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Sanità, il nuovo commissario si ‘scontra’ col disastro Molise: “Regione complessa, popolazione dispersa e anziana”

Esattamente dieci giorni dopo il suo insediamento negli uffici di Campobasso Flori Degrassi si concede ai microfoni dei giornalisti molisani: all'ex capo della Asl Roma 2 il Governo ha affidato l'importante compito di risanare i conti e riorganizzazione la rete dei servizi sanitari. Il primo impatto è pieno di ombre: "Sto studiando questo territorio che è molto complesso dal punto di vista orografico. Il problema più rilevante riguarda il personale sanitario"

Quattordici anni dopo l’inizio del piano per risanare i conti, la sanità molisana continua ad essere relegata in un girone infernale. E anche il primo impatto del neo commissario Flori Degrassi certifica quello che tutti i suoi predecessori – chi più, chi meno – hanno sostenuto: la difficoltà a garantire i servizi essenziali senza ‘bruciare’ troppe risorse economiche in una regione come la nostra, composta da tanti piccoli paesi abitati da una popolazione prevalentemente anziana che richiede un grosso bisogno di cure.

I sei ospedali realizzati nel corso del tempo (Campobasso, Termoli, Isernia, Larino, Agnone e Venafro) non sono stati la soluzione. Tanto è vero che sono stati progressivamente depauperati, mentre due di questi – il Santissimo Rosario e il Vietri – sono stati ‘riconvertiti’ in Case della Salute nonostante le enormi potenzialità: il primo avrebbe potuto intercettare l’utenza dei paesi al confine tra Molise e Campania, il secondo dotato dell’unica camera iperbarica del Sud avrebbe potuto avere un futuro di grande appeal.

Secondo grande problema: la carenza di personale sanitario, frutto del lungo blocco del turn over imposto alle regioni in piano di rientro prima e dei concorsi senza candidati poi. Lavorare negli ospedali molisani non è forse considerato il massimo per un operatore sanitario, complice probabilmente anche le condizioni contrattuali. I livelli di emergenza e il super lavoro a cui medici, infermieri e Oss sono stati costretti durante la pandemia ha messo a dura prova tutto il sistema.

Problematiche che si è ritrovata fra le mani anche l’ex direttore generale dell’Asl Roma 2 che il Governo Draghi ha inviato in Molise, Flori Degrassi. Con lei Annamaria Tomasella, ex direttore amministrativo dell’Asl Marca Trevigiana, sua vice dopo il ‘terremoto’ provocato dalle dimissioni di Angelo Giustini e Ida Grossi lo scorso marzo, un mese che si è rivelato abbastanza movimentato per la sanità regionale.

Esattamente dieci giorni dopo il suo insediamento negli uffici di Palazzo Vitale, a Campobasso, Flori Degrassi lascia da parte il suo carattere schivo e riservato  e rilascia le prime dichiarazioni ufficiali ai microfoni delle tv locali che hanno seguito a Isernia l’inaugurazione dei sei moduli di Terapia Intensiva all’ospedale Veneziale.

Sei posti di Intensiva anche a Isernia: serviranno come “area grigia” ma non ci sono medici

Analisi dei fabbisogni della popolazione, riorganizzazione sanitaria e risanamento del sostanzioso debito sanitario accumulato in Molise: questi i tre assi attorno a cui ruoterà l’azione del commissario ad acta.

Che per il momento non si sbilancia parlando ai giornalisti locali: “Sono ancora in fase conoscitiva, per il momento ho fatto solo un’analisi di quello che c’è, di quello che vedo. Sto studiando questo territorio”. Ecco le prime impressioni: “E’ una regione complessa dal punto di vista orografico, dispersa e poco popolata. E’ un problema che poi si riscontra a tutti i livelli, anche per i vaccini”.

Qui il video di TeleRegione

Lo sguardo della Degrassi è già al prossimo tavolo tecnico, la verifica periodica dei conti del Molise: in una delle ultime occasioni, la ex struttura commissariale sembra sia stata rimandata con nuovi ‘compiti’ da svolgere.

“Di solito la riorganizzazione sanitaria è collegata al livello di spesa, sono due elementi assolutamente indissolubili”, sottolinea poi cauta. “Ovviamente occorre la collaborazione di tutti perchè è chiaro che una o due persone non possono cambiare un sistema. Credo che con la collaborazione di tutti si possa cercare di uscire tutti quanto prima da questa situazione: 14 anni di commissariamento è oggettivamente una fase troppo lunga”. Quindi, “devo farmi un’idea complessiva”.

Nell’elenco delle cose da fare ci sono anche il Programma operativo sanitario da definire e approvare. E anche qui siamo in netto ritardo.

“Se pensavo che fosse così dura? Sapevo da tempo che c’erano problemi”, conclude la Degrassi rispondendo alle domande di un giornalista. “Credo che il problema più rilevante, come in tutte le aree periferiche e in altre regioni, riguardi l’acquisizione del personale. Quindi bisogna lavorare per diventare attrattivi. Inoltre, ho notato – ed è una cosa strana – che ci sia un disamoramento delle persone nei confronti del proprio sistema (sanitario ndr) e bisogna lavorare per rendere lo stesso sistema più amato. Se la popolazione si riconosce nel suo sistema, va tutto meglio”.