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Elettrosmog e 5G, Ferrazzano fissa i paletti: “Sulle antenne decidiamo noi”. Ma i Comuni al confine sono senza Piano

In un incontro pubblico illustrato il progetto comunale che limita a un paio di aree del territorio la scelta di installazione dei ripetitori da parte delle società di telecomunicazione. In Comune le richieste fino a questo momento sono sempre state respinte ma ora c’è un Piano che sarà portato in Consiglio comunale per l’approvazione. I residenti però sono preoccupati per l’esposizione ai campi elettromagnetici. L’intervista al responsabile dell’ufficio tecnico Nicola Cefaratti: "Piano vincolante, chi vorrà investire qui lo farà solo su determinate zone del paese".

Da un paio di anni si parla della tecnologia 5G, la quinta generazione della telefonia mobile e cellulare, più veloce di dieci volte nel trasferimento di dati rispetto alla 4G e fondamentale per la digitalizzazione delle infrastrutture stradali e lo sviluppo della cosiddette smart city. Internet delle cose: è con questo efficace neologismo che viene definita l’estensione di internet al mondo degli oggetti, un mondo in cui i nostri dispositivi wireless comunicano direttamente tra loro viaggiando sulla rete 5G che passa per l’installazione di antenne. In un futuro neppure troppo lontano queste saranno numerose: siccome il 5G lavora su bande di frequenze molto elevate rispetto alla tecnologia precedente, le onde hanno una capacità inferiore di diffondersi nell’aria e superare ostacoli come palazzi o vegetazione.

Ecco perché, per garantire la copertura senza difficoltà sarà necessario installare un elevato numero di ripetitori. Lo sanno bene i sindaci molisani che periodicamente ricevono richieste dalle principali società di telecomunicazione che vorrebbero piantare i tralicci nei loro territori. Quasi sempre queste domande viaggiano di pari passo col dibattito tra la cittadinanza sull’esposizione all’inquinamento elettromagnetico di cui queste antenne sono responsabili. Una discussione che, va detta, neppure nel mondo medico e scientifico ha ancora trovato un punto fermo e troppe certezze.

Di rischi per la salute pubblica e nuove tecnologie si è parlato anche in un recentissimo incontro online a Ferrazzano. L’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Cerio ha presentato ai residenti del suo comune il Piano Antenne che nelle prossime settimane andrà in Consiglio comunale per essere discusso, approvato e adottato. Si tratta di un vero e proprio piano regolatore per la gestione di quello che sarà lo standard tecnologico da qui a qualche anno finalizzato anche a ridurre l’impatto sul territorio e tutelare la popolazione.

nicola cefaratti

Spiega la portata di questa decisione Nicola Cefaratti, responsabile dell’ufficio tecnico nel Comune di Ferrazzano ed ex assessore all’Ambiente a Campobasso durante la legislatura Di Bartolomeo.

Ingegnere ci spiega meglio cos’è il Piano Antenne di Ferrazzano?

“E’ tempo che stiamo cercando di dotarci di un piano e di un regolamento per l’installazione delle antenne di telefonia mobile. Gli strumenti per limitare e vincolare le attività delle società di telecomunicazione di cui si sono dotati fino a oggi i Comuni si sono rivelati inadeguati: molte amministrazioni hanno perso le cause in tribunale perché non basta dire che ‘un’antenna deve stare a 100 metri da una scuola e dai luoghi sensibili’ per tutelare davvero la salute pubblica. La materia è assai complessa, queste reti sono considerate ormai come opere di urbanizzazione primaria al pari di una condotta fognaria, ecco perché ordinanze e divieti devono avere un respiro più ampio purché sempre in un’ottica di sostenibilità per i territori”.

Ma dotarsi di questo Piano impedirà alle società di telecomunicazione di mettere radici nel territorio?

“Assolutamente no. Ma saremo noi a dare le direttive e decidere dove potranno installare le antenne”.

Su quali basi assumerete questa decisione e anche questa responsabilità?

“Oggi a Ferrazzano c’è una sola antenna della Tim che si trova vicino al supermercato e qualche altra a minor impatto al cento storico sulla banda larga. Partendo da qui abbiamo fatto una valutazione dell’attale inquinamento sul territorio, riscontrando, peraltro, una situazione molto buona, e poi una simulazione di quello che potrebbe accadere dal punto di vista dell’esposizione ai campo elettromagnetici installando una o più antenne. Individuando due aree, una vicina al cimitero comunale che coprirebbe anche una parte di Campobasso e l’altra nella pineta sotto il paese guardando verso la Nuova comunità e il versante di Gildone siamo in grado di capire cosa potrebbe accedere in futuro. Ovviamente molto dipenderà dall’altezza del traliccio, dalla sua potenza, dalla distanza dai centri abitati… insomma, i parametri sono numerosi”.

E dipenderà anche da quello che faranno gli altri Comuni perché Ferrazzano potrà pure blindare il suo territorio ma se al confine, tanto per fare un esempio, Campobasso, si dà l’ok per una nuova antenna saremo punto e a capo.

“L’interlocuzione con le altre amministrazioni è in corso da tempo è chiaro che un piano intercomunale sarebbe stato l’ideale ma non potevamo attendere oltre e accontentarci di ordinanze e regolamenti che non hanno il carattere vincolante che avrà invece il nostro Piano antenne. Ecco perché mnoi abbiamo chiuso e siamo i primi a farlo in Molise”.

Però mettiamo il caso che un privato vuole fittare alla società il suo terreno per una installazione di questo tipo. In quel caso cosa succede?

“Non sarà possibile farlo, stiamo parlando di un piano regolatore estremamente vincolante. Anzi, le dirò di più: imponendo noi la scelta sui terreni comunali avremmo anche il vantaggio di avere un introito per le casse pubbliche. Fino a oggi ho sempre rigettato le richieste in attesa di avere questo Piano comunale che è mutevole e tarato sui piani di sviluppo che entro l’anno le società presentano per dire dove hanno intenzione di investire”.

In che senso mutevole?

“L’analisi dell’impatto attuale potrebbe cambiare se, come dicevamo poco fa, un comune confinante con Ferrazzano decide di autorizzare un nuovo impianto. Ecco perché la Polab, la società a cui abbiamo affidato la redazione del progetto, continuerà a fare assistenza anche per i prossimi anni nell’ipotesi in cui, per esempio, le aree individuate in un primo momento non saranno più idonee”.

Ingegnere, ma lei non pensa, in tutta onestà, che la rete 4g, in un territorio come il Molise con una popolazione anziana e un elevato tasso di migrazione era già sufficiente?

“Il 5G  permetterà in futuro di fare cose che noi oggi non riusciamo neppure a immaginare, non è solo una potenza ulteriore al trasferimento dati, lo spirito vero sarà quello di utilizzarla su base tematica. Le faccio un esempio: una antenna vicino l’ospedale potrebbe essere utilizzata per la telemedicina, gli interventi chirurgici a distanza. Oppure immaginiamo una grossa fiera in cui si fanno simulazioni, si utilizzano software particolari, ologrammi. La rete è molto costosa ecco perché non ci sarà un utilizzo massivo ma installazioni mirate lì dove serve”.

Ma la salute pubblica, che poi è la grande preoccupazione di chi vivrà vicino a queste antenne, sarà tutelata?

“Il tema è controverso ma le basti pensare che l’Italia ha i campi elettromagnetici ammissibili più bassi d’Europa. Non passiamo ore al cellulare senza auricolari e anche questo è molto pericoloso. Io ritengo che la cosa migliore sia quella di trovare un giusto compromesso”.

In foto una simulazione dell’impatto elettromagnetico

ferrazzano antenna

(AD)