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Prenotare, pagare e ritirare esami medici: basta file, è ora di farlo online. “Così perdiamo tempo, lavoro, soldi e salute”

Un interrogativo, quello raccolto tra tanti cittadini, che con i disagi di queste settimane al Cup diventa di stringente attualità: possibile che non si riesca a informatizzare il sistema, permettendo alle persone di prenotare e pagare in maniera elettronica, dal pc o dallo smartphone, invece di perdere interi giorni di lavoro per fare la fila davanti agli sportelli?

Possibile che in piena crisi pandemica, in tempi di distanziamento, in un momento in cui il pagamento elettronico è privilegiato sopra ogni cosa (c’è perfino il cashback di Stato), i cittadini del Molise siano ancora costretti a perdere giorni di lavoro per fare la fila nei Cup degli ospedali? Tutto si fa online, perfino la scuola funziona in dad, ma per i poveri molisani alle prese con una salita malconcia è ancora indispensabile perdere ore e ore dietro alla lotteria dei numeri, sperando di cavarsela in un giorno, solo visto che il più delle volte è necessario tornare una seconda volta e ripetere la trafila.

Stiamo parlando degli sportelli per la prenotazione e il pagamento di esami e visite mediche, di salute insomma. Il bene più prezioso che c’è, ma anche quello che rischia di far perdere altra salute. Più volte, nelle ultime settimane – quando nuovamente le criticità di un sistema che non vuole proprio saperne di ingranare sono emerse in maniera prepotente – sono state sfiorate risse e resse. Ma intanto nulla migliora, e si procede con rassegnazione fallimentare.

Prenotazioni visite ed esami, attese infinite al Cup. La rabbia dei cittadini: “Non possiamo perdere ore e ore aspettando il turno”

“Ho perso una intera mattinata di lavoro solo per ritirare alcune analisi”, riferisce un imprenditore bassomolisano, che si fa portavoce di uno stato d’animo collettivo raccontando l’esperienza al Cup. “Sono arrivato al San Timoteo alle 10 e 15 di martedì,  i numeretti erano già stati bloccati a quell’ora, mi sono messo in fila di buon grado rassegnandomi ad aspettare il mio turno. C’erano circa 20 persone prima di me, quindi non tantissime, eppure sono riuscito a pagare – e in contanti, perché non funzionava il Pos – soltanto alle 12 meno un quarto, praticamente giusto in tempo per andare a ritirare il mio esame”.

Come è possibile che nel 2021 tutto venga informatizzato, perfino i parcheggi urbani, tranne che la sanità? Una domanda da un miliardo di euro per la quale perfino impossibile chiedere lumi, visto che l’unica risposta è una scrollata di spalle. Come se rendere accessibile dai Pc o dagli smartphone degli utenti le prenotazioni per visite ed esami fosse una operazione dell’altro mondo.

“Eppure – prosegue l’imprenditore – ormai anche in azienda funziona così, con un terminale facciamo la trasmissione esterna interna della merce per rendere tutto più tracciabile, velocizzare il sistema e renderlo più sicuro, evitando contatti e passaggi di mano”.

Proprio la sanità pubblica, cioè lo Stato che dovrebbe proteggere e aiutare i cittadini da questo punto di vista è incredibilmente indietro. “Questa testimonianza vuole essere un sollecito per migliorare uno stato di cose che a volte, invece di aiutarci, ci ostacola, creando problemi a più non posso”.

È ora di poter prenotare e pagare le visite e gli esami da un qualsiasi terminale, come d’altronde si fa ormai con tutto. E con il grande vantaggio di risparmiare non solo tempo ma anche arrabbiature e frustrazioni che, con un sistema farraginoso e irto di ostacoli burocratici, sono effetti collaterali all’ordine del giorno. E con la speranza che anche il ritiro dei referti possa avvenire on-line, come avviene già in moltissimi posti. Molise escluso.