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Passa a maggioranza la legge di stabilità: chiusi il Consorzio Geosat e la società Sviluppo della Montagna molisana

Approvata con 11 sì, 8 i voti contrari. Non sono passati gli emendamenti dei 5 Stelle che puntavano, ad esempio, alla riduzione dei costi della politica e alla soppressione dell'Azienda autonoma di turismo e soggiorno di Termoli sono stati tutti bocciati. Naufraga anche la proposta sulla chiusura delle Comunità Montane sostenuta anche dal presidente Micone. In nottata lo scontro tra il governatore Toma e Aida Romagnuolo che aveva presentato 14 ordini del giorno: "Studi prima di venire in Aula"

Alla fine non ci sono state sorprese: la maggioranza ha approvato la Legge di stabilità regionale (anno 2021) a tarda notte, dopo una seduta fiume del Consiglio regionale. Undici i voti favorevoli, 8 i contrari. Il Pd non ha partecipato ai lavori dell’Aula dopo aver protestato sulla legittimità dell’emendamento che autorizza la Giunta ad accendere un mutuo da 40 milioni di euro.

Il Molise si indebita per altri 40 milioni: il centrodestra approva il super mutuo per la viabilità

 

In Aula il presidente della Prima commissione Andrea di Lucente ha illustrato i contenuti della proposta di legge numero 155, ovvero la Legge di Stabilità. Tra le novità più rilevanti del testo, ‘blindato’ dalla Giunta Toma (sono stati bocciati tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati dai 5 Stelle e dai due ex componenti della maggioranza Michele Iorio e Aida Romagnuolo), ci sono i provvedimenti relativi ad alcune società partecipate o nate su iniziative della stessa Regione Molise negli anni passati.

Addio ad esempio al Consorzio Geosat, progetto nato durante il governo Iorio e costituito dall’Agenzia Spaziale Italiana(ASI), dalla Regione Molise, dall’Università del Molise e da Telespazio/e-Geos. Nobile l’obiettivo fissato nel progetto finanziato con 20 milioni di euro, come si legge sul sito stesso della Regione: “Il consorzio  mira a realizzare una struttura scientifico-tecnologica di alto livello nel settore geospaziale che dal Molise intende produrre applicativi da immettere sul mercato globale”. Insomma, non andremo su Marte. Scherzi a parte, il Consiglio regionale ha autorizzato la Giunta “a fine di portare a compimento la procedura di liquidazione giudiziale del Consorzio Geosat”.

Capitolo sviluppo della montagna molisana. La Legge di stabilità prevede lo scioglimento e la messa in liquidazione della società sviluppo della Montagna Molisana S.p.A. i cui conti in rosso avevano costretto lo stesso Toma a nominare un amministratore unico. E ora, si legge nella proposta di legge numero 155 votata dall’assise regionale, si ravvede per l’assenza di specifica finalità strategica per la Regione ed il venir meno dei presupposti di strumentalità della partecipazione rispetto al perseguimento delle funzionali dell’amministrazione regionale”. Inoltre FinMolise potrà acquisire le quote societarie di Funivie Molise S.p.A., società nata sempre per iniziativa della Regione Molise. Si occupa della gestione degli impianti di risalita e a tutte le attività di sviluppo e valorizzazione delle risorse turistiche dell’area matesina. “La Regione Molise non la possibilità di gestire quelle partecipazioni”, sottolinea il presidente Toma in Aula.

FinMolise “è autorizzata ad intraprendere utili interventi in attuazione delle politiche per lo sviluppo della Montagna molisana, anche al fine di fronteggiare gli attuali effetti della crisi del settore di riferimento”.

Confermato poi il percorso di exit strategy relativo alla filiera avicola molisana: la Giunta potrà porre in essere “interventi per garantire la continuità aziendale della Gam srl in concordato preventivo, nelle more della definizione del programma delle azioni relative al personale e al patrimonio detenuto della stessa Gam”.

Inoltre, è stata stabilita la destinazione delle risorse vincolate incassate dall’Ente a titolo di “Contributi esonerativi per l’occupazione dei diversamente abili”, al fine di finanziare la legge Fondo regionale per l’occupazione dei disabili – Legge regionale n. 26/2002”. Ok anche all’operazione di rifinanziamento con Cassa Depositi e Prestiti del Mutuo contratto con il Ministero di Economia e Finanze per i disavanzi sanitari. Infine, è stato approvato il Piano di valorizzazione e alienazione degli immobili.

Dal punto di vista politico, invece, la maggioranza si toglie un ‘sassolino’ dalla scarpa e boccia tutti gli ordini del giorno della consigliera dissidente Aida Romagnuolo. Tra le proposte, la stanza degli abbracci per i malati covid, la tutela del diritto allo studio, i contributi alle società sportivi. Non passano nemmeno gli ordini del giorno sulla riattivazione dei progetti per i disturbi specifici dell’apprendimento, sulla riduzione dei costi della politica e del bollo auto o quello sul sostegno alle persone affette da malattie rare (“i rimborsi sono stati erogati”, puntualizza il consigliere Gianluca Cefaratti).

Sarà poi lo stesso presidente Donato Toma a rincarare la dose contro la Romagnuolo: “Già abbiamo previsto fondi di questo tipo, si legga il bilancio, si coordini con questa maggioranza.”

Naufraga anche il tentativo di Michele Iorio, altro dissidente della coalizione targata Toma, di ripristinare la surroga, il meccanismo che consentiva ai primi dei non eletti di entrare in Consiglio regionale in sostituzione degli assessori. “Si potrebbe fare operazione politica a costo zero – argomenta l’ex presidente – riducendo le indennità dei consiglieri regionali”. “E’ un emendamento che non si può votare: dalla estromissione dei surrogati risparmiamo 800mila euro all’anno”, la replica di Di Lucente.

Analogo destino per gli emendamenti dei 5 Stelle che puntavano, ad esempio, alla riduzione dei costi della politica diminuendo i contributi erogati agli assessori in missione, sulla riduzione del bollo auto per gli autoveicoli elettrici, sulle anticipazioni di cassa che la Regione dà a Neuromed e Cattolica per le prestazioni sanitarie ai pazienti di fuori regione, sul trasporto dei dializzati o sulla soppressione dell’Azienda autonoma di turismo e soggiorno di Termoli. Non passa nemmeno la proposta sulla chiusura delle Comunità Montane sostenuta anche dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone.

SP