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Strade e comuni, più pattuglie per le festività pasquali. In un anno 100mila molisani controllati

Nel corso della pandemia, sono state sanzionate 1900 persone. Il Questore auspica "senso di responsabilità da parte di tutti".

Più pattuglie, controlli più serrati, lotta agli assembramenti. In vista dei tre giorni ‘rossi’ della Pasqua, anche la Questura di Campobasso intensificherà le misure restrittive per evitare il diffondersi del contagio. Da sabato 3 aprile fino al lunedì di Pasquetta saranno impiegate numerose pattuglie interforze che opereranno in stretta sinergia per garantire capillari controlli nei maggiori centri e nelle località dove potrebbero verificarsi assembramenti.

Rigore ma anche un adeguato equilibrio, tenendo conto della duplice esigenza del rispetto delle prescrizioni e della stanchezza dei cittadini a seguito di un anno di divieti e chiusure”. La speranza è che “prevalga in tutti il senso di responsabilità”.

Bisogna dire che dal mese di marzo dello scorso anno fino ad oggi, nella provincia di Campobasso, i controlli effettuati da tutte le forze di polizia per il rispetto della normativa anti-covid nei confronti dei cittadini sono stati 100.000, quelli ad esercizi pubblici circa 2.000 nonché 1.900 le sanzioni complessive elevate. Oltre dodici mesi in cui ci sono stati 440 morti e oltre 12mila contagi.

Gli assembramenti, ed è anche fisiologico pur altamente sconsigliato, continuano a verificarsi qua e là. Giovani che vogliono vedersi, tifosi che esultano con la squadra del cuore: “Nonostante la situazione di generale incertezza ed il senso di stanchezza diffuso soprattutto tra i giovani, è questo il momento di stringere i denti e di essere estremamente rispettosi delle norme in vigore, perché finalmente, anche grazie alla campagna di vaccinazione in fase avanzata, si intravede la luce in fondo al tunnel” spiegano dalla Questura.

Il Questore, Giancarlo Conticchio, rivolge, assieme alle donne e agli uomini della Polizia di Stato della provincia di Campobasso, un pensiero di vicinanza a tutte le famiglie delle vittime della pandemia e a coloro che hanno perso la vita nell’esercizio del proprio dovere.