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Torri eoliche di 110 metri a Campomarino, Regione esclude Valutazione di impatto ambientale. Si va verso esposto in Procura

Per l'Arpa non ci sono possibili danni ambientali e la Regione esclude la cosiddetta Via dall'iter per il parco da 30 megawatt fra Campomarino e Portocannone. Si profila la nascita di un comitato di opposizione mentre manca nel Piano Energetico Ambientale Regionale l'indicazione delle zone non idonee a insediamenti del genere

Il progetto per la realizzazione di un parco eolico tra Campomarino e Portocannone, nella zona di Nuova Cliternia, va avanti. E lo fa senza la Valutazione di Impatto Ambientale come indicato dalla Arpa Molise e come deliberato dalla Regione che lo scorso 28 aprile ha pubblicato una determina dirigenziale che esclude la cosiddetta Via nell’iter per la realizzazione dell’impianto.

Si tratta quindi di un sostanziale passo avanti, non definitivo, per un progetto che sta facendo molto discutere in Basso Molise. È presentato come una variante che la società Re Plus srl aveva già presentato nel 2009 per l’installazione di torre eoliche tra Campomarino e Portocannone, ma all’epoca il progetto da 19 aerogeneratori venne bocciato. Adesso l’azienda ci riprova con delle modifiche sostanziali.

La variante infatti prevede la realizzazione di 5 aerogeneratori, ciascuno dei quali di potenza pari a 6 megawatt per una potenza complessiva di 30 megawatt con diametro di 170 metri è un’altezza di 110 metri. Il parco eolico dovrebbe nascere in territorio di Campomarino mentre altre opere, compresa la cabina di trasformazione, verrebbero costruite in territorio di Portocannone.

Sulla questione si sono espresse pubblicamente sia l’Amministrazione comunale guidata da Pierdonato Silvestri che quella di Portocannone con a capo Giuseppe Caporicci che hanno manifestato apertamente la loro contrarietà a un progetto di questo tipo. Non è tutto, perché San Martino in Pensilis, territorio circondato da pali eolici e che confina con il possibile nuovo insediamento energetico, è andata oltre tramite una diffida che il sindaco Gianni Di Matteo ha inoltrato alla Regione Molise alla fine dello scorso mese di aprile.

Una diffida a procedere con qualsiasi valutazione e o autorizzazione senza il coinvolgimento di San Martino in Pensilis. Ma San Martino è invece proprio uno di di quegli enti apertamente ignorati dall’iter, come si evince dall’istruttoria tecnica per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale relativa al progetto denominato ‘Eolico Campomarino’. Infatti in quel frangente né il Comune di Campomarino, né quello di Portocannone e né quello di Termoli hanno espresso pareri, così come la Regione Molise.

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha invece evidenziato che la variante eliminerebbero molti dei problemi riscontrati nel precedente progetto. “La variante del progetto non potrà determinare impatti negativi significativi sull’ambiente e quindi sussistono le condizioni perché lo stesso sia escluso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale” si legge nell’istruttoria.

È stato infatti soltanto il Mibact, tramite la Soprintendenza ai beni culturali del Molise, a esprimere le proprie perplessità per un insediamento di questo tipo sottolineando “la carenza di progettazione del cavidotto per l’allaccio degli aerogeneratori alla cabina elettrica, la viabilità di cantiere e le piazzole di montaggio”. La Soprintendenza scrive anche che “l’intero parco eolico ricade in area sottoposta a tutela paesaggistica” e che “per il suo carattere industriale e la sua altezza è in grado di determinare una modifica per quanto riguarda la percezione del paesaggio agrario tutelato. L’impianto – prosegue la Soprintendenza in un altro passaggio – risulta anche vicino a diversi a beni appartenenti al patrimonio culturale nonché al percorso del tratturo L’Aquila-Foggia. Per quanto riguarda la tutela archeologica non si esclude che queste zone ci sia presenza di siti o emergenze archeologiche”. Ma evidentemente questo parere non è ritenuto vincolante, almeno in questo momento dell’iter.

Fra coloro che combattono esplicitamente contro questo nuovo possibile insediamento storico c’è la nota cantina di Campomarino Di Majo Norante che chiede coerenza alla Regione Molise, visto che a parole si dice di voler tutelare il paesaggio e poi nei fatti non si riscontra questa volontà.

Con grande piacere, dopo il lungo silenzio della Regione, in merito alla realizzazione del parco eolico di Campomarino, arrivano le dichiarazioni del Presidente Toma “Prosegue il nostro impegno teso a potenziare l’offerta turistica del territorio, per aumentare l’attrattività del Molise, valorizzando il paesaggio rurale, espressione di bellezza, cultura, storia e salubrità” che si aggiungono all’impegno con voto all’unanimità del consiglio Regionale, per finalmente completare il Piano Energetico Ambientale Regionale, con l’indicazione delle “zone non idonee” alla realizzazione di tali impianti” scrive Di Majo Norante.

“Ma la Regione deve agire coerentemente, se realmente vuole perseguire tale scopo, con iniziative che devono andare tutte nella stessa direzione, ben si aggiungono le varie iniziative regionali, ultima “Destinazione Molise” e tutte le possibilità offerte dalla NextGenerationEu, ma per tutelare il territorio è urgente la definizione delle “zone non idonee”, perché se non si passa dalle parole ai fatti, sono solo chiacchiere”.

I titolari della cantina puntano il dito contro la Determina regionale che esclude la Via per l’impianto eolico e promette battaglia.

“Riguardo a tali scandalosi procedimenti che definiscono, Variante un progetto completamente diverso e che addirittura lo escludono dalla “procedura di Valutazione di Impatto Ambientale” si sta valutando se vi siano i presupposti per un esposto alla Procura della Repubblica.

In vista della Conferenza di Servizio del 31 maggio prossimo, per vigilare, resistere e difendersi dall’ennesima aggressione al paesaggio e al territorio della nostra Regione, la prossima settimana, ci sarà un incontro per la costituzione di un comitato, apolitico, formato da abitanti, Amministrazioni, Organizzazioni di Categoria, Consorzio Tutela Vini D.O.C. Molise, aziende, associazioni, proprietari dei terreni interessati e numerosi esponenti della società civile, per opporsi a questi progetti che vogliono solo depredare il Molise, delle proprie bellezze paesaggistiche, culturali ed economiche”.