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South Beach, il professor Pazzagli: “Caso nazionale, il turismo del futuro è l’opposto di questo progetto”

L'intervento del Docente di Storia del Territorio e dell’Ambiente all’Università del Molise che stronca il mega investimento di Montenero di Bisaccia e invita cittadini e istituzioni a contrastarlo

Il progetto denominato ‘South Beach’ deve diventare un caso nazionale. Lo scrive il professor Rossano Pazzagli, Docente di Storia del Territorio e dell’Ambiente all’Università del Molise. Già docente di Storia dell’agricoltura e di Storia dell’ambiente nelle Università di Pisa e di Firenze, il professor Pazzagli è stato presidente dei Corsi di Laurea in Scienze Turistiche e Beni culturali, direttore del Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini (ArIA) e del Centro Studi sul Turismo. Dirige inoltre la Scuola di Paesaggio ‘Emilio Sereni’ presso l’Istituto Alcide Cervi ed è esponente della Società dei territorialisti e Accademico Georgofilo.

Nel suo curriculum oltre 200 pubblicazioni di storia economica e sociale, in particolare sulle trasformazioni del territorio e del mondo rurale nell’età moderna e contemporanea. Il professor Pazzagli fa parte inoltre della redazione delle riviste “Ricerche storiche” e “Glocale”, di cui è condirettore.

È quindi un personaggio particolarmente titolato a esprimersi su un tema così rilevante. La sua opinione, come si può evincere da quanto scrive, è che bisogna contrastare il progetto in ogni modo.

professor rossano pazzagli unimol

Ecco il suo intervento integrale.

Il territorio va difeso perché è la vera risorsa di una regione come il Molise, di un paese come l’Italia. Non è solo una questione ambientale, ma anche economica, politica e culturale. Il consumo delle risorse fondamentali (suolo, acqua, aria, paesaggio) e l’impatto sulla costa rappresenterebbero una ferita insanabile per le future generazioni, il contrario di ogni sviluppo sostenibile. Se in passato si sono realizzati interventi di questo tipo, ora è il tempo di cambiare strada e di abbandonare definitivamente in tutta Italia ogni proposito di stravolgimento dell’ambiente costiero.

Secondo quanto finora reso pubblico, il progetto immobiliare “Project Southbeach” prevede un complesso turistico-residenziale di vaste dimensioni cubi direttamente sul mare in circa centocinquanta ettari di superficie tra le foci del Trigno e del Mergolo, per un totale di cinque milioni di metri cubi formato da ville di lusso, palazzi da 8 a 25 piani, ristoranti, alberghi e centri commerciali, senza contare le infrastrutture.

Non solo uno scempio ambientale, ma un mega-piano speculativo, una vera e propria devastazione che annienterebbe l’economia locale che sta faticosamente cercando nuove strade di valorizzazione sociale e territoriale attraverso piccole attività e la creazione di un sistema costiero integrato. Da Termoli a Vasto, questo intervento costituirebbe una perturbazione senza precedenti e una vera e propria colonizzazione del territorio.

L’idea progettuale è stata presentata al Comune di Montenero di Bisaccia, mentre la Regione Molise ha deliberato di istituire un “tavolo tecnico” finalizzato alla stipula dell’accordo di programma che consentirebbe l’approvazione del piano, che interesserebbe il litorale per circa due chilometri di lunghezza e addentrandosi verso l’interno su aree oggi adibite prevalentemente ad attività agricola.

Questo progetto, presentato da un imprenditore canadese, pare con finanziamenti cinesi, richiede uno stop netto e immediato, come già in passato è avvenuto nel Basso Molise per altri progetti a forte impatto (es. centrali nucleari, megastalla Granarolo, ecc.). È già grave che ci siano istituzioni locali e regionali che prendono in considerazione una tale idea progettuale, palesemente in contrasto con ogni modello di turismo compatibile con le vocazioni territoriali e con i principi del turismo sostenibile stabiliti fin dal 1995 nella conferenza di Lanzarote. Un progetto del genere sarebbe da respingere subito, senza avviare fumosi iter burocratici.

Sono da salutare con favore e da sostenere con forza, quindi, le prese di posizioni delle associazioni e dei comitati civici e di tante voci del territorio che si stanno mobilitando, alle quali speriamo si aggiungano anche le varie istituzioni locali, a partire dai Comuni dell’area.

Ma deve diventare anche un caso nazionale, un caso su cui misurare se sono effettivi i propositi di transizione ecologica dichiarati dal governo in carica e se contano ancora qualcosa gli organismi di tutela del patrimonio culturale e ambientale prevista dall’articolo 9 della Costituzione.

Anche noi all’Università (nella sede di Termoli dell’Università del Molise è attivo un polo per gli studi superiori sul turismo) stiamo insegnando ai giovani che il turismo del futuro è l’opposto di simili progetti e che deve basarsi sulle risorse e le vocazioni territoriali, soddisfacendo le esigenze dei turisti rispettando al tempo stesso il paesaggio, la biodiversità, la struttura sociale e fisica dei luoghi e delle comunità locali.

Mega investimento con grattacieli, ristoranti, alberghi e lidi a Montenero. Che ne pensi?

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