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Argini del Biferno, si riparte da zero: 2 milioni e 300mila euro per il progetto esecutivo

L’ente di via Roma ha ottenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Interno un finanziamento di 2.300.000 euro per la progettazione esecutiva del consolidamento del Biferno dalla diga alla foce. Ora accordo di programma per un intervento considerato di "importanza strategica" da tutti, che da tre lustri, malgrado i soldi arrivati, attende di vedere la luce.

Sarà la Provincia di Campobasso a occuparsi della progettazione esecutiva per la sistemazione idraulica del Biferno tra la diga del Ponte Liscione e la foce. L’ente di via Roma ha ottenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Interno un finanziamento di 2.300.000 euro (fondi stanziati dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160, per il bilancio del triennio 2020-2022).

Era stata proprio la Provincia a chiedere alla Regione Molise di attivare l’iter per un accordo di programma con i comuni di Larino, Palata, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Termoli e Campomarino, con l’obiettivo finale di procedere alla cosiddetta sistemazione idraulica del fiume Biferno nel tratto critico, cioè tra la diga del liscione e la foce. Critico perché – come i molisani loro malgrado hanno scoperto durante il drammatico alluvione del 2003 – il letto del fiume è completamente privo di argini e i canali di bonifica esistenti hanno bisogno di una serie di interventi per evitare che la piena, in particolari condizioni metereologiche, si riversi nella zona a ridosso di Marinelle, creando allagamenti, innescando evacuazioni e disagi vari.

D’altronde l’alluvione del 2003 aveva causato danni per oltre 100 milioni di euro e l’intervento non è più rinviabile, come ha anche dichiarato a margine della comunicazione il presidente della provincia di Campobasso Francesco Roberti rivendicando con soddisfazione il risultato raggiunto per quanto riguarda il finanziamento di 2 milioni e 300mila euro destinati al progetto esecutivo, senza il quale chiaramente non si potrà fare nessun tipo di intervento. È proprio il progetto esecutivo la prima fase per poter puoi chiedere ulteriori finanziamenti per i lavori di messa in sicurezza che nell’agosto 2010 erano stati stimati in oltre 60 milioni di euro.

Un intervento del quale si parla da 14 anni e sul quale finora nulla si è mosso. Già nel protocollo d’Intesa che era stato stipulato nell’anno 2007 tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Molise si faceva riferimento a 60 milioni di euro in aggiunta ai 15 milioni di euro (utilizzati) per una progettazione esecutiva che oggi evidentemente e vecchia e superata. Una progettazione alla quale sarebbe dovuto seguire l’intervento di messa in sicurezza utile a evitare un altro disastro per il Basso Molise, intervento mai attuato: il territorio è scoperto, con il paradosso che finora, a distanza di quasi tre lustri dall’alluvione, gli unici che hanno ottenuto qualche vantaggio dal disastro sono stati i tecnici progettisti.

L’auspicio naturalmente è che questo nuovo percorso, intrapreso anche con il Consorzio di sviluppo industriale della Valle del Biferno (per il quale è  fondamentale un intervento di barriera  anche per limitare gli elevati costi delle sopraelevazioni anti-alluvione delle aziende), vada in porto In tempi rapidi. “È un grande risultato raggiunto” afferma il presidente della Provincia Francesco Roberti ricordando i grandi allagamenti in prossimità della foce del 2003 e annunciando che l’ufficio tecnico della Provincia si metterà immediatamente al lavoro per il progetto esecutivo di un’opera “di strategica importanza per tutto il basso Molise”. Opera strategica sicuramente, per la quale però fino a oggi ben poco si è fatto. Tanto che non si è provveduto neanche alla manutenzione ordinaria dei semplici canali negli ultimi anni, accumulando paradossi su paradossi. Davvero la speranza è che questa sia la volta buona.