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5 maggio – Intensiva, restano in 6. Ospedali, pazienti solo al Cardarelli. Ipotesi Astrazeneca senza limiti d’età

Oggi 3 le dimissioni e nessun ricovero: il numero di pazienti intubati torna a livelli precedenti alla terza ondata. Anche il Gemelli è Covid-free. 11 nuovi casi, piccolo focolaio a Guardiaregia. Gli attuali positivi in Molise scendono a 529.

3 DIMISSIONI, 2 DALLA INTENSIVA DEL GEMELLI CHE TORNA COVID-FREE

Il 5 maggio in Molise rende anche il Gemelli Molise, dopo il Neuromed e il San Timoteo, Covid-free. Due persone, le uniche due ricoverate nella struttura privata di Campobasso sono state estubate, lasciando dunque il reparto di Rianimazione. Significa che ormai i pazienti Covid sono solo al Cardarelli, dove ci sono ancora 29 degenti in Malattie Infettive e 6, gli unici in Molise a questo punto, ricoverati nel reparto di Rianimazione in condizioni più critiche.

Una situazione che ci riporta indietro nel tempo, decisamente prima della cosiddetta terza ondata. Sono solo 35 i ricoverati con complicanze legate all’infezione da Sars-Cov-2, ma stanno pian piano diminuendo. Oggi c’è stata una ulteriore dimissione dal reparto di Infettive del Cardarelli, dove non c’è stato alcun nuovo ingresso tantomeno oggi si registrano vittime.

TASSO DI POSITIVITà AL 2.3%, I GUARITI SONO IL QUADRUPLO DEI NUOVI CONTAGI

Sono solo 11 i nuovi casi di infezione accertati dall’Asrem su 474 tamponi fatti. Una percentuale di positività molto bassa (il 2.3%). Si registra solo un piccolo focolaio (5 casi) a Guardiaregia. Altri 6 comuni registrano un unico caso di contagio. Ma le guarigioni superano di gran lunga le infezioni: sono 45, il quadruplo dei contagi odierni. Ancora una volta è Campobasso che registra la quota maggiore: 14, circa un terzo del totale di oggi.

Per effetto dei pochi casi e delle tante guarigioni, il numero di persone attualmente positive in  Molise scende a 529 (ieri 563), ed è anche questo un numero decisamente confortante rispetto ai mesi scorsi.

bollettino 5 maggio

VACCINI, OLTRE 2500 DA IERI

Le somministrazioni di vaccino passano al totale di 129.840, circa 2560 in più rispetto a ieri. In particolare nelle ultime 24 ore sono state 1256 le somministrazioni di AstraZeneca, 868 quelle di Pfizer e 438 quelle di Moderna.

In Italia gli immunizzati sono oltre 6milioni e mezzo di persone. E nel Paese oggi si sono registrati 10.585 casi (superata quota 4 milioni dall’inizio della pandemia) con un tasso di positività del 3.2%. Le vittime sono state 267. Ancora in calo la pressione sugli ospedali: oggi il bilancio tra ingressi e uscite segna un -55 in Intensive e un -656 nei reparti ordinari.

VAXZEVRIA (ASTRAZENECA) VERSO SOMMINISTRAZIONE ANCHE A UNDER 60

Reazioni avverse rarissime e nessuna correlazione tra l’insorgenza delle complicanze e l’età. Man mano che gli studi e la farmacolovigilanza vanno avanti prende piede l’ipotesi di allargare la somministrazione dei vaccini cosiddetti a vettore virale, in primis Astrazeneca, anche a categorie di persone con età inferiore ai 60 anni.

La decisione è stata anticipata dal Generale Francesco Figliuolo che ha parlato di “decisione imminente dopo aver consultato l’Istituto Superiore di sanità, il Comitato tecnico scientifico e l’Agenzia italiana del farmaco. Il vaccino Vaxzevria (o Astrazeneca) viene somministrato alle persone a partire dai 18 anni di età, ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili. La scelta di privilegiare gli over 60 è una ‘raccomandazione’ contenuta in una circolare del ministero della Salute dello scorso 7 aprile. Va ricordato che un divieto vero e proprio di somministrare il vaccino agli under 60 non c’è mai stato, e che l’Ema – agenzia europea per il farmaco – ha sempre sostenuto, dati e casistica alla mano, che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi in tutte le fasce d’età e che non ci sono limiti anagrafici per il suo utilizzo.

L’orientamento dei Paesi, fra i quali l’Italia, è cambiato man mano che la vaccinazione di massa ha preso piede perché alcuni dati relativi agli studi clinici che all’inizio sembravano essere meno favorevoli alla somministrazione di Astrazeneca a tutti sono stati riassorbiti dai “grandi numeri”. Il vaccino si è rivelato oltremodo efficace per tutti, e soprattutto rarissimi casi di trombosi con sindrome da trombocitopenia, con un’incidenza di 1 a 100mila casi, sono stati segnalati anche (in Gran Bretagna e Francia) fra uomini e persone più anziane. In sintesi: non solo il nesso tra la reazione avversa e la somministrazione di farmaco non è provata, ma la stessa reazione avversa non è circoscritta a determinate fasce anagrafiche. Questo vuol dire che il principio di cautela che finora ha fatto optare per somministrazioni di Astrazeneca limitate per età sta per cadere, a favore di una copertura vaccinale più ampia e rapida possibile.

La situazione del Molise per quanto riguarda il numero di dosi di Vaxzevria disponibili è questa: sono circa 7800 le dosi Astrazeneca non ancora somministrate, a fronte di solo 1700 dosi di Janssen (anche questo vaccino con adenovirus) il cui utilizzo in Molise non è ancora stato inaugurato.