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Piste interrotte e percorsi giungla, il Molise rischia di perdere la sfida del cicloturismo foto

A Termoli le auto divorano le poche aree per bici, mentre l'assenza di manutenzione sta distruggendo i percorsi di Petacciato Marina e Querce Grosse a Montenero. In attesa della Ciclovia Adriatica che non è certo prossima, in Abruzzo una lezione per la nostra regione

Uno degli effetti provocati dalla pandemia da covid-19 è quello di aver fatto scoprire a molti il piacere di stare in mezzo alla natura, magari pedalando in sella a una bici. Per altro fra le tendenze in aumento c’è quella del cosiddetto Cicloturismo, vale a dire viaggiatori che scelgono le mete per le proprie vacanze anche in base alla possibilità di fare escursioni pedalando e scoprendo paesaggi.

Purtroppo però, se da un lato il Molise avrebbe grandi potenzialità dal punto di vista degli spazi aperti e della natura meravigliosa, ancora una volta le infrastrutture della nostra regione sembra non essere al passo coi tempi, al punto tale da poter far perdere l’ennesimo treno al turismo nostrano. Così, mentre in Emilia viene inaugurata la Ciclovia del Sole, solo parte di un itinerario che collegherà a breve Bolzano con Firenze, da noi non si riescono a unire i 35 chilometri che separano le spiagge di Campomarino da quelle di Montenero di Bisaccia.

Va fatta subito una precisazione: il Molise è pieno di ciclisti che specie nel fine settimana girano i paesi con la loro bici, spesso in gruppo. Il poco traffico e le strade che alternano salite e tratti pianeggianti sono l’ideale per chi non ha paura di condividere la strada con auto e camion. Ma quello che manca sono sentieri e piste ciclabili da percorrere in mountain bike o magari in e-bike, senza il timore di un automobilista distratto che possa creare pericolo.

Se ne stanno accorgendo in questi mesi tutti quelli che, soprattutto fra i giovani, a causa delle restrizioni hanno dovuto rinunciare al calcetto o alla palestra e piuttosto che starsene sul divano hanno scelto di rispolverare una vecchia bici o comprarne una nuova scoprendo le bellezze di un giro fra i campi coltivati o con lo sguardo proiettato sull’Adriatico.

Pista ciclabile Termoli

L’esempio lampante è quello della tanto chiacchierata Ciclovia Adriatica che ad oggi in Molise è un progetto incompiuto fatto di singoli pezzi separati tra loro da chilometri di strada statale in cui auto e tir sfrecciano come se non esistessero limiti di velocità. Ad oggi bisogna quindi accontentarsi della splendida pista ciclabile del lungomare di Termoli che parte dalla rotonda di via Magellano e purtroppo si interrompe alla Torretta.

Termoli è un caso emblematico. Chi vuole continuare verso Sud è costretto ad andare contromano in salita su una strada a senso unico, anche se per pochi metri, infilandosi poi sulla passeggiata sotto le Mura del Castello Svevo. Un itinerario meraviglioso ma coi suoi pericoli finché la Ciclovia – che dovrebbe seguire proprio questo tragitto – verrà completata. C’è anche chi continua a pedalare passando per il porto e inoltrandosi sulla passeggiata di Rio vivo, dove fra una mattonella mancante e l’altra giunge alla rotonda sotto viale Marinai d’Italia per poi infilarsi all’interno del parco e dei suoi sentieri.

Pista ciclabile Termoli

Dall’altro capo della ciclabile termolese, chi intende proseguire verso Nord dalla Torretta si imbatte in quel che resta della vecchia pista ciclabile, oggi inghiottita da residence e villette e soprattutto da auto che parcheggiano davanti agli ingressi delle abitazioni e di fatto impediscono una frequentazione più assidua e sicura di questa ciclabile che comunque si interrompe in corrispondenza dello svincolo per Contrada Fucilieri. Da lì fino al semaforo di Petacciato marina c’è solo la Statale 16, con tutti i rischi che comporta.

Pista ciclabile Termoli

C’è poi il tratto di Petacciato Marina direzione Nord che dal punto di vista naturalistico è un gioiello ma che ormai per la totale assenza di manutenzione è diventato una giungla. Se il primo tratto, quello asfaltato, richiede una certa abilità nello schivare la vegetazione alta diversi metri, il bel ponte di legno realizzato oltre 15 anni fa sul torrente Tecchio sta letteralmente cadendo a pezzi. Il passaggio in bici è reso difficoltoso dal gradino creato per un avvallamento dell’asfalto e a lungo andare una delle poche infrastrutture già esistenti per la futura Ciclovia Adriatica rischia di dover essere rifatta da capo.

Pista ciclabile pineta Petacciato

Proseguendo parallelamente alla pineta di Petacciato Marina, il percorso diventa brecciato ma percorribile senza grossi problemi, sebbene sempre più stretto. Infine l’ultimo pezzo, quello che arriva fino all’ingresso del lido balneare Cala D’Or, è invece fatto di sterrato e sabbia compatta e la percorrenza è appannaggio degli avventurieri delle due ruote, senza contare che le tracce del passaggio dei cinghiali sono evidenti.

Pista ciclabile pineta Petacciato

Da lì, altra interruzione, e altro passaggio sulla Statale 16 su quel tratto di litorale che qualcuno vorrebbe trasformare in South Beach. Lo spazio per una ciclabile/pedonale ci sarebbe tutto ma non c’è ancora nemmeno il progetto definitivo.

Per tornare a pedalare in tranquillità c’è poi qualche centinaio di metri sul lungomare di Montenero di Bisaccia, anche questo molto godibile perché affacciato sul porto turistico ma estremamente breve, dato che si interrompe sfociando sulla sabbia. Il tanto desiderato collegamento con San Salvo Marina non sembra così difficile da realizzare ma passano gli anni e resta lettera morta.

Pista ciclabile lungomare Montenero

Per collegare fra loro questi pezzi e proseguire il tratto molisano della Ciclovia Adriatica fino a Campomarino servirebbero diversi milioni di euro – circa 15 – e sebbene l’opera sia di interesse nazionale la sua concretizzazione non sembra né semplice né prossima, vuoi per la presenza di numerosi ostacoli come la frana di Petacciato e alcune aree vincolate, vuoi per i ponti da costruire sul Trigno, sul Biferno e altri torrenti.

La Regione Molise sta portando avanti l’idea di costruire un pezzo alla volta in una sorta di ricucitura, e di utilizzare nel frattempo gli attuali viadotti della Statale 16 finché non ci saranno i fondi per costruirne altri a esclusivo uso pedonale e in bici. Ma l’idea non pare cogliere la pericolosità di un itinerario alternato fra ciclabile e statale: quale genitore manderebbe il proprio figlio adolescente, tanto per fare un esempio, su un tracciato che si interseca con una strada a scorrimento veloce?

Eppure l’esempio più significativo è solo a pochi chilometri dal Molise. Superato il confine con l’Abruzzo parte infatti all’interno della pineta la splendida pista ciclabile che collega San Salvo Marina a Vasto Marina. Le due località turistiche del vicino Abruzzo sono facilmente raggiungibili in bici o a piedi tramite una via ciclabile e pedonale che vengono frequentati quotidianamente da centinaia di persone.

Pista ciclabile San salvo marina

Il tutto con la prospettiva di ricollegare questo percorso alla famigerata Via Verde che dopo tante polemiche sembra essere in via di completamento, visto che già copre parte del tragitto della costa abruzzese e presto potrebbe regalare agli appassionati di bici un tracciato unico per il suo panorama affacciato sull’Adriatico e sui trabocchi. Le ricadute positive sul turismo sono facili da ipotizzare.

Pista ciclabile Vasto marina via verde

Ma che l’attenzione agli spazi per i ciclisti sia prossima allo zero in Basso Molise lo testimonia anche il fatto che la vecchia pista ciclabile di via Firenze, nel quartiere di Contrada Porticone a Termoli, è ormai diventata un parcheggio a tutti gli effetti, mentre il percorso che collega Termoli a San Giacomo e arriva fino al Santuario della Madonna a lungo è lasciato praticamente all’abbandono e quindi poco frequentato.

Nelle campagne di Montenero di Bisaccia esiste invece un’altra ciclabile di cui la natura ha ripreso possesso a causa di smottamenti, incuria e assenza di manutenzione. Chi prova a transita sul tracciato di Querce Grosse deve infatti rinunciare davanti alle erbacce che coprono il percorso.

Pista ciclabile querce grosse Montenero

E dire che il traffico su queste strade comunali e interpoderali è minimo. Per un piccolo comune, questo è certo, trovare risorse per rimetterle in sesto è molto difficile. Ma se il Molise vuole imboccare la strada del ‘turismo lento’ dovrebbe pensare a progetti che mettano insieme più comuni con l’intento di creare una rete interconnessa di vie pedonali e ciclabili raggiungibili magari da punti nodali del trasporto pubblico.

Purtroppo anche in Alto Molise non va meglio in questo senso, sebbene di sentieri da esplorare ce ne sarebbero tantissimo ma mancano indicazioni e mappe. A questo proposito nell’entroterra molisano una sensibilità diversa sembra emergere dal progetto lanciato dal sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo che nei mesi scorsi ha annunciato l’avvio dei lavori di un sentiero pedonale e ciclabile di circa 40 km che collegherà il Molise da una sponda del Biferno a una del Trigno in un tracciato che dal lago di Guardialfiera giungerà fino al santuario di Canneto.

Sport, bellezze naturali e meraviglie della nostra storia. La chiave di volta per un turismo ecosostenibile che sembra uno dei pochi risvolti positivi della pandemia. Ma che il Molise rischia di non saper cogliere.