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Il cimitero è pieno: “Richieste sepolture a terra moltiplicate”. Si lavora al forno crematorio in zona Mascione

Il Comune di Campobasso ha approvato una delibera per “l’estumulazione delle salme sepolte da più di 10 anni”. Il dirigente Giarrusso: “Presto completato l’ultimo lotto”. Per diverse persone morte nell’ultimo anno anche per colpa del covid si fa richiesta di sepoltura a terra: il risparmio è netto. Torna in auge il vecchio progetto del forno crematorio in zona Mascione: “Ci stiamo lavorando, va verificata la fattibilità”.

Il cimitero di Campobasso trabocca. E il Comune è dovuto correre ai ripari. Diciamo subito che nell’ultimo anno – in maniera particolare – è aumentata a dismisura la richiesta di sepolture a terra. Per un fatto in primis economico, certo, ma anche di scelta personale, interiore. Il problema è che gli spazi sono limitati e l’offerta è diventata rapidamente più bassa rispetto all’istanza. E allora, per evitare di ‘parcheggiare’ le salme per diversi giorni nelle camere mortuarie, da Palazzo San Giorgio si è firmata una delibera che dà l’ok alla estumulazione delle salme che hanno completato il proprio ciclo decennale di permanenza.

Il covid ci ha messo lo zampino, purtroppo. Tante morti in più hanno messo sotto pressione il luogo di sepoltura di San Giovanni dei Gelsi. La delibera approvata qualche giorno fa prevede “l’esecuzione delle operazioni di esumazione delle salme che hanno concluso il loro ciclo di permanenza per favorire la disponibilità di fosse per le sepolture di salme che in vita ne esprimessero la volontà”. D’altronde, per molti un conto è tirare fuori poche centinaia di euro per una sepoltura ‘semplice’, tutt’altro è sborsare molto di più per un loculo che prevede i lavori correlati.

Una spesa di 5mila euro in totale per la quale si è dovuto ricorrere “allo storno dal fondo di riserva”. I lavori saranno eseguiti dalla ditta concessionaria dei servizi cimiteriali, ovvero la ‘Dr Multiservice’ di Guglionesi. “Le operazioni – si legge nella delibera – devono essere eseguite necessariamente sia per esaurimento di loculi ‘provvisori’ sia per non incorrere in problematiche igienico-sanitarie”. Si è proceduto infatti a sistemazioni provvisorie in loculi comunali per evitare appunto che le salme restassero giorni e giorni senza sepoltura. Ma questo ha portato in dote un aggravio sulle casse del Comune e mancati introiti.

giarrusso giuseppe

“Ci sono carenze di loculi e di sepolture a terra” conferma il dirigente del servizio, l’architetto Giuseppe Giarrusso. “Purtroppo non riusciamo a venire incontro a tutte le richieste che ci arrivano, i campi di inumazione sono esauriti e vanno ampliati”. In tal senso, è stato appaltato l’ultimo lotto che riguarda il vecchio appalto vinto dalla società Dondi alcuni anni fa, che prevedeva appunto diversi nuovi lotti, compreso quello della frazione di Santo Stefano dove ugualmente c’è carenza di loculi e di spazi per la sepoltura a terra. “Così sarà rinforzata la risposta alle tantissime richieste, si sta procedendo in maniera spedita” aggiunge Giarrusso.

“Stiamo cercando di regolarizzare le sepolture e di porre rimedio ai tanti problemi accumulati negli anni” prosegue il dirigente comunale. In tal senso va anche la delibera approvata qualche mese fa che riguarda la possibilità di ‘prenotare’ i loculi solo a persone che abbiano superato i 75 anni, proprio per evitare il sovraffollamento nel cimitero.

E poi c’è una novità importante. Infatti, si sta lavorando alla creazione di un forno crematorio nel territorio di Campobasso. “Abbiamo ripreso il vecchio progetto del forno crematorio, che credo sia importante. Era stata individuata la localizzazione in un primo momento nel cimitero ma non se n’è fatto poi nulla. Poi è stato delocalizzato nella zona di Mascione, dove c’è una vecchia fornace. Stiamo verificando la fattibilità, potrebbe sorgere lì e ci stiamo lavorando”.