Quantcast

Moduli di Terapia intensiva al Veneziale, il Pd: “Scatole vuote senza personale”

“L’inaugurazione in ‘pompa magna’ dei moduli per la terapia intensiva al ‘Veneziale’ di Isernia è stata l’ennesima vergognosa e inutile passerella elettorale per gli esponenti del centrodestra molisano”. Gli esponenti del Pd pentro utilizzano parole al vetriolo dopo il taglio del nastro della Rianimazione mobile realizzata a poca distanza dal pronto soccorso dell’ospedale di Isernia: per il momento i sei posti letto saranno impiegati come ‘area grigia’. Il problema è il personale sanitario che dovrà assistere i pazienti ricoverati nei moduli.

“Così come già accaduto per il Cardarelli di Campobasso e per il San Timoteo di Termoli,  la realizzazione delle strutture oggi tanto celebrate rischia di rivelarsi del tutto inutile perché, a parte il ritardo enorme nell’allestimento, senza personale saranno di fatto inutilizzabili. Ne è dimostrazione il fatto che dei 26 posti letto (10 al Cardarelli, 10 al San Timoteo e 6 a Isernia), nessuno è mai entrato in funzione fino a questo momento, neppure dopo che a Campobasso è stato annunciato il blocco dei ricoveri ordinari”, commentano ancora i dem di Isernia.

Sei posti di Intensiva anche a Isernia: serviranno come “area grigia” ma non ci sono medici

Il vero problema, insiste Maria Teresa D’Achille, è “quello della carenza di ‘capitale umano’, ormai divenuta cronica. Problema con cui anche il ‘Veneziale’ di Isernia fa i conti da anni. Il Covid ha certo fatto riesplodere in maniera drammatica le tante carenze dell’ospedale, dovute alla cattiva gestione della sanità e alla totale mancanza di programmazione.

Le scelte politiche sbagliate durante l’emergenza sanitaria, hanno comportato un enorme e imperdonabile spreco del tempo e delle risorse disponibili, pagate dai cittadini in maniera drammatica in termini di mancata separazione delle strutture Covid, di inadeguatezza nella prevenzione e di inefficienza nelle cure.

Vengono continuamente annunciati bandi per la selezione di personale, che però puntualmente vanno deserti perché la nostra sanità regionale non risulta attrattiva né credibile nei suoi vertici politici e aziendali.

C’è da chiedersi con la dovuta onestà intellettuale perché i medici, soprattutto anestesisti, preferiscono altre sedi al Molise.  Il risultato è che i pochi medici e infermieri in servizio sono costretti a turni massacranti per garantire un’assistenza adeguata all’utenza.

Eppure incuranti del disastro sanitario gli esponenti del centrodestra continuano a mettersi in mostra, atteggiandosi durante “cerimonie” di presunti tagli di nastri, quanto mai di cattivo gusto, dopo che il nostro territorio ha pagato pesantemente in termini di salute e vite umane gli errori dei vertici politici e tecnici”.

Infine, dal Pd isernino l’accusa al sindaco D’Apollonio: “Come se nulla fosse accaduto, come se più di 450 persone non fossero morte a  causa del Covid e, forse, per colpa di una cattiva gestione della pandemia e della mancata difesa della nostra sanità pubblica che l’ha fatta trovare così debole e smantellata, nel momento decisivo dell’emergenza, in termini di reparti, servizi e personale. In particolare ci chiediamo con quale coraggio il Sindaco e i rappresentanti di Isernia, a livello sia regionale che comunale, affiancano oggi “fieri” il Presidente della Regione e i vertici dell’ASREM che hanno sostenute quelle scelte scellerate? Cosa sarebbe successo oggi se avessero difeso la nostra sanità pubblica con la stessa determinazione con cui hanno difeso le proprie poltrone sia a Isernia che a Campobasso?”.