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South Beach, la guerra degli ambientalisti non si ferma. Donato Toma: “Mi rimetto agli esperti”

Il presidente regionale dichiara che saranno gli enti convocati al tavolo tecnico a doversi esprimere sul progetto di realizzazione di un mega investimento da oltre 3 miliardi alla marina di Montenero. Fortemente contraria Legambiente

Parola agli esperti. Così il presidente regionale Donato Toma si è espresso, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, a proposito del progetto denominato ‘South Beach’, che prevede una maxi costruzione di grattacieli, alberghi, ristoranti, lidi balneari e molto altro alla marina di Montenero di Bisaccia. Lo ha fatto mentre continuano le prese di posizione fortemente contrarie degli ambientalisti e della sinistra, molisana ma soprattutto abruzzese, dato che il progetto interessa il confine Molise-Abruzzo.

“C’è un comitato tecnico che dovrà esaminare il progetto e pronunziarsi. Mi rimetto agli esperti e alle segnalazioni delle associazioni” queste le parole rilasciate all’Ansa dal presidente della Regione Molise, Donato Toma. Va ricordato che il progetto ‘South Beach’ è stato riconosciuto dalla Giunta Toma di ‘interesse regionale’ nella delibera di Giunta regionale che ha convocato il tavolo tecnico.

South Beach: 4 alberghi, 200 ristoranti, 18 lidi e grattacieli da 25 piani. L’investimento cinese da 3 miliardi divide

La richiesta di convocazione era giunta formalmente dalla sindaca di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci al fine di valutare il rapporto costi-benefici relativo al progetto di cementificazione su circa 160 ettari della costa montenerese, con analisi affidate anche a esperti di ambiente e turismo. Un passo necessario dopo la formalizzazione della proposta di investimento da parte dell’uomo d’affari canadese George Cohen col sostegno di un fondo finanziario cinese.

Una cementificazione che continua ad allarmare e che nei giorni scorsi aveva suscitato un intervento di forte contrarietà anche del professore di Scienze del Turismo dell’Università del Molise, Rossano Pazzagli. È di queste ore la netta presa di posizione di Legambiente Abruzzo e Molise.

“Qualcuno crede sia arrivato il momento di devastare quanto di incontaminato è rimasto in quell’area con un progetto di cui non ci è ben chiaro l’interesse pubblico che potrebbe giustificare una valutazione favorevole.

Se da un lato ci riteniamo preoccupati, dall’altro possiamo dirci sconcertati e anche abbastanza sorpresi, dall’entusiasmo con cui la Giunta Regionale del Molise, con la delibera numero 67 del 29 marzo 2021, riconosce di interesse regionale il progetto di valorizzazione turistico-residenziale denominato “South Beach”” scrive Legambiente.

“Quello che ci è chiaro è invece che il progetto modificherà i connotati del territorio – prosegue l’associazione -, andando a peggiorare la situazione della costa molisana che negli anni ha visto ben 17 chilometri modificati in modo irreversibile dal consumo di suolo con una preoccupante accelerazione del fenomeno negli ultimi anni”.

Come già rimarcato dal professor Pazzagli, un intervento del genere viene accusato di essere poco al passo coi tempi. “Stiamo parlando di un approccio anni ‘80, abbondantemente superato sia dall’avvento del turismo crocieristico (che ha messo in ginocchio il mondo dei villaggi turistici), ma anche da una crescita indiscutibile della sensibilità ambientale che non permette più iniziative di questa natura, almeno nel nostro Paese”.

marina di montenero vegetazione foce trigno

Dello stesso parere anche la Societas Herpetologica Italica, sezione Abruzzo e Molise ‘A.Bellini’ che rimarca come il progetto vada ad interessare un sito di interesse comunitario conosciuto come ‘Foce Trigno-Marina di Petacciato’ con all’interno diverse specie faunistiche a rischio estinzione, in special modo la tartaruga caretta-caretta. “La diminuzione della diversità di habitat e specie, la cui dinamica è confermata da monitoraggi continui condotti su varia scala – afferma Marco Carafa, coordinatore della sezione SHI Abruzzo-Molise – vede tra le sue principali cause la scomparsa e la frammentazione degli ambienti idonei a causa dell’urbanizzazione e dei cambi di destinazione d’uso”.

Legambiente conferma quindi che dirà “No a questo progetto, che scimmiotta un modello di sviluppo che ha poco a che fare con il Molise e con quanto cerca chi sceglie la regione per trascorrere le proprie vacanze. Anche perché, se il New York Times lo scorso anno ha scelto il Molise quale una delle tre mete da visitare in Italia, non lo ha fatto certamente per la presenza di megastrutture turistiche o per il turismo di massa. Il Molise non ha bisogno di un progetto alieno al suo contesto, realizzato chiaramente senza conoscere il territorio di riferimento in cui si dovrebbe realizzare. Legambiente, Legambiente Molise e Legambiente Abruzzo si schierano contro il progetto “South Beach” ritenendolo frutto di una visione antica del modo di fare turismo che si contrappone al trend di sviluppo in atto, sia in Italia che in Europa, di una offerta turistica sempre più attenta alla sostenibilità”.