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Due anestesisti del San Timoteo precettati a Campobasso, a Termoli la Rianimazione è a rischio

L'inaugurazione (ieri 15 aprile) di 10 terapie intensive a Termoli ha il sapore di una beffa alla luce del trasferimento temporaneo di due anestesisti da Termoli al Cardarelli, dove c'è una situazione di emergenza personale. Ora diventa decisamente difficile la situazione e si registra la impossibilità di garantire i servizi

Un ordine di servizio dell’Asrem che già nell’oggetto dà il senso della situazione tutt’altro che ordinaria: ‘mobilità d’urgenza’ per due anestesisti che dall’ospedale di Termoli dovranno temporaneamente svolgere il proprio lavoro nel nosocomio di Campobasso.  

Sono solo tre i giorni di preavviso dati ai dirigenti medici, che a partire da lunedì dovranno prestare la loro opera professionale al Cardarelli e non più al San Timoteo. La ragione è che si è “accertata l’impossibilità di assicurare i turni di servizio e di pronta disponibilità presso la SC Anestesia e Riabilitazione del P.O di Campobasso” ed ovviamente non si può derogare alla “necessità di assicurare la regolarità dell’espletamento dei turni di servizio e di pronta disponibilità” appunto nel reparto del Cardarelli.

Una situazione di ‘urgenza’ venutasi a creare perché due dirigenti medici anestesisti/rianimatori del presidio del capoluogo “risultano provvisoriamente assegnati ad altra Struttura a seguito del giudizio del medico competente”. Due medici che se ne vanno al Cardarelli, dove la situazione non è certo rosea e dove l’emergenza ‘anestesisti’ si ripropone da tempo. Solo di pazienti Covid nelle Terapie Intensive ce ne sono 11, livello vicino al limite di 12 e che si sperava – visto il miglioramento generale del quadro epidemiologico – di non dover vedere più. Invece non è così, e naturalmente non sono solo i pazienti Covid ad aver necessità di essere intubati.

Ma al San Timoteo l’emergenza non sembra essere minore, almeno per quanto riguarda il personale: degli 8 specialisti ora ne rimarranno 6. Proprio ieri c’è stata l’inaugurazione delle terapie intensive mobili installate in un prefabbricato attiguo al Pronto Soccorso ma, alla luce di questa novità, appare sempre più scontato che quella struttura non potrà facilmente essere utilizzata come Rianimazione (casomai come area grigia di sub-intensiva, come peraltro possibile). Nessuno si augura che ce ne sarà mai bisogno, beninteso, ma qualora dovesse rendersi necessario l’utilizzo delle attrezzature proprie della Rianimazione il problema del personale si presenterà puntualmente.

L’ordine di servizio, che reca la firma dei dirigenti dell’Azienda sanitaria molisana Florenzano, Scafarto e Lastoria oltre che a direttore delle Risorse Umane, notifica a due anestesisti la provvisoria assegnazione per un mese al  Cardarelli, con decorrenza dal 19 aprile. È toccato a loro perchè rispettivamente ultimo e penultimo in quanto ad anzianità di servizio presso l’Asrem.

Come ricordato ieri dal Dg Oreste Florenzano, l’Asrem ha indetto procedure concorsuali per il reclutamento di medici anestesisti e rianimatori e, da ultimo, un ulteriore concorso che sarà nella Gazzetta Ufficiale del 4 maggio. Ma si sa che indire concorsi, da queste parti, non garantisce affatto – ahinoi – l’incremento di organico. È un problema annoso della sanità molisana che il Covid non ha fatto che portare al tracollo.

Ed è ormai evidente che i posti letto non bastano da soli a risollevare le sorti di un servizio pubblico che manifesta a più riprese tutte le sue lacune e contraddizioni interne. Ed è altrettanto evidente che con soli 5 rianimatori al San Timoteo, almeno in questo periodo, la Rianimazione non potrà viaggiare a pieno regime. Un “taglio” di personale di questa portata significa, inevitabilmente, una riduzione delle prestazioni del reparto salva-vita. Non esiste solo il Covid, ma è proprio l’emergenza creata dal Covid che sta mettendo a repentaglio il diritto alla salute di malati di altre patologie.