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Arriva il caldo e tornano gli odori nauseanti alla Costa verde. Sotto accusa il depuratore, ma non si escludono sversamenti illegali foto

Siamo andati a vedere come funziona il depuratore di Arap Servizi in contrada Padula, a Montenero di Bisaccia. Qui le analisi dell'Arpa e le indagini del Noe finora non hanno evidenziato criticità nè sforamenti di limiti, ma per i residenti e i vacanzieri della Costa verde "c'è qualcosa che non va". Lamentano puzze acri la sera, e lo stesso sindaco Simona Contucci ha chiesto interventi per abbattere gli odori. Ma c'è l'ipotesi che la causa possa essere un'altra, come scarichi illegali di notte nei canali. I controlli stanno andando avanti

La zona della Costa verde, marina di Montenero di Bisaccia, si ingrandisce a vista d’occhio. Era un piccolo agglomerato di casette sparpagliate a poche decine di metri dal mare, solo fino a qualche anno fa. Oggi accoglie 5mila persone, in gran parte proprietari di seconde case che si trasferiscono qui nella bella stazione. Ci sono camping, strutture ricettive, ristoranti e bar. E sta sorgendo la prima chiesa, una costruzione bianca e moderna.

Depuratore Arap Montenero
Montenero Costa Verde porto turistico Marina di Svevia

I cartelli di “affittasi” e “vendesi”, su edifici in gran parte nuovi di zecca e affacciati sul porto turistico Marina di Svevia, raccontano la vocazione turistica dell’area. Di un turismo che punta a essere un tantino meno popolare di quello della vicina Termoli e della vicinissima San Salvo, con i suoi palazzoni costruiti tra gli anni 70 e 80 che svettano dalla rotonda fino quasi al lungomare.

Cambiano i tempi, gli stili, le esigenze e le aspettative dei vacanzieri. Quello che non cambia è la puzza. “Arriva a sera, col caldo. Tra le 7 e le 9 di sera è come una trappola: ti prende alla gola e quasi ti fa svenire”. Francesco, imprenditore del turismo, è uno di quelli che alla marina di Montenero ci vive tutto l’anno, e ha imparato, suo malgrado, ad affinare l’olfatto al punto da saper distinguere in un nanosecondo la puzza delle fognature da “qualcos’altro, un odore nauseabondo e acre che dura un’oretta, ma che è insopportabile”.

Una iattura, una rovina per chi viene a fare le vacanze qua e ha comprato casa. Ma anche per chi è di passaggio. Indica il porticciolo, alla fine del vialone. “Ti immagini dormire in barca in una cornice così bella e perfino lussuosa, con quella puzza? Un inferno”.

Il problema è antico, ma malgrado questo una soluzione non c’è. Il sindaco Simona Contucci ce la sta mettendo tutta per affrontare quella che è una vera spina nel fianco dell’Amministrazione comunale. “Il problema esiste, ed è molto concreto. L’odore è terrificante in determinate fasce orarie e in determinate condizioni climatiche” ammette. Qui, con frequenza intensificata in estate, vengono chiamati carabinieri, vigili del fuoco, Arpa Molise. Ma l’odore, nelle sue peggior declinazioni, è inafferrabile.

Da dove arriva? Alla Costa verde sembrano avere pochi dubbi. “E’ il depuratore” dicono tutti, indicando dall’altro lato della Statale un punto imprecisato.

Simona contucci sindaco Montenero

“Quel depuratore – spiega il primo cittadino – serve un bacino di residenti molto ampio. La marina di Montenero, la marina di Vasto, San Salvo marina e paese, compresa la zona industriale. Stiamo cercando una soluzione in termini di abbattimento degli odori, ma la gestione non è comunale”.

E nemmeno è coinvolta, almeno stavolta, la regione Molise. Il depuratore di contrada Padula, in linea d’aria vicinissimo alla Costa verde, è infatti gestito da una società abruzzese, la Arap Servizi.

“Abbiamo chiesto di usare enzimi per abbattere gli odori, speriamo si possa fare” dice ancora il sindaco Contucci. Francesco interviene: “I canali sono aperti, probabilmente questo peggiora le cose. Sarebbe il caso di chiuderli, anche per evitare che qualcuno possa usarli per sversamenti clandestini”.

Il depuratore di Montenero di Bisaccia in contrada Padula

I canali in effetti sono a cielo aperto, con il loro carico liquido di reflui che entra direttamente nell’impianto e ne esce “bonificato”, ripulito nel colore e nell’odore, per finire nel fiume e, infine, nel mare. Sono le acque nere di una zona abitata da 70mila persone, come ci spiegano nella struttura dove arriviamo a sorpresa e scopriamo l’Arpa Molise che sta procedendo a un campionamento.

“Avviene sistematicamente, sono controlli di prassi a garanzia del rispetto della legge” ci spiega uno dei responsabili tecnici, che con pazienza risponde a tutte le domande, senza sottrarsi. Compreso il dubbio sui canali aperti. “Sono stati realizzati in questo modo per facilitare l’intervento e la manutenzione idraulici, ma la proprietà è dispostissima a chiuderli se gli ingegneri riterranno che non costituisca un problema”.

Come dire: da parte nostra massima disponibilità, non c’è nulla da nascondere. Arap, per andare incontro alle richieste del Costaverde, ha installato un nasometro, un misuratore delle cosiddette molestie odorigene. La proprietà non si nasconde dietro un dito (“Non facciamo saponi né profumi, è pur sempre un depuratore”) ma nemmeno incassa senza replicare le accuse di sprigionare puzze nauseabonde. “Crediamo che il vero problema sia un altro, e sia a monte. Anche perché se fosse questo depuratore dovrebbe puzzare sempre, visto che non ci si ferma noi, che il ciclo è continuo”.

Il depuratore Arap tratta le acque di fognatura ma anche una serie di rifiuti – sempre liquidi – ognuno contraddistinto dal codice Cer che vanno da percolato delle discariche ai liquami scarti di macelleria e lattiero-caseari, fino ai fanghi delle industrie, che sottoposti a trattamenti chimici specifici escono “ripuliti” e finiscono a loro volta in discarica e in parte nell’impianto di Guglionesi.

Le “visite” dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico non sono rare. Ma sono venuti anche gli uomini della Capitaneria a dare una controllata  in alcune serate di centralini roventi per via della puzza che ha destato allarme tra i residenti della Costa verde. Finora però non sono emerse irregolarità, né sforamenti dei valori massimi previsti dalla norma sulle emissioni. “Le indagini ci sono, come pure i controlli. Non c’è nulla da nascondere”. Anche qui al depuratore, come alla marina di Montenero, una idea sulle cause ce l’hanno. E non coincide, ovviamente, con quella dei cittadini. “Ci auguriamo che si possa presto individuare la fonte primaria del cattivo odore, di più non possiamo dire”.

Montenero Costa Verde porto turistico Marina di Svevia

Solo ipotesi, al momento. Compresa quella, che circola da un pezzo fra il porticciolo di San Salvo e il porto turistico di Montenero di Bisaccia, di sversamenti abusivi che avverrebbero di notte, in parte proprio dentro i canali di deflusso dall’impianto che attraversano un pezzo di Statale e di campagna prima di approdare alla foce del Trigno. Voci, chiacchiere su mezzi di spurgo delle fosse biologiche che svuoterebbero i loro contenuti insalubri all’aria aperta invece di andare a smaltirli correttamente e a caro prezzo. Solo dicerie, niente di fondato. Ma tutti, cittadini, turisti e dipendenti del depuratore sembrano d’accordo su una cosa: indagare, capire le ragioni di questo odore acre che avvelena le sere estive e le vacanze.