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Le rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

Gesù apre la mente ai discepoli ottusi e paurosi

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     di don Mario Colavita

    duccio di buoninsegna

    Il libro degli Atti degli Apostoli è uno spaccato di vita della nascente comunità cristiana. Non solo, san Luca conferma in più parti come è la risurrezione di Gesù il vero collante di questa comunità. Intorno al risorto si coalizza il credere degli apostoli, testimonianza e annuncio fanno il resto per la fioritura della comunità cristiana.

    Pietro e gli apostoli si presentano come testimoni della risurrezione, rimproverano aspramente i capi dei sacerdoti e popolo perché hanno condannato a morte il “santo” e il “giusto” anche se Pilato voleva liberarlo.

    Il discorso di Pietro è un crescendo fino ad affermare che Gesù morto, “Dio lo ha risuscitato dai morti e noi ne siamo testimoni!” (Atti 3,16).

    La chiesa si diffonde attraverso la testimonianza degli apostoli che possono comprovare la verità della risurrezione di Cristo. Senza la risurrezione non si dà comunità, senza quest’annuncio tutto diventa fermo e inutile.

    È dalla  fede nel Cristo risorto che la comunità prende vita, spera, ama, si converte.

    Di questa fede, cuore del cuore del credente, ne abbiamo bisogno pena lo svuotamento del cristianesimo ad una religione dell’unitile e del vano.

    Il messaggio pasquale è così importante che non accoglierlo e viverlo ci deprime e rende superflua la Chiesa. A ragion veduta il teologo Karl Rahner invitava i credenti a rafforzare questa fede nel Gesù risorto: “tema centrale della fede […] in quanto è il compimento dell’agire salvifico di Dio nel mondo e sull’uomo, in cui egli si comunica irrevocabilmente al mondo”.

    Due discepoli, tornati da Emmaus raccontano agli altri riuniti nel cenacolo quello che è accaduto e come hanno riconosciuto il Signore risorto nello spezzare il pane.

    All’improvviso Gesù compare loro, si fa vedere nel corpo risorto, parla, saluta, mangia, gli fa vedere le piaghe risorte e poi li invita ad andare.

    Questo breve episodio conclusivo del vangelo di Luca ci aiuta alla riflessione di come il Cristo risorto incoraggia la comunità ad aprirsi al mondo per l’annuncio e la testimonianza della grandezza dell’amore di Dio.

    È bello constatare come Gesù apre la mente ai discepoli ottusi e paurosi e li aiuta a comprendere le scritture. Cosa spiega Gesù? fa capire chi è il Cristo risorto, stimola ad uscire da schemi fissi e sterili di una precomprensione inutile di Gesù.

    Nel suo nome i discepoli sono chiamati a predicare a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati.

    È questo l’impegno che la Chiesa ha ricevuto dal risorto, la predicazione e l’annuncio della conversione che scaturisce dalla Pasqua. Senza la Chiesa diventa un palcoscenico dove ad intermittenza va in scena una commedia divina che non attacca e non parla alla vita delle persone.

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