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Vaccini, nuova riorganizzazione: stop fino a lunedì per AstraZeneca, accelerata con Pfizer per anziani e fragili

Nuovo cambio in corsa delle categorie da vaccinare: le autorità sanitarie regionali hanno deciso di completare la campagna di immunizzazione per gli ultra ottantenni e soggetti a rischio che da questa mattina sono state convocati al palazzetto dello Sport dell'Università e alla Cittadella dell'Economia di Campobasso. Le inoculazioni con il farmaco anglo-svedese dovrebbero riprendere solo da lunedì prossimo: non è chiaro per quali categorie e con quali scorte.

Il cambio in corsa delle categorie da vaccinare è stato deciso in poche ore e comunicato sia ai centri vaccinali che ai diretti interessati: avanti tutta con Pfizer, mentre in Molise è stata temporaneamente sospesa la somministrazione di AstraZeneca. “Non è proprio una sospensione, ma preferiamo completare la campagna di immunizzazione di over 80 e persone fragili, molti di loro avrebbero dovuto fare il richiamo con il vaccino Pfizer”: spiegano dagli uffici della Direzione regionale della Salute.

E quindi oggi nei centri allestiti a Campobasso, alla Cittadella dell’Economia e al palazzetto dello sport dell’Università del Molise, sono stati convocati gli ultra ottantenni e i soggetti fragili che stanno ricevendo il vaccino Pfizer oppure Moderna. Certo, ieri anche il premier Mario Draghi ha ribadito la priorità dell’immunizzazione delle categorie a rischio, lasciando spiragli per le riaperture alle Regioni che si impegnano proprio su questo fronte.

Al tempo stesso è innegabile che il programma ha subìto l’ennesima riorganizzazione alla luce delle linee guida del Ministero della Salute su AstraZeneca, o meglio sul Vaxzevria (il nuovo nome approvato per il vaccino anglo-svedese): “Il vaccino è efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte collegata al covid-19” e ci sono più benefici che rischi (un decesso ogni 1,8 milioni di vaccinati, è bene ricordarlo). Soprattutto cambia la destinazione d’uso del farmaco anglo-svedese: “L’uso è raccomandato in via preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”. Fascia d’età in cui non sono stati riscontrati casi di trombosi cerebrale.

Vaxzevria raccomandato su persone sopra i 60 anni, seconda dose con lo stesso vaccino. Ma il Piano rischia di saltare

 

Secondo il nuovo cronoprogramma della Direzione regionale della Salute, entro lunedì saranno completate le categorie degli over 80 e dei soggetti a rischio.

“Lunedì (12 aprile, ndr) le dosi di Pfizer finiranno. Quindi martedì ci dovremmo fermare”, ammettono anche dalla sede della Regione. Si rischia uno stop di un paio di giorni – tra martedì 13 e mercoledì 14 aprile – prima dell’arrivo delle nuove dosi. “Non sono previste nuove consegne fino a mercoledì-giovedì”.

Una notizia sconfortante dal momento che il vaccino è l’unica arma contro il virus e visto che aprile doveva essere il mese dell’accelerata della campagna di immunizzazione. Difficilmente raggiungibile l’obiettivo delineato dal presidente Donato Toma martedì scorso in Consiglio regionale per vaccinare un terzo della popolazione molisana (tra prima dose e richiamo) grazie alle ultime forniture: quasi 34mila dosi di Pfizer, 3mila di Moderna e 6500 di Astrazeneca. 

Le rinunce su Astrazeneca (ieri al 30% in Molise, ndr), le raccomandazioni sul suo impiego che probabilmente non confortano le autorità sanitarie locali e i dubbi sull’arrivo di vaccino Janssen di Johnson&Johnson (che fra l’altro utilizza un adenovirus come AstraZeneca e quindi potrebbe provocare gli stessi effetti, ndr) non depongono a favore del piano vaccinale. Anzi, rischiano di favorire ritardi a tutto vantaggio del virus.

Stiamo valutando cosa fare con le dosi di AstraZeneca, ci sono una serie di ipotesi. Ma per il momento pensiamo a concludere la partita sugli over 80 e sui soggetti fragili, stiamo incrementando anche le vaccinazioni domiciliari“, dicono ancora dalla Direzione Salute.

La situazione si è complicata in maniera imprevedibile creando un mucchio di grattacapi e una serie di criticità. Da lunedì 12 aprile, del resto, secondo il cronoprogramma regionale, partiranno le vaccinazioni alle persone tra i 70 e i 79 anni che hanno aderito sulla piattaforma dell’Asrem. E chi si è prenotato ha già ricevuto e stampato sul foglio dell’adesione la tipologia di farmaco che riceverà: Pfizer o Moderna. In pratica, proprio le dosi che saranno esaurite in questo fine settimana.

Sarà proposto loro di fare AstraZeneca con il rischio di incappare in una valanga di nuove disdette? “Sicuramente partiremo con le vaccinazioni per la fascia 70-79 anni”, la rassicurazione degli uffici preposti.

Oppure la Regione potrebbe cambiare strategia e aprire le adesioni alla categoria tra i 60 e i 69 anni. Per ora si tratta solo di ipotesi in attesa delle decisioni ufficiali.