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South Beach, al coro di voci contrarie si aggiungono i No Tunnel di Termoli

Torna a farsi sentire il comitato, divenuto poi associazione No Tunnel, che negli anni ha osteggiato il progetto di riqualificazione del centro della città adriatica meglio noto come ‘Tunnel di Termoli’, e lo fa per dire No anche all’investimento alla marina di Montenero denominato South Beach.

Per i No Tunnel “è intollerabile, infatti, che la nostra regione continui ad essere massacrata e depredata del suo territorio, delle sue risorse e delle sue bellezze paesaggistiche e ambientali. Il progetto che si sta tentando di realizzare a Montenero – aggiungono – costituisce un caso da manuale di spoliazione e di colonizzazione del Molise”.

L’associazione riprende quanto già scritto da altri, a cominciare dal comitato Costa Verde Mare Nostrum e diverse associazioni ambientaliste. “Siamo nell’ambito della cosiddetta “urbanistica contrattata” a cui fanno sempre più frequentemente ricorso quelle Amministrazioni comunali che vedono il Piano Regolatore come un limite e vogliono le mani libere in materia di trasformazione del territorio.

Nel caso in questione il rilevantissimo interesse privato si coglie fin troppo facilmente, mentre sul piatto della bilancia del pubblico si può mettere solo l’immane distruzione di un grande patrimonio paesistico e naturalistico, non a caso identificato dalla Direttiva Europea 92/43CEE come Sito di Interesse Comunitario, che ospita numerosi habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche con specie vulnerabili e rare, molte esclusive della costa molisana. Un patrimonio che merita di essere diversamente valorizzato non lasciandosi abbagliare da vecchi modelli di sviluppo turistico, superati e non più sostenibili, ma facendo leva su quanto di unico la costa di Montenero rappresenta ed è in grado di offrire”.

Non meno grave è la delibera con la quale la Giunta regionale del Molise nel “riconoscere di interesse regionale il Progetto di valorizzazione turistico-residenziale denominato South Beach”, sostiene che tale progetto “fungerà da traino per tutti gli aspetti di crescita e di sviluppo della Regione”.

Di fronte a tale manifesta volontà politica, volta ad assecondare un progetto così devastante che, se realizzato, segnerebbe la resa definitiva del Molise a forze colonizzatrici e predatorie di ogni tipo, non resta che organizzarsi in fretta dando vita ad un forte e coeso movimento capace di coinvolgere tutta la popolazione del Molise.

Inoltre auspichiamo che stavolta il Progetto si fermi prima di arrivare al vaglio degli Organi Regionali preposti alla tutela del territorio e del paesaggio che, secondo una nota sentenza del TAR Molise del 2019, in un’altra occasione non si sono rivelati propriamente osservanti delle prescrizioni dettate dal decreto legislativo n. 152/06, noto come Codice dell’ambiente”.

Infine l’associazione Termoli No Tunnel si prende il merito di aver impedito “insieme ai cittadini di Termoli la realizzazione del tunnel di collegamento tra il porto e il lungomare Cristoforo Colombo con annessa mega speculazione edilizia di Piazza Sant’Antonio”. In realtà c’è ancora un ricorso pendente al Consiglio di Stato da parte dell’impresa proponente.

In definita l’associazione No Tunnel “rivolge pertanto un pressante appello a tutte le associazioni e a tutti i molisani che condividono l’obiettivo di salvaguardia, tutela e valorizzazione del nostro Molise affinché diano la loro fattiva adesione a tutte le iniziative che nei prossimi giorni e nei prossimi mesi saranno messe in campo”.