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Le polveri sottili e il riscaldamento a biomasse

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    di Angelo Sanzò

    Presidente Comitato Scientifico di Legambiente Molise

     

    A quanto pare, non è da escludere che, nel prossimo futuro, il nostro Paese possa essere condannato, dalla Corte di Giustizia europea, per aver violato la Direttiva 2008/50, finalizzata alla tutela della salute e dell’ambiente, in relazione al superamento del limite consentito delle emissioni in atmosfera delle pericolose polveri sottili. Da qui l’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), a nome e per conto delle imprese del comparto legno-energia, si è impegnata a ridurre, nel decennio in corso, del 70% le emissioni di PM10 in atmosfera, in particolare di quelle provenienti dalla combustione di legna e pellet.

    I buoni propositi esternati da AIEL sono contenuti in un Libro Bianco recentemente presentato al Ministero dell’Economia, al Gestore dei Servizi Energetici e a numerose altre associazioni, tra cui Legambiente, che si occupano di ambiente e salute, nonché del corretto uso delle energie sostenibili.

    L’obiettivo fondamentale dell’idea-progetto è quello di sensibilizzare l’insieme dei soggetti operanti nel settore, a ché possano fornire il loro contributo per rendere sostenibile il riscaldamento a legna per tutti gli edifici, pubblici e privati, che già lo adottano o che vogliano, eventualmente, farlo diventare di propria pertinenza. Essendo assodato, infatti, che la gran parte delle apparecchiature, adibite al riscaldamento a legna o pellet, funziona con tecnologie piuttosto antiquate, diventa positivamente determinante una loro sostituzione, con dispositivi capaci di fornire più efficienti risultati. L’obiettivo da perseguire risiede, dunque, nel puntare, decisamente, quanto prima possibile, all’ottenimento di una migliore qualità ambientale, diffusa sui territori.

    Il progressivo incremento dell’uso di sistemi più moderni ed efficienti non potrà che, inevitabilmente, ripercuotersi sul positivo impatto che la qualità dell’aria dei centri urbani potrà subire, specie di quelli situati all’interno di particolari situazioni geomorfologiche, note e presenti anche nel nostro Molise. È, ad esempio, scontato che dalle aree pianeggianti e ancor più dai fondovalle, incassati tra importanti rilievi, la forza dovuta allo spirare dei venti, specie in concomitanza di situazioni barometriche elevate, ha maggiore difficoltà ad allontanare e/o disperdere in atmosfera il particolato, accumulatosi e/o in esse localmente prodotto.

    Inoltre, anche se ancora poco noto e altrettanto poco adeguatamente utilizzato, pare che il Conto Termico, reso disponibile per una maggiore efficienza dell’uso e della produzione di energia termica da fonti rinnovabili, abbia cominciato a dare i suoi primi positivi frutti, circa il rinnovo tecnologico delle apparecchiature in dotazione, sia dall’utenza pubblica che di quella privata.

    Va, dunque, finalmente e realmente, affermandosi la possibilità di poter conseguire il raggiungimento dell’obiettivo, in origine, prefissato ovvero della riduzione del 70% in dieci anni di tale tipo di emissioni. Infine e soprattutto, sulla scorta di quanto suggerito dagli esperti del settore, è auspicabile che venga al più presto reso operativo l’obbligo, sia dell’uso della certificazione di qualità del legno da ardere, che la qualificazione professionale degli installatori e manutentori d’impianti a biomasse.

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