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Federico porta South Beach alla Farnesina. “Sbagliato No a prescindere, ultima parola a Regione e Comune”

Il parlamentare M5S fa sapere di aver informato il Ministero per la Transizione Ecologica e quello degli Esteri anche per avere chiarezza sugli investitori. "Giusto valutare ma il progetto va contro la vocazione del territorio. Toma non può evitare di dare un giudizio"

Il progetto South Beach e i suoi investitori arrivano sui tavoli ministeriali e in particolare al Mite, il Ministero per la Transizione Ecologica e addirittura al Ministero degli Esteri. Lo rende noto il deputato molisano del Movimento Cinque Stelle, Antonio Federico.

“Giusto e doveroso – esordisce il parlamentare M5S – il dibattito sul piano di investimenti privati denominato ‘South Beach’ previsto a Montenero di Bisaccia. Un maxi complesso residenziale da 3 miliardi di euro di investimento non deve passare inosservato in una regione piccola come il Molise e le istituzioni, come tutti i soggetti coinvolti, hanno il diritto-dovere di vagliarne ogni aspetto nel dettaglio”.

Una posizione quindi ben diversa da chi si è espresso per il No senza se e senza ma.
“Il progetto è ora all’attenzione della Regione Molise a cui il Comune che ha chiesto l’attivazione di un Tavolo tecnico. Giusto – sottolinea Federico – c’è da valutare l’impatto dell’opera sull’occupazione regionale e c’è da rispondere alla preoccupazione di cittadini che semplicemente amano la propria terra.
Certo, nessuno può dirsi contrario a prescindere ai progetti che valorizzano il turismo e lo sviluppo, ma ritengo che tutti abbiano il dovere di lavorare per far sì che questi progetti siano sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale, economico, infrastrutturale e strategico, altrimenti ciò che crediamo valorizzazione rischia di rivelarsi sfregio del territorio.
Il Piano è legato ad imponenti investimenti esteri e pone questioni di vario tipo. Il progetto riguarda un Sito d’interesse comunitario, può incidere sul percorso della pista ciclabile Adriatica, prevede di stravolgere la rete stradale e interessa centinaia di ettari a ridosso della spiaggia”.

antonio federico m5s camera

Secondo il parlamentare campobassano “i dubbi da dirimere sono anche strategici e concettuali. Il progetto non è in linea con lo sviluppo sostenibile dell’area, va contro la riduzione del consumo di suolo proprio mentre il Governo decide di farne un obiettivo, si allontana dalla vocazione del territorio molisano di un turismo lento, basato sulle microstrutture ricettive locali come piccoli alberghi, B&b, agriturismi, case vacanze e tutto l’indotto che vi gira intorno. Una visione, peraltro, cristallizzata all’interno di un Piano strategico regionale per il Turismo che prevede interventi piccoli e diffusi”.

Al tempo stesso Federico condivide la richiesta della consigliera regionale dem Micaela Fanelli che ha chiamato a esprimersi il Consiglio regionale e in particolare il presidente Toma. “Il Tavolo tecnico annunciato dalla Regione è il minimo, perché è doveroso un coinvolgimento più ampio possibile. Ritengo, però, che il presidente Toma non possa esimersi da un giudizio politico sul progetto chiarendo sin da ora se esso risponda all’idea di sviluppo che lui e l’istituzione regionale hanno per quel territorio e per tutto il Molise. Loro, insomma, devono indicare l’indirizzo politico e strategico che vogliono dare alla crescita regionale”.

Inoltre Federico conferma che “nei giorni scorsi ho trasmesso tutte le informazioni al Ministero della Transizione ecologica, tramite la sottosegretaria Ilaria Fontana, e ho informato il Ministero degli Affari esteri per capire la consistenza e l’attendibilità degli investitori”.

L’ultima considerazione del deputato grillino riguarda gli enti che dovranno avere l’ultima parola.Tuttavia è importante far capire ai molisani che sulla fattibilità del progetto saranno dirimenti le volontà di Comune e Regione, non di altri livelli istituzionali. Il coinvolgimento diretto, infatti, riguarderà solo le ‘diramazioni ministeriali’ come, ad esempio, le Sovrintendenze per il Ministero della Cultura o le Autorità di Bacino per il Ministero della Transizione.
Sarà quindi fondamentale il ruolo delle istituzioni locali che dovranno considerare con attenzione la vocazione del territorio e rispettare, così, chi quel territorio lo abita, lo vive e lo ama”.