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Rete della Sinistra difende Marcella Stumpo: “Posizioni politiche condivise”

Dopo la Fondazione Milani, anche il gruppo politico Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra, prende apertamente le difese di Marcella Stumpo, finita nel mirino di Forza Italia dopo l’ultimo consiglio comunale.

“Qualche giorno fa, i rappresentanti locali di Forza Italia hanno diffuso un piccato comunicato stampa contro la dottoressa Marcella Stumpo – consigliera comunale di Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra – accusandola di attaccare senza cognizione di causa l’amministrazione Roberti, per quanto concerne il contrasto alla pandemia. È opportuno premettere che i comunicati che tanto hanno indignato i rappresentanti di Forza Italia sono firmati da Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra, non da Marcella, in quanto essi esprimono posizioni politiche discusse e condivise nel nostro gruppo. Troviamo scorretta la tattica di svalutare un’avversaria politica, facendola passare per una isolata “testa calda”, quando invece è in totale sintonia con il suo gruppo politico e, crediamo, almeno con 1.400 elettrici ed elettori che hanno votato il suo nome alle ultime comunali.

Nel merito dell’accusa – che dunque riguarda noi tutti – di parlare di pandemia senza cognizione di causa, rispondiamo che ci siamo occupati dello sfascio della sanità pubblica regionale ben prima dell’emergenza covid-19 e lo abbiamo sempre fatto analizzando criticamente i dati di fatto, senza anteporre ad essi soluzioni preconcette. Sul servizio sanitario regionale (SSR) rifiutiamo il principio che mette al primo posto il “risanamento” economico ed in seconda linea la salvaguardia dei LEA (livelli essenziali di assistenza); anzi, contestiamo il fumoso ed elastico concetto di sanità “essenziale”, e rivendichiamo invece come fine primario il raggiungimento di livelli ottimali di assistenza. Questa è la strada maestra anche per rimettere in pari i bilanci del SSR. La sanità molisana detiene il record nazionale dell’indice di fuga: il 29% dei molisani va fuori regione per ricoveri ed esami specialistici, contro la media nazionale del 9%. Questa è la conseguenza diretta di 14 anni di tagli al personale ed alle attrezzature biomediche. Il nostro personale sanitario non solo è numericamente insufficiente, ma – a causa del blocco del turnover – è anche sempre più vecchio: nel 2017 (ultimo dato disponibile) il 78% del personale ASReM aveva da 50 anni di età in su. Sempre da questo, per citare un caso che ci ferisce profondamente, deriva il crollo delle nascite presso il San Timoteo, che fino a dieci anni fa erano intorno a 650 all’anno ed ora sono dimezzate. Così le strutture private accreditate hanno trovato facile spazio per espandersi nei servizi ospedalieri e nella specialistica. Esse, offrendo le prestazioni più remunerative e non dovendo sostenere i costi dei pronto soccorso e dell’emergenza-urgenza, hanno acquisito importanti fette di “mercato” (così lo concepiscono) nei servizi ad alto margine di contribuzione, aggravando ulteriormente il disavanzo del SSR.

In questo scenario è apparso il covid-19, in punta di piedi nella prima ondata, ma poi con violenza da novembre 2020. Per brevità, non ripetiamo qui la drammatica cronaca degli ultimi mesi e le responsabilità del Governo nazionale e di quello regionale. Quanto al Sindaco di Termoli, ricordiamo che egli è anche Presidente della Provincia di Campobasso e membro, in tale veste, dell’Unità di crisi regionale anti covid-19. Dunque una figura istituzionale importante nel panorama regionale, che si è distinta per una completa acquiescenza alle posizioni assunte dal Presidente della Giunta regionale, anche quando queste danneggiavano il dipartimento sanitario di Termoli: Centro covid al Cardarelli e non al Vietri, ritardi e carenze nella costituzione e nel funzionamento delle USCA per l’assistenza domiciliare, chiusura di reparti e limitazioni di servizi al San Timoteo.

La seconda accusa mossa dagli esponenti di Forza Italia è la trita e ritrita affermazione che Marcella, alias noi tutti, praticheremmo il no a prescindere. Quando non si hanno valide ragioni di merito da contrapporre alle circostanziate critiche altrui, non resta altra via di fuga che dichiarare apoditticamente che tali critiche sono a prescindere. Peraltro dire “no” non è di per sé un atto negativo, se il no si riferisce a scelte dannose e sbagliate. Quindi continueremo a dire no tutte le volte che, a nostro giudizio, l’amministrazione Roberti propugnerà scelte politiche dannose e sbagliate, cosa che nei suoi primi due anni di mandato ha purtroppo fatto di sovente.

D’altra parte non siamo solo noi a dire “no”, ma anche l’amministrazione in carica. Ricordiamo, tra le tante proposte avanzate da Marcella, i due no più recenti della maggioranza, pronunciati nel Consiglio comunale del 26 marzo 2021 contro due mozioni, prima firmataria Marcella, presentate insieme al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. Una mozione riguardava la realizzazione a tempi stretti di (almeno) 900 loculi entro l’attuale cinta cimiteriale e l’avvio della procedura per costruire un secondo cimitero, fornito anche dell’impianto di cremazione. L’altra mozione proponeva la conservazione e valorizzazione, non la svendita, della Schweitzer e dell’ex Nautico di Viale Trieste.

C’è infine da dire che in alcune circostanze l’amministrazione in carica, dunque anche i consiglieri di Forza Italia, ha votato a favore di provvedimenti proposti da Marcella: il Consiglio comunale del 26 settembre 2019, con la delibera n. 39, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sull’emergenza climatica ed ambientale; sempre all’unanimità, il Consiglio del 19 dicembre 2019 ha approvato con delibera n. 59 la mozione sulla piantumazione di alberi e la tutela del verde. Marcella ha anche dato un importante e collaborativo contributo alla definizione in commissione del Regolamento del verde, approvato con la delibera di Consiglio n. 58, del 20 novembre 2020.

Averne di più di consigliere comunali come Marcella”.