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Tregua finita in maggioranza: assessora Calenda abbandona l’Aula con Pd e M5S, Micone si astiene su mozione Iorio

Tra assenze (forse) strategiche e astensioni riprendono le ostilità in Consiglio regionale. L'assessora al Lavoro non vota l'emendamento che lei stessa aveva firmato, mentre le opposizioni decidono di non prendere parte "alle lotte interne alla coalizione". La proposta targata Iorio-Romagnuolo sbatte quindi contro il 'muro' della maggioranza che invece approva il documento di Vincenzo Niro: "Finalmente avviamo un'operazione verità, purtroppo alcuni colleghi fanno solo demagogia".

Li avevamo lasciati mentre se ne dicevano di tutti i colori in una delle sedute del Consiglio regionale più infuocate degli ultimi tempi, nella quale si era pure sfiorata la rissa. Era il 24 marzo. Gli eletti di Palazzo D’Aimmo si sono ritrovati oggi (7 aprile) dopo aver sgranocchiato pastiere e uova di Pasqua in un clima sicuramente meno turbolento dell’ultima seduta ma comunque intriso di latente ostilità. 

Un esempio su tutti: il voto sull’emendamento alla mozione presentata dai consiglieri dissidenti Michele Iorio e Aida Romagnuolo, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia, per chiedere la rimozione dei vertici Asrem e rilanciare il progetto dell’ospedale covid a Larino. Il provvedimento era stato firmato anche da Filomena Calenda, ‘promossa’ poi assessore al Lavoro e alle Politiche sociali dal presidente Donato Toma per evitare che la nave da lui guidata naufragasse sulla ‘spiaggia’ della mozione di sfiducia. E quindi probabilmente ricorderete anche il suo dietrofront: il ritiro della firma sulla sfiducia.

Oggi la stessa Calenda abbandona l’Aula assieme alle opposizioni: Pd e M5S non partecipano al voto nè su questa mozione nè sull’atto della maggioranza (che era una sorta di accusa nei confronti dell’ex commissario alla sanità Angelo Giustini) di cui è primo firmatario Vincenzo Niro.

“Non intendiamo partecipare al voto perchè non vogliamo prendere parte alle lotte della maggioranza su argomenti delicatissimi”, sintetizza il capogruppo pentastellato Andrea Greco. “Chiediamo la rimozione dei vertici dell’Azienda sanitaria come prevede la mozione da noi depositata e iscritta all’ordine del giorno”. Mozione che sarà discussa dopo la sessione bilancio.

Al tempo stesso, aggiunge Greco, “i lavori in Aula non possono essere trasformati in una battaglia politica tra forze di maggioranza nonostante il Molise stia vivendo uno dei periodi più difficili di sempre”.

Invece Vittorino Facciolla (Pd) parla di un atto “politicamente inopportuno” riferendosi alla mozione di Niro.

Ma è tutta colpa del commissario? I consiglieri regionali divisi sulle responsabilità del disastro

C’è poi un minimo comun denominatore che fa da sfondo alle diatribe interne alla maggioranza e che entrambe le forze di opposizione evidenziano: il conflitto tutto interno al partito di Fratelli d’Italia. Da una parte ci sono Michele Iorio e Aida Romagnuolo, completamente disallineati con la maggioranza; dall’altro lato, l’assessore Quintino Pallante.

Alla fine la proposta targata Iorio-Romagnuolo sbatte contro il ‘muro’ elevato dal centrodestra. Si astiene il presidente dell’assise Salvatore Micone, assente l’esponente dei Popolari Andrea Di Lucente, anch’essi due ‘reduci’ della fronda anti-Toma che aveva nominato assessore esterno un esponente della Lega (Luigi Mazzuto, ndr). E’ il segnale di una nuova presa di distanza dal governatore?

Diverso il destino della proposta di Vincenzo Niro approvata con i voti del centrodestra. “Finalmente avviamo un’operazione verità”, commenta. Prima l’assessore aveva osservato: “Mi dispiace che i colleghi dell’opposizione siano andati via dopo le dichiarazioni rese nelle scorse sedute su questa mozione”, riferendosi probabilmente proprio a Filomena Calenda. “Quindi ancora una volta assistiamo al teatrino della demagogia politica. Oggi qualcuno non si è voluto prendere la responsabilità di dire chi è l’autore del disastro sanitario di questa regione”.

Sarcastico il commento di Iorio: “La maggioranza del Consiglio regionale è concentrata ad approvare una mozione per sostituirsi al potere giudiziario, le opposizioni abbandonano l’aula per evitare di votare, ancora, per la realizzazione di un centro Covid all’ospedale Vietri di Larino, io continuo a pensare che questa di Larino è ancora la strada giusta a prescindere dalle maggioranze e dalle opposizioni presenti o assenti”.

In Aula si tornerà per discutere e approvare il bilancio, momento clou della legislatura: senza l’approvazione del documento contabile, la legislatura cade. Le tre sedute dell’Assise regionale si svolgeranno il 21, 23 e 27 aprile prossimi. Insomma è un po’ la prova del nove per la maggioranza Toma.

Chiosa finale: questa mattina (7 aprile) si sarebbero dovute insediare nell’ufficio di via Genova il nuovo commissario Flori Degrassi e la sua vice Annamaria Tomasella, designate lo scorso 31 marzo dal Governo Fraghi. Il loro arrivo sembra sia slittato di qualche ora per un problema nella notifica dell’atto di nomina.