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Vaccini, in attesa delle dosi servono i medici: la commissaria De Grassi apre agli specializzandi

La nuova responsabile della sanità molisana ha firmato un decreto per un elenco di medici specializzandi da inserire nella campagna vaccinale per velocizzare l'immunizzazione delle persone

Servono più dosi ma c’è bisogno anche di altri medici. Il Molise vuole accelerare nella campagna di vaccinazione è in attesa che finalmente le case farmaceutiche riforniscano l’Italia e di conseguenza le Regioni con abbondanti consegne di vaccini, la nuova commissaria ad acta della sanità molisana Flori De Grassi ha emanato un decreto – sulla base delle disposizioni del Governo – col quale avvia una procedura d’urgenza per acquisire la disponibilità di medici specializzandi da inserire fra il personale deputato alla campagna vaccinale.  Il documento firmato lo scorso 14 aprile dalla dottoressa De Grassi servirà alla costituzione di un elenco di medici specializzandi disponibili.

Nel documento si legge infatti che “con l’aumentare della disponibilità dei vaccini sarà possibile estendere la copertura vaccinale della popolazione e per questo risulta importante il coinvolgimento attivo dei medici specializzandi per procedere alla vaccinazione della popolazione regionale nel più breve tempo possibile”.

Il decreto specifica che “i medici specializzandi partecipano alle attività di somministrazione dei vaccini contro il Sars-Cov2 a partire dal primo anno di corso della scuola di specializzazione. La partecipazione avviene su base volontaria al di fuori dell’orario dedicato alla formazione specialistica e in deroga alle incompatibilità previste dai contratti di formazione specialistica”.

In sostanza i medici specializzandi dovranno occuparsi della raccolta e la valutazione della anamnesi clinica prevaccinale, il supporto informativo ai fini del consenso informato, la supervisione medica e la partecipazione diretta alle attività di preparazione e somministrazione del vaccino, e la supervisione medica alle attività di osservazione dei soggetti vaccinati e la registrazione della vaccinazione nel sistema informativo nazionale.

“La loro attività – specifica il decreto – verrà prestata su tutto il territorio della regione Molise in base alle esigenze organizzative e tramite conferimento di incarichi di lavoro autonomo di durata non superiore ai 6 mesi prorogabili in caso di necessità del Piano vaccinale”.

Già in queste settimane la mancanza di personale da utilizzare nella campagna vaccinale è emerso in tutta la sua evidenza a causa del ritardo dell’apertura di alcuni punti vaccinali individuati dai comuni. Primo fra tutti il Palairino di Termoli che finalmente dopo due mesi di attesa entrerà in funzione lunedì prossimo 19 aprile.

centro vaccinale covid Vinchiaturo

Ma allo stesso modo altri punti vaccinali come quello di Vinchiaturo sarebbero già pronti a immunizzare le persone se ci fossero dosi e medici disponibili, così come altri paesi hanno già individuato spazi pubblici adeguati da riconvertire in punti di vaccinazione. Si tratta quindi di un passo fondamentale che nell’arco di poche settimane dovrà portare ad aumentare il numero delle somministrazioni giornaliere che ad oggi nella nostra regione è mediamente sotto quota 2.000.

Attualmente il Molise risulta aver somministrato circa 92.000 dosi del preparato anti covid-19 di queste 64.000 circa sono prime dosi e poco più di 27.000 sono seconde dosi. In percentuale è stato immunizzato con una sola dose oltre il 21% della popolazione mentre quasi un molisano su 10 ha ricevuto almeno una iniezione di vaccino.