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Montorio nei Frentani, la storia del piatto ‘I ciufl du séeepulch’ foto

I ciufl du séppulch    (I cavatelli del sepolcro)

Storia del piatto

Durante i giorni che precedevano la Settimana Santa il sagrestano del paese, Costanzo De Simone, raccoglieva dalle famiglie offerte di farina tra i settanta e cento kg, da far lavorare alle donne del paese, nei giorni che anticipavano il Giovedì Santo, nel modo che segue:

Impastare la farina con acqua; lasciare a riposo per circa 30 minuti; allungare la pasta su di una spianatoia di legno con un matterello, preparando una sfoglia non molto sottile; tagliarla a listarelle e dopo a pezzetti di circa quattro centimetri; “cavare”, facendo pressione tirando sulla spianatoia, ogni pezzetto con tre o quattro dita.

La pasta, cotta per pochi minuti e condita con un soffritto di olio extravergine di oliva, aglio e abbondante peperoncino, piccante e dolce, messo a fuoco spento in modo da fare assumere al piatto una colorazione rosso vivo per richiamare il Sangue versato da Gesù sulla Croce, veniva offerta, nella casa del sagrestano, ai fedeli che uscivano dalla chiesa vicina dopo la messa vespertina “in Coena Domini” che dava inizio al Triduo pasquale con la lavanda dei piedi e legatura delle campane con le funi e prima che ci si recasse all’adorazione del SS. Sacramento (la c.d. “ visita ai Sepolcri ”).

Anche se nelle famiglie del paese la tradizione è stata e continua ad essere sempre viva, l’ultima volta, come evento sociale, accadde quasi sessant’anni or sono, prima che il sagrestano della chiesa collegiata di Santa Maria Assunta di Montorio nei Frentani (CB), emigrasse in Canada a metà del 1960.

Pellegrino-Nino Ponte