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Persone fragili ancora senza vaccino e i loro caregiver convocati all’altro capo del Molise: “Non viviamo più”

Tante persone vulnerabili non sono state ancora chiamate per la vaccinazione e in compenso chi le assiste viene convocato da Termoli e dintorni a Campobasso, con disagi enormi. "Ci complicano ancora di più la vita". Nei giorni scorsi anche dj Bubu aveva denunciato una situazione analoga

Chiusa in casa da mesi, impossibilitata ad andare sul posto di lavoro, vita sociale praticamente azzerata. Sonia Di Vito, termolese di 44 anni, è paraplegica e ha diverse altre patologie gravi. Il suo è uno dei tanti casi di incomprensibili attese per ricevere il vaccino contro il covid-19. Come lei infatti tantissime persone considerate fragili stanno aspettando da settimane di poter essere immunizzate. Le segnalazioni sono praticamente all’ordine del giorno.

Se questi giorni devono essere quelli della accelerata decisiva per vaccinare almeno con la prima dose i soggetti fragili del Molise, ci sono ancora dei casi limite che hanno dell’incredibile. Continuano infatti ad arrivare Sos e appelli di persone con gravi patologie che attendono di ricevere il farmaco anti covid 19 da oltre un mese nonostante la prenotazione regolarmente effettuata.

Segnalazioni che riguardano anche il grave disagio di persone costrette a viaggiare lungo la regione nonostante le difficoltà motorie. Disagi che riguardano anche i cosiddetti caregiver, le persone che assistono i gravemente malati e che andrebbero vaccinate contestualmente a queste persone, almeno nei casi più gravi.

Ho 44 anni e sono paraplegica a causa di un incidente da quando ero bambina. Oltre a questo ho diverse altre patologie – racconta Sonia -. Ciononostante lavoro all’Ufficio elettorale del Comune di Termoli. Chiaramente adesso sono in smart working perché senza il vaccino non posso uscire di casa e non posso fare granché”.

Sonia racconta di essersi iscritta alla piattaforma per aderire alla campagna vaccinale appena dopo l’apertura per le persone fragili. “Era il 7 marzo, ormai aspetto da un mese ma non mi hanno ancora chiamato. Come me diversi altri paraplegici e persone con disabilità sono nella stessa situazione. Non capisco in che ordine si stia andando, non credo in base alle patologie”.

Al danno si aggiunge la beffa perché la madre di Sonia che è la sua caregiver, la persona che l’assiste e dalla quale dipende, è stata invece convocata per la vaccinazione ma non a Termoli, dove le basterebbero cinque minuti in macchina per arrivare al punto di somministrazione, ma a Campobasso, cioè due ore di auto andata e ritorno. Misteri della campagna vaccinale molisana.

“Siamo andati insieme, era l’1 aprile – spiega Sonia – ma a causa del fatto che mia madre ha anche lei dei problemi di salute, non l’hanno potuta vaccinare. Le hanno detto che l’avrebbero richiamata a breve per la vaccinazione da fare in ospedale. Noi abbiamo rimarcato che dobbiamo essere vaccinate insieme, ma da allora non abbiamo ricevuto alcuna chiamata. Ho anche scritto nuovamente una mail alla regione Molise per segnalare questo disagio ma non ho ricevuto risposta. Non riusciamo a capire perché non ci chiamano per fare il vaccino a Termoli”.

Situazione simile è quella di una 39enne di San Giacomo degli Schiavoni, che preferisce restare anonima ma che vive una situazione di disabilità grave in una famiglia in cui non è nemmeno l’unica persona estremamente vulnerabile. La sua è una denuncia sull’assurdità di convocare i caregiver a decine di chilometri di distanza, costringendoli a trovare soluzioni di fortuna per assistere i familiari non autonomi.

Mio padre ed io siamo affetti da sclerosi multipla e mia madre si prende cura di mio padre invalido al 100% (io lo sono al 75%) – racconta la donna -. Mia madre è stata convocata per ben due volte a Campobasso, nonostante avessimo avvisato che mia madre sarebbe stata impossibilitata ad andare vista la nostra situazione ed oltretutto lei non ha nemmeno la patente di guida. Non capisco come sia possibile dover fare un viaggio così lungo quando qui a Termoli abbiamo un punto vaccinale e soprattutto doverlo far fare a chi di problemi quotidiani ne ha anche troppi. Vorrei che questa mia denuncia possa far capire a chi ha organizzato questa cosa che non è possibile complicare ancora di più la vita a chi già ce l’ha tanto complicata”.

Purtroppo casi del genere non sono isolati. Solo qualche giorno fa il noto Dj Bubu aveva pubblicamente denunciato una situazione analoga e solo allora l’Asrem era corsa ai ripari vaccinando a domicilio sia lui che la mamma caregiver. Ma come sottolineato dallo stesso Dj Bubu, ci sono centinaia di altre persone malate senza voce, che non hanno un pubblico pronto a rilanciare un appello e non finiscono sui giornali. Eppure queste storie continuano ad accadere.

Secondo il dato aggiornato alla tarda mattinata di sabato 10 aprile in Molise, su un totale di oltre 79mila somministrazioni effettuate, hanno ricevuto la prima dose di vaccino oltre 13.500 persone fragili, mentre la seconda dose è andata finora a circa 1.100 di questi soggetti. Sono invece meno di 1.000 le iniezioni andate ad appartenenti alla categoria di caregiver e conviventi.