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Il caso Limosano, 28 positivi su 710 abitanti: è la percentuale peggiore del Molise. La sindaca non riapre le scuole

Il piccolo borgo arroccato in provincia di Campobasso detiene il record (negativo) del contagio: 28 (dati Asrem) i casi di positività su poco più di 700 abitanti. La sindaca Angela Amoroso prolunga le lezioni in dad per la scuola elementare e media 'Petrone' in considerazione dei numeri elevati. E sui social striglia i concittadini che non rinunciano a stare insieme: "Bisogna segnalare questi comportamenti, bisogna denunciare! È in gioco la salute di tutti noi, dei nostri cari. Ma io cos'altro posso fare?

Il Covid non è uno scherzo, e a Limosano dovrebbero saperlo bene. Sono ben 28 i positivi, che su 710 anime (tante ne conta il piccolo borgo arroccato in provincia di Campobasso) costituiscono il peggior numero, sul fronte della diffusione del contagio, dell’intera regione. Limosano sfiora una percentuale di casi accertati quasi del 4% rispetto al numero complessivo degli abitanti. Una percentuale altissima. Per un raffronto basti pensare che Santa Croce di Magliano, comune che sta vivendo il calvario del Covid in maniera importante, con 21 lutti concentrati in meno di 70 giorni, i positivi sono 30 ma i cittadini superano i 4200.

Oppure, tanto per citare qualche altra cifra estratta dall’aggiornamento settimanale inoltrato dalla Asrem, a Toro i positivi sono 28 ma su un numero di abitanti praticamente doppio rispetto a Limosano: 1300.

27 positivi anche a Jelsi, che conta tuttavia su 1700 abitanti. Eppure, se Toro e Jelsi erano zona rossa fino a non molti giorni fa, in deroga al rientro del Molise sotto l’ala colorata di arancione, Limosano non ha mai indossato il colore del pericolo e della chiusura totale. Il dubbio è lecito: è anche per questo che il virus, spinto dalla maggiore trasmissibilità della variante inglese, si è diffuso senza incontrare argini?

Angela Amorosa sindaco Limosano

La sindaca Angela Amoroso, avvocato, riconfermata dalla popolazione nella primavera del 2017, ritiene che la principale causa del dilagare del virus sia da addebitare a comportamenti scorretti e troppo disinvolti di alcuni, come scrive su Facebook in un post dettato dall’esasperazione. “Devo esprimere pubblicamente il mio disappunto per il totale mancato rispetto delle regole anticovid nel nostro Comune da parte di alcuni cittadini che ancora non hanno capito la gravità della situazione. Qualcuno infatti, benché positivo, non riesce a rinunciare ad una bella passeggiata e a svolgere le solite mansioni quotidiane (non si può certo rinunciare al lavoro!!). E poi ci sono coloro che pensano di poter trascorrere la Pasqua e soprattutto la Pasquetta in compagnia (in pochi ma non si può rinunciare!), e ancora cittadini, contatti diretti di positivi, che preferiscono non fare il tampone… meglio non sapere!”.

Da sindaco, si domanda la prima cittadina del borgo alle porte di Campobasso, “io cos’altro posso fare? Mi indigno, mi rammarico ma soprattutto mi arrabbio… perché in tal modo non si contiene il contagio ma lo si alimenta. Oltre a denunciare alle forze dell’ordine, cercare di far tornare il buon senso in queste persone, oltre a richiedere l’applicazione del massimo delle sanzioni previste…cosa posso fare?”.

Il suo è un appello al rispetto, ma anche una strigliata in piena regola a una popolazione che evidentemente ha uno spirito eccessivamente “libero”, al punto da sfidare apertamente le norme che vietano di passeggiare e di dare vita ai famigerati assembramenti, che in un comune tanto piccolo significano anche gruppi di 4 o 5 persone. Soprattutto in considerazione del fatto che a Limosano, come a Santa Croce e in tutti gli altri comuni ancora sotto la spada di Damocle del Covid, i focolai sono domestici, casalinghi. Anche incontrare la cugina, lo zio o la vicina della sorella e fermarsi a scambiare due chiacchiere all’apparenza innocue può rivelarsi un pericoloso veicolo virologico, tanto più se la mascherina è abbassata sotto il naso e la distanza di sicurezza soccombe alla tentazione di toccarsi e parlottare a bassa voce.

limosano

Mi appello nuovamente a tutti voi: bisogna segnalare questi comportamenti, bisogna denunciare! È in gioco la salute di tutti noi, dei nostri cari. Non si può mettere a rischio la vita di tanti cittadini che ogni giorno, anche con grandi sacrifici, rispettano le regole! E poi c’è chi combatte negli ospedali, chi la sfida contro il covid purtroppo l’ha persa, chi si è isolato lontano dalla famiglia pur di rispettare le regole” dichiara ancora la sindaca Amoroso, che in considerazione della situazione di “grande preoccupazione” ha inteso sfidare, come il collega Alberto Florio primo cittadino di Santa Croce di Magliano, il Decreto Draghi che stabilisce per mercoledì 7 aprile il rientro in classe in presenza per tutte le scuole (in zona arancione) senza deroghe alle Regioni.

limosano

Angela Amoroso non se l’è sentita di “obbedire”, ritenendo che siano ancora radicati i presupposti per amplificare la catena del contagio. E ieri, lunedì dell’Angelo, è andata in Municipio a preparare l’ordinanza con la quale si prolunga la Dad (didattica distanza) almeno per un’altra settimana, fino al 17 aprile incluso, per elementari e medie della “Igino Petrone”. Praticamente la stessa decisione del sindaco Florio, che in questo caso vale anche per gli Istituti secondari che però a Limosano non ci sono.

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