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Vaccini al Palairino, i figli più diffidenti dei genitori: “Colpa della disinformazione, Astrazeneca è sicuro” foto

Le dottoresse Lucia Iannaccone e Maria Cristina Rago, che vaccinano gli over 70 al PalAirino di Termoli, affrontano il problema delle rinunce ("I giovani sono molto più prevenuti verso Astrazeneca") e della disinformazione alla base, spesso, del rifiuto. Oggi, mercoledì, 100 dosi somministrate e 15 rifiuti, "ma ci aspettavamo di peggio". Ecco cosa accade se avanzano dosi di vaccino alle 18, quando si chiude il punto vaccinale in Piazza del Papa.

Sono le 18 e 15 di mercoledì 21 aprile e le somministrazioni di Astrazeneca, al PalAirino a Termoli, sono appena terminate. I dati rispecchiano quelli di ieri e l’altro ieri, quando è stato inaugurato il punto vaccinale di Piazza del Papa: 100 iniezioni fatte, un paio di pazienti spostati sulla lista del Pfizer perchè con patologie che rendono sconsigliabile la somministrazione del vaccino a vettore virale, 15 rinunce.

Maria Cristina rago Lucia iannaccone

Chi rifiuta lo fa perchè è paura, “ha sentito di tutto, di più circa questo vaccino, che al contrario di tanti messaggi passati in televisione e su internet è efficace, sicuro, e va bene per tutti, con pochissime eccezioni che riguardano persone affette da trombofilie e con ischemie recenti non ancora indagate a sufficienza” chiarisce la dottoressa Lucia Iannaccone, medico del carcere di Campobasso.

“Spesso arrivano spaventati – aggiunge Maria Cristina Rago, infermiera del dipartimento Igiene e Prevenzione di Termoli, anche lei impegnata in questo punto vaccini da lunedì – e sono disorientati, perchè hanno ascoltato notizie contraddittorie e ambigue”.

Un fenomeno, questo della diffidenza, che sembra riguardare in modo particolare i giovani. I figli degli over 70, che in questi giorni sono convocati al Palairino dove si somministra Astrazeneca, sono ben più restii dei padri e delle madri che, al contrario non vedono l’ora di vaccinarsi e liberarsi di una condizione di paura e prigionia”.

Sotto accusa i social, soprattutto, “colpevoli” di veicolare disinformazione e messaggi scientificamente infondati. Abbiamo raccolto le testimonianze delle due dottoresse, di due studiose della salute pubblica, perchè quando si parla di vaccini l’unico parere che vale la pena prendere  in considerazione è quello di chi conosce la materia e la padroneggia.