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Vaccini al Palairino, tutto fermo da 40 giorni. Fra caos AstraZeneca e poche dosi, per Asrem non è una priorità

Predisposto per le somministrazioni del farmaco anti covid già a fine febbraio, il palasport di Piazza del Papa rimane chiuso e al momento l'apertura non è all'ordine del giorno

Quaranta giorni fa il Palairino di Termoli sembrava pronto ad aprire per diventare punto vaccinale. Nel frattempo è cambiato il Piano vaccinale nazionale e in Molise è quasi conclusa la vaccinazione degli Over 80 e del personale scolastico ed è a buon punto quella sui soggetti vulnerabili. Ma il Palairino è rimasto chiuso, nonostante una convenzione firmata settimane fa da Comune e Asrem. L’apertura di un nuovo punto vaccinale a Termoli infatti non è reputata una priorità dall’azienda sanitaria, non per ora.

“Novità non ce ne sono, attendiamo solo che l’Asrem decida” fa sapere l’assessore comunale Michele Barile, che detiene la delega alla Protezione Civile. Proprio i volontari, assieme a diverse associazioni del territorio, avevano rimesso a nuovo il palazzetto inutilizzato da mesi per lo stop alle competizioni sportive e l’avevano sistemato a dovere coi box per la somministrazione dei preparati anti covid-19 e le sedie dove far accomodare le persone in attesa.

Lavoro che si sta rivelando inutile, dato che da allora la questione pare caduta nel dimenticatoio. La campagna vaccinale al momento sembra avere altre priorità, a cominciare dall’arrivo delle dosi.

Lo conferma Virginia Scafarto, direttrice sanitaria dell’Asrem. “Abbiamo difficoltà con le forniture e ci sono i problemi noti con AstraZeneca” dice riferendosi alle defezioni degli ultimi giorni. La confusione sui rischi di trombosi e sulle fasce d’età più indicate per il Vaxzevria, creata a livello europeo e di conseguenza italiano, si sta riflettendo sulle regioni, dove ormai è frequente che i cittadini non si presentino alla somministrazione poiché non si fidano del preparato anglo-svedese. “Al tempo stesso stiamo incrementando le somministrazioni domiciliari. Abbiamo dato priorità a questo per ora” aggiunge Scafarto.

C’è poi la riduzione del numero di dosi inizialmente previsto per aprile, a causa di un nuovo criterio deciso dal Governo. Ora si va in base alla popolazione totale e non più in base all’anzianità della popolazione nella distribuzione delle dosi, un grattacapo che potrebbe rivelarsi anche più serio. Sembra infatti che anche le forniture di Johnson&Johnson, previste dal 19 aprile, saranno minori del previsto.

Palairino chiuso

Di fronte a questi guai la questione Palairino è finita praticamente nel dimenticatoio. Con 18 punti vaccinali attivati e le unità mobili di somministrazione domiciliare, la campagna vaccinale molisana viaggiava fra le 1.400 e le 2.600 somministrazioni giornaliere nell’ultima settimana di marzo e nei primi tre giorni di aprile, per poi risistemarsi attorno alle 1.500 circa al dì dopo il calo prevedibile a Pasqua e Pasquetta. Con le dosi fornite finora un incremento viene reputato difficile ed è probabile che prima di maggio si continuerà così.

Eppure la convenzione fra Asrem e Comune è stata firmata, l’accordo coi medici di base c’è e quindi non è più la carenza di personale a frenare l’apertura del palazzetto di piazza Giovanni Paolo II.

In sostanza la questione Palairino non è all’ordine del giorno, nonostante Termoli abbia palesato più di una difficoltà nello smaltire la fila che si crea spesso nell’unico punto vaccinale della città, quello dell’ospedale da campo gestito dalla Croce Rossa.

Anche oggi infatti, come mostrano queste foto scattate stamane 9 aprile, c’è una lunga fila di persone in attesa della somministrazione e i volontari faticano a smaltire il grosso numero di persone che si recano qui per il vaccino.

Ancora folla al punto vaccinale, centinaia di anziani e malati per ore sotto al sole. Chiamate le forze dell’ordine