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San Giorgio, patrono di Campobasso per acclamazione dal 1661: “Salvò la città da guerre, pestilenze e tempeste”

Il culto del santo guerriero oggi non è sentito come nei secoli passati, quando “la popolazione gli attribuì una serie di miracoli”. Il capogruppo del M5S, nonché da sempre punto di riferimento del ‘Centro Storico’, Antonio Vinciguerra: “I campobassani l’hanno venerato per secoli fin dai primi anni mille, la chiesa a lui dedicata è almeno risalente al 1099”.

Storia, leggenda, tradizione centenaria tramandata oralmente. È antichissimo a Campobasso il culto per San Giorgio, il santo guerriero. Oggi, 23 aprile, il capoluogo festeggia il proprio patrono, voluto per acclamazione popolare nel 1661, anno al quale risale la proclamazione. In realtà, i campobassani l’hanno venerato per secoli fin dai primi anni mille, considerando che la chiesa a lui dedicata è almeno risalente al 1099, ma è stata costruita sicuramente qualche decennio prima.

San Giorgio Comune Campobasso
Campobasso chiesa san Giorgio

Ma come e perché nasce il culto nei secoli passati? “Il culto di San Giorgio a Campobasso è molto antico, infatti una delle chiese più antiche della città è proprio quella dedicata al santo patrono – spiega il capogruppo in Comune del M5S Antonio Vinciguerra, da sempre attivo nell’associazione ‘Centro Storico’ –. Ma San Giorgio non era il protettore di Campobasso all’epoca, lo è diventato nel 17esimo secolo per acclamazione popolare, a seguito di una serie di miracoli che la popolazione ha attribuito al santo guerriero”.

In piazza Vittorio Emanuele, come noto, nel 2012 è stata installata una statua dedicata a San Giorgio, opera dello scultore Alessandro Caetani. La miniatura dello stesso è nella stanza del sindaco Roberto Gravina, che concede gentilmente la location per l’intervista.

Ecco, qui si mescola la religione con la credenza popolare, e la storia fa da affascinante contorno: “Gli abitanti di Campobasso attribuirono a San Giorgio la fine miracolosa di una pestilenza oltre che l’intercessione affinché una terribile tempesta non si abbattesse sulla città. E addirittura si tramanda che nel corso di guerre civili nel 1200 con altri paesi della zona San Giorgio sia apparso in cielo con un esercito spaventando il nemico”.

Antonio Vinciguerra

Bisogna dire che nel corso degli ultimi decenni la devozione per il santo è andata scemando. Magari anche per ragioni temporali, visto che il 23 aprile capita tra la Settimana Santa e il Corpus Domini, manifestazioni sentitissime a Campobasso: “Sicuramente una volta era un culto tanto sentito. Sappiamo che fino all’Ottocento la processione era molto partecipata. Oggi ci sono devozioni e tradizioni molto più sentite dai campobassani, pensiamo al Corpus Domini, alla Settimana Santa fino all’Infiorata per la Madonna del Monte”.

Per questo, l’amministrazione ha intrapreso dall’anno scorso una serie di iniziative “per ridare l’importanza che merita a San Giorgio non solo con i riti ma anche con aspetti culturali. Purtroppo siamo bloccati da due anni, ma abbiamo iniziato qualche attività puntando sui più piccoli, valorizzando la storia del santo e della nostra città partendo dai più piccoli, con un fumetto animato e un album molto graditi”.

E allora, è proprio il caso di dirlo: “Viva San Giorgio, speriamo che ci aiuti a liberarci anche da questa pandemia”.