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Francesco, da clown a inventore di app a tema Harry Potter. “Durante la pandemia ho regalato evasione”

Francesco Zara, 28enne di Guglionesi, nei lunghi mesi di pandemia si è reinventato ideando varie iniziative, tutte accomunate dall'obiettivo di distrarre (specie i più piccoli) dal carico ansiogeno delle drammatiche notizie quotidiane. Da ultimo, si è cimentato con il mondo delle applicazioni (pur non avendo competenze specifiche a riguardo) e lo ha fatto sfruttando la sua passione numero uno: quella per il maghetto Harry Potter

Chi l’ha detto che la pandemia ha portato solo non-vita? Sicuramente non è stato così per un giovane di Guglionesi che in questi lunghi mesi si è reinventato, tra le altre cose, come realizzatore di app. Applicazioni per telefoni, disponibili gratuitamente su Play Store, con un tema tutto particolare: Harry Potter. Ed è un inedito almeno per quanto riguarda il Molise. “Le mie sono applicazioni non sofisticate, basiche direi”, ci tiene a precisare lui, Francesco Zara, ed è così. Non stiamo parlando di app complesse, quelle concepibili solo da programmatori e ingegneri informatici, ma non per questo va sminuita l’impresa del 28enne che mai – ripetiamo mai – si era cimentato in una impresa simile.

Quando però lo spirito è quello giusto, si scoprono risorse personali che non si pensava di avere. La storia di Francesco in questo senso è emblematica. In questa storia il fil rouge è la passione per il giovane maghetto nato dalla penna di Joanne Rowling, protagonista di una saga fantasy divenuta di successo planetario.

Harry Potter, volendolo catalogare, è una sorta di romanzo di formazione (nel suo genere). Ma perché questa grande passione? Francesco ci fa capire che è l’ambientazione magica a stupefarlo. Ma c’è di più, e lo intuiamo presto. Il maghetto della scuola di stregoneria di Howgarts (un castello in Scozia) scopre le sue doti sovrannaturali e a poco a poco ne acquista consapevolezza. La scoperta avvia un percorso di evoluzione e le sue avventure delineano un processo di maturazione e crescita. Anche a Francesco – con le dovute differenze – è accaduto qualcosa di simile.

Francesco ama le avventure di Harry Potter da sempre, o meglio da quando ha visto la trasposizione cinematografica. Poi è seguita la lettura dei 7 romanzi. Ed è qui che entra per la prima volta in scena la pandemia. Francesco ci racconta infatti che, nei primi mesi dell’emergenza, quando alle 18 tutta Italia seguiva l’appuntamento quotidiano con il bollettino della Protezione Civile, lui puntualmente si rincantucciava nel garage di casa per sfuggire a quella routine ansiogena. Ma cosa andava a fare in garage? “Per mesi ho costruito una riproduzione della scopa di Harry Potter”. Il cui risultato finale è questo.

Al di là del prodotto, a Francesco interessava il processo, e in particolare trovava in quell’oretta quotidiana un rifugio, un’evasione. Era difatti un modo per alienarsi, per distogliere la sua attenzione da quel bollettino di guerra che rimandava all’idea di malattia e morte.

Ma non è finita certo qui. Francesco, che in quegli stessi mesi ha concluso il suo percorso di studi universitari, terminando la sua tesi e laureandosi in ‘Tecnologie forestali ed ambientali’ all’Università degli Studi del Molise, ha fatto molto altro. Il lockdown, come abbiamo avuto modo di appurare in questo lungo periodo, è stato talvolta foriero di scoperte, novità, inventiva. Anche per Francesco è stato così perché, nonostante non avesse esperienze in tal senso, ha pensato di creare un gruppo di lettura ad alta voce online. Su Harry Potter, e cosa sennò. Così ha ‘cooptato’ volontari che avessero la stessa passione, lanciando un appello online cui hanno risposto ragazze e donne, molte delle quali fino ad allora sconosciute a Francesco. Il gruppo – naturalmente virtualmente – ha trovato la sua organizzazione ed ha poi iniziato a proporre, settimanalmente per 10 volte, un appuntamento di lettura in diretta facebook, dove di volta in volta i volontari lettori leggevano agli ascoltatori i vari capitoli del primo romanzo di Harry Potter. Un modo, anche questo, per rifugiarsi in una dimensione altra – magica ed affascinante – che potesse lenire l’angoscia del momento. Un progetto pensato in particolare per i più piccoli, ma aperto a tutti.

Francesco Zara

Concluso questo ciclo, è stata la volta di un’altra iniziativa specificamente, questa volta sì, rivolta ai bambini. Il progetto ideato da Francesco – che con i minori ha a che fare da quando ha iniziato la sua avventura di clown (parleremo anche di questo), iniziando dalle corsie ospedaliere dei reparti di pediatria – ha preso il nome di ‘Trasformo il tuo disegno’.

Un’idea semplice, nondimeno accattivante. Chiariamo subito che il nostro non ha particolari abilità con matita e colori. “No, non so disegnare. Ma questo non mi ha fermato”. Anche in questo caso, il veicolo per diffondere l’iniziativa è stato Facebook (Francesco ha un profilo a nome Clown Crash presente anche su Instagram). Certo, non ha fatto tutto da solo perché ha coinvolto giovani ragazze che coi disegni ci sapevano fare più di lui. A mamme e papà di Guglionesi (sono stati principalmente loro il target) è stato chiesto di mandare la fotografia di un disegno fatto dai loro figli (in particolare hanno partecipato bimbi e bimbe intorno agli 8-10 anni). Il team di disegnatori (Francesco compreso) avrebbe provveduto poi a rielaborare il tutto producendone uno nuovo, ispirato a quello fatto dal bambino. Un gioco di inventiva e fantasia, affidata al singolo disegnatore, ma sempre tenendo a mente l’obiettivo finale: regalare – e far felice – il bambino. E così è stato: “I disegni in formato cartaceo sono stati impacchettati e spediti direttamente a casa della famiglia”. Un dono molto apprezzato dai piccoli, che hanno visto le loro forme stilizzate acquisire concretezza e il ventaglio di colori scelti ampliarsi a mo’ di caleidoscopio. Francesco se n’è inventate davvero di tutti i colori, è proprio il caso di dirlo.

Ancora, il giovane che vede la vita attraverso la lente dei colori ha pensato di creare, sempre per i suoi più piccoli compaesani, dei giochi a tema Guglionesi. E così si è inventato dei labirinti della cittadina da proporre, sempre per il tramite dei genitori, ai ragazzini così da farli svagare e divertire.

francesco zara

Già, perché il divertimento – che etimologicamente significa volgere altrove, deviare – è nel Dna di Francesco e pare essere la sua missione. Non da sempre, beninteso, ma da qualche anno lo ha capito avvicinandosi (e formandosi) nel campo della giocoleria e della clowneria. Dapprima ci fu il corso (a cui si è iscritto senza troppa convinzione, salvo poi cambiare idea) per diventare clown ospedaliero. Poi, dopo alcuni anni di quella “meravigliosa esperienza”, Francesco ha iniziato a fare il clown (lui solo dunque) nelle feste di compleanno dei bambini. Poi, nell’estate a cavallo tra la prima e seconda ondata di pandemia, ha deciso di girare i paesi molisani portando in piazza la sua arte, regalando anche in quel caso momenti di evasione fantastica ai residenti del posto.

app harry potter gelatine francesco zara

Infine, l’idea delle app. Al momento (da pochi giorni) è attiva la sua prima realizzazione: l’applicazione Gelatine tuttigusti+1. Ad alcuni questo nome non dirà niente, ma agli amanti di Harry Potter sì. Le leccornìe gelatinose e aromatizzate, appunto, con qualunque cosa, sono le famosissime caramelle che compaiono nei film della saga più ambita da tutti gli appassionati del mondo fantasy e a cui chiaramente Francesco si è richiamato. L’app è semplice, è un gioco a scoprire quale strambo gusto capiterà in sorte ma è altresì un invito a crearne di nuovi. Vale proprio tutto, dall’anguilla alla maionese passando – per gli ‘stomaci’ più forti – per il fegato di drago o le caccole di troll. Nella foto in home, frame del video di lancio dell’app, Francesco discute di gusti più o meno classici con Albus Silente, invitandolo a scaricare Gelatine Tuttigusti+1 per “andare sul sicuro”.

Ovviamente ideare e realizzare un’app ex novo, ed essendo ‘digiuno’ della materia, ha comportato mesi di ricerca (ci sono dei tutorial, ad esempio) e impiego di tempo ed energie. “Ci ho messo qualche mese – ci spiega Francesco – ma ovviamente era la prima volta. Ora ne so di più”. E infatti questa app sulle gelatine non è che la prima di una serie che Francesco ha in mente e sta realizzando e che fanno parte di un progetto più ampio con finalità solidali. “Non penso certo di arricchirmi, ma i proventi verranno devoluti a fini ospedalieri”. Il macro progetto si chiama infatti ‘Regala Ossigeno’: se le cose andranno come sperato, Francesco conta di regalare respiratori. Se i soldi non basteranno ripiegherà su altri dispositivi medici meno onerosi.  Ma l’ossigeno delle risate Francesco lo ha già regalato, a modo suo, in tutti questi difficili mesi.

Francesco zara