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Case a 1 euro in Molise, ora le chiedono i colombiani per fuggire dalla povertà e dalla guerra

L'interesse suscitato dall'articolo di uno dei più importanti giornali del Paese dell'America latina che ha pubblicato le foto dei nostri borghi scattate dal signor Vincenzo, un cittadino di Campobasso, su Instagram. Da due giorni la sua pagina social è presa d'assalto da persone che dalla Colombia, in cui da giorni è in atto una guerra civile, sognano una nuova vita in Molise

Nei borghi molisani ci sono case in vendita a un euro. Noi non lo scopriamo adesso: l’idea lanciata da Castropignano per ripopolare il comune che si è progressivamente spopolato ha fatto parlare molto, se n’è occupata anche la Cnn.

Ora anche in Colombia sono venuti a conoscenza di tale iniziativa: ne ha parlato in un articolo pubblicato lo scorso 10 maggio il quotidiano El Tiempo, giornale storico nel Paese sudamericano dove è il primo per diffusione. Il testo del ‘pezzo’, dove vengono riportate anche le parole rilanciate dal presidente Donato Toma al quotidiano spagnolo ‘La Vanguardia’, è fra l’altro corredato da due fotografie: una di Oratino e l’altro della splendida abbazia di San Vincenzo al Volturno. Entrambe sono state realizzate da Vincenzo, un cittadino di Campobasso che aveva postato gli scatti sul suo profilo Instagram.

“Da ieri (11 maggio, ndr) sono stato contattato da tantissimi colombiani: sono disposti a trasferirsi nella nostra regione, vorrebbero venire a vivere e lavorare in Molise acquistando casa a un euro“, racconta a Primonumero. In particolare, spiega, “sono rimasti incantati dal borgo di Oratino che è presente in una delle foto pubblicate. Ma si sono accorti della bellezza della nostra terra scorrendo sul mio profilo Instagram le altre foto dei paesi molisani”.

Chi ha contattato il signor Vincenzo non ha bisogno di ricongiungersi ai familiari che vivono già in Molise o in altre parti d’Italia nè è intenzionato a raggiungere per motivi turistici la nostra regione, presa d’assalto la scorsa estate per le vacanze gratis.

“Alcune tra le persone che mi hanno contattato – sottolinea – sono in cerca di una nuova speranza di vita, vorrebbero lavorare qui, sono persone che svolgono una professione. Tra questi, ad esempio, ci sono elettricisti e muratori“.

Il Molise sarebbe quindi una sorta di ‘terra promessa’ rispetto alla gravissima situazione che sta caratterizzando la Colombia, Paese dell’America latina che produce oltre il 90% della cocaina mondiale, come ha scritto qualche giorno fa in un articolo apparso su Il Fatto quotidiano il giurista Fabio Marcelli.

Nella nazione guidata dal presidente Ivan Duque la tensione è altissima, è in corso una guerra civile: la povertà, già molto diffusa, è stata aggravata dall’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus che ha provocato 60mila vittime. Infine la recente riforma fiscale per risanare le casse dello Stato ha scatenato proteste che sono state represse duramente e con violenza dalla polizia che ha sparato sui manifestanti, come ha riferito anche il Corriere della Sera.

Negli scontri, scoppiati dallo scorso 28 aprile, sono morte finora circa 30 persone, un centinaio è stato dichiarato disperso. Insomma, un bagno di sangue sul quale anche l’Onu ha espresso ferma condanna.

A causa dell’attuale situazione sanitaria e di sicurezza, i Consolati Onorari di Medellin, Cali e Cartagena da qualche giorno sono stati temporaneamente chiusi al pubblico.

Ecco perchè il Molise deve essere sembrato una sorta di nuovo ‘El dorado‘: chi ha contattato il signor Vincenzo per trovare casa nei nostri paesi ha paura. Paura di morire, anche di fame. E il progetto di acquistare un’abitazione in uno dei borghi della nostra regione (a patto di ristrutturalo) deve essere sembrato un sogno, una seconda chance di sopravvivenza.

Per venire in Italia dalla Colombia ci sono attualmente una serie di restrizioni che si possono leggere sul sito dell’Ambasciata Italiana di Bogotà: “L’ingresso in Italia dalla Colombia (confermata nel Gruppo E dal dpcm del 2 marzo 2021) è consentito solo in presenza di precise motivazioni. Non sono consentiti al momento spostamenti per turismo”.

Inoltre, in base all’ordinanza del Ministero della Salute italiano del 16 aprile, è stato disposto l’obbligo del tampone molecolare nelle 48 ore precedenti all’ingresso e una quarantena domiciliare di 10 giorni (in questo lasso di tempo è necessario ripetere il test molecolare per accertare il virus Sars-Cov-2)

(Qui è possibile leggere l’articolo di El Tiempo: https://www.eltiempo.com/mundo/europa/region-del-sur-de-italia-entrega-dinero-para-que-personas-vivan-alla-587299)