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South Beach, il mega progetto da 11mila alloggi spacca l’opinione pubblica. Interesse altissimo anche fuori regione sondaggio

Fra posizioni favorevoli o contrarie, voti nei sondaggi e richieste di informazioni, il progetto da oltre 3 miliardi d'investimento a Montenero di Bisaccia ha innescato un dibattito. Intanto la delibera regionale sottolinea le prospettive per il territorio

Favorevoli e contrari, quasi come fosse un referendum. Sta facendo molto discutere e sta circolando in rete con molta insistenza la notizia del progetto South Beach a Montenero di Bisaccia che potrebbe rivoluzionare per sempre l’intera costa molisana, ma probabilmente anche l’immagine e l’appeal della stessa regione.

Un progetto avveniristico ma anche di forte impatto sul territorio che per questo divide l’opinione pubblica fra i favorevoli a un investimento di oltre 3 miliardi di euro con enormi ricadute occupazionali e prospettive turistiche capaci di dare una svolta a una regione arretrata, e coloro che invece propendono per una difesa del territorio e per uno sviluppo maggiormente armonioso e rispettoso di quelle che sono le caratteristiche paesaggistiche ma anche culturali e storiche della costa molisana.

South Beach: 4 alberghi, 200 ristoranti, 18 lidi e grattacieli da 25 piani. L’investimento cinese da 3 miliardi divide

L’articolo pubblicato nella giornata di ieri da Primonumero.it con i dettagli del progetto South Beach ha fatto molto parlare, come dimostrano le migliaia di condivisioni, e non solo sul territorio ma anche fuori regione dove l’interesse per un investimento di questo tipo si sta dimostrando particolarmente alto. Fra i lettori del nostro giornale molti si sono espressi sui social e tanti hanno deciso di rispondere ai nostri sondaggi.

Particolarmente attivo il sondaggio realizzato su Instagram, il social più frequentato dai giovani, sul quale quasi 500 utenti hanno voluto dire la loro con una netta predominanza di favorevoli al progetto (circa il 60 per cento). Anche sul nostro sito, sia in home page che a margine dell’articolo, è disponibile il sondaggio che mette di fronte alla scelta fra chi vedrebbe di buon occhio un investimento del genere nonostante un insediamento urbanistico così massiccio e chi invece propende per la conservazione di un territorio incontaminato ma al tempo stesso spoglio e privo di grandi opzioni turistiche e sbocchi lavorativi. Questo ultimo sondaggio è tutt’ora attivo e attualmente le preferenze sono praticamente alla pari.

Resta comunque un dibattito molto acceso come dimostra uno dei messaggi ricevuti dalla nostra redazione in queste ore. “Sono sconvolta e amareggiata da questa proposta edile. Non solo intaccherebbe il territorio in maniera irreversibile e del tutto inadeguata, ma ne sconvolgerebbe le caratteristiche, tra cui (forse la più importante) la bellezza naturalistica. D’altronde chi viene in Molise cerca il contatto con la natura e la semplicità che questa nostra splendida regione ha da offrire. Non voglio una Miami Beach al posto di riserve naturali dove per anni abbiamo visto tartarughe deporre uova, fratini saltellare allegramente nella loro zona. Ecco: io sono contraria per mille e più motivi anche se sono cosciente delle opportunità di lavoro che queste strutture creerebbero”.

Poi prosegue: “A mio parere servirebbe un po’ di disillusione, non credo che questi grandi investitori vengano qui per fare beneficenza. Tutto questo per dire che sarebbe giusto aprire una raccolta firme da far arrivare ai sindaci. Non si tratta di una casa o un l’albero sul mare, stiamo parlando di uno sconsiderato deturpamento del nostro territorio”.

Tutto il contrario rispetto a chi invece vorrebbe saperne di più perché ritiene che “questo cambierebbe tutto. Genitori che vedono i figli scappare altrove sarebbero ben felici di sapere che finalmente c’è una opportunità per loro. Non possiamo farcela scappare”.

Di certo non si tratterebbe di un investimento che passa inosservato. Basti pensare che fra ville signorili e appartamenti previsti su grattacieli che vanno da 8 a 25 piani (in foto una rappresentazione approssimativa di come diventerebbe l’area), il computo totale degli alloggi previsti è 11.218. Il che vorrebbe dire portare sulla costa al confine con l’Abruzzo decine di migliaia di persone potenzialmente residenti, anche solo per un periodo dell’anno.

Il progetto presentato dall’imprenditore canadese George Cohen, il quale avrebbe contatti avviati con importanti partnership dalla Cina, non nasconde la possibilità di possibili imprevisti costruttivi di natura tecnica o geologica o problematiche burocratiche tali da rallentare il regolare svolgimento dei lavori, il cui cronoprogramma va dal 2022 al 2026. Le perplessità di molti è dovuta principalmente a quest’aspetto, nell’Italia in cui per costruire un semplice ponte servono autorizzazioni capaci di impiegare decenni, con contrapposizioni variegate e spesso impensabili per gli investitori stranieri.

Viene considerata anche una possibile contrazione della domanda dovuta a cause imprevedibili come quella che tuttora stiamo vivendo della pandemia da covid-19. Al tempo stesso i proponenti si dicono disposti ad attivare anche gli strumenti di finanza pubblica che potrebbero contribuire soprattutto nella realizzazione di infrastrutture tali da rendere più facile l’accesso a South Beach.

Fra le ipotesi in campo ci sono chiaramente i fondi europei nonché l’inserimento di quest’area nella cosiddetta Zes, la zona economica speciale che garantirebbe sgravi fiscali. Infatti vengono considerati di primaria importanza due elementi: da una parte la sostenibilità economica del progetto che viene esposta con ricavi abbondantemente superiori all’investimento da circa 3 miliardi e 600 milioni di euro, e dall’altra un partenariato fra pubblico e privato.

LA DELIBERA DELLA REGIONE PER IL TAVOLO TECNICO SUL PROGETTO

Da questo punto di vista la delibera dello scorso 29 marzo della Regione Molise fa intendere come l’interesse pubblico sia del tutto evidente. Nell’avviare il tavolo tecnico che chiamerà a raccolta tutti gli enti interessati, la Giunta Toma sottolinea l’importanza di un investimento che potrebbe portare circa 6.000 posti di lavoro nella fase di realizzazione e che comporterebbe uno sviluppo con standard decisamente elevati tali da attirare sul territorio una clientela internazionale ideale per le strutture ricettive da costruire ma anche occasione per far emergere eccellenze territoriali di tipo enogastronomico, storico culturale e ambientale. Il progetto South Beach viene definito dalla delibera di Giunta una “più grande sfida e un traino per tutti gli aspetti di crescita e di sviluppo della regione”.

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