della cultura.

“Alla riapertura – spiega la presidente nazionale di Italia Nostra, Ebe Giacometti – i musei dovranno puntare sulla fruizione di prossimità, intensificando i servizi culturali che già forniscono ai cittadini italiani residenti nelle immediate vicinanze. Inevitabilmente il museo dovrà aprirsi e diventare il salotto di casa, dove andare a fare due passi, da soli o in compagnia ma ripetutamente e lentamente, senza la ressa dei grandi eventi espositivi. Forse, chissà, impareremo a conoscere bene i tesori che conservano le strutture museali che abbiamo dietro casa”.