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Concessionaria distrutta dal fuoco, 8 auto carbonizzate. Aveva riaperto 10 giorni fa dopo anni di abbandono foto

Vanno avanti le indagini sull’episodio avvenuto intorno alle 21 di ieri nella rivendita auto di Montenero di Bisaccia lungo la Statale 16. Oggi nuovo sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco che stanno ultimando l’informativa per la Procura di Larino.

Lo stabile è annerito, la lamiera piegata, la vetrata è andata completamente in pezzi sotto la spinta del calore, dissolvendosi in una pioggia di frammenti aguzzi. Il tetto non c’è più, completamente sventrato. Otto autovetture carbonizzate, ridotte ad ammassi di metallo e plastica liquefatta. Il danno causato dall’incendio che si è sviluppato martedì sera intorno alle ore 21, nel pieno di una tempesta di vento e pioggia, è enorme e si vede anche a occhio nudo dal piazzale antistante la concessionaria sulla Statale 16.

Concessionaria auto incendio auto carbonizzate fuoco Montenero di Bisaccia Statale 16 i

Il territorio è quello di Montenero di Bisaccia, poche centinaia di metri in linea d’aria dal centro commerciale Costaverde, proprio sulla linea di confine con la marina di San Salvo. Qui, nel capannone rimasto dismesso per anni, che solo di recente aveva ripreso l’attività di vendita di auto usate (anche auto di lusso), il fuoco ha distrutto praticamente tutto, risparmiando le vetture parcheggiate all’esterno. I vigili del fuoco di Termoli, ai quali hanno dato man forte i colleghi del vicino Abruzzo, hanno lavorato quasi tutta la notte. E con loro i carabinieri della Compagnia di Termoli, coordinati dal Capitano Alessandro Vergine, che hanno raccolto anche le deposizioni dei titolari e che sono al lavoro per la ricostruzione di una vicenda che ha ancora tutti gli interrogativi aperti.

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Nella mattinata di oggi la squadra del 115 del Nucleo di Campobasso è tornata, con i militari dell’Arma, per un sopralluogo più approfondito e completo che il buio e la pioggia battente della notte scorsa non consentivano. L’edificio è stato posto sotto sequestro nell’attesa di concludere le perizie.

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Secondo le prime informazioni trapelate non sarebbero stati trovati elementi a supporto della ipotesi del dolo, pista che gli inquirenti non hanno comunque escluso. Né taniche, né bottiglie, né micce, né stracci imbevuti di benzina. Di per sé non significa che si possa mettere da parte la possibilità che qualcuno si sia introdotto all’interno e abbia volontariamente appiccato le fiamme (in realtà non è stato possibile acquisire alcun filmato, malgrado il cartello che avverte della presenza di telecamere), “ma dobbiamo lavorare su elementi oggettivi e incrociare i riscontri, cosa che abbiamo iniziato a fare” chiarisce il Capitano Vergine dei carabinieri, che ha fatto le ore piccole sul luogo e sta coordinando gli accertamenti investigativi.

Difficile che si possa ipotizzare il racket o il “pizzo”, quell’odioso fenomeno ricattatorio tipico della criminalità organizzata che si basa su avvertimenti mafiosi finalizzati a estorcere denaro per ottenere una “protezione”, perché il danno è davvero troppo grande e non inquadrabile come un segnale. In sostanza l’attività, la cui proprietà è in mano a persone di Campobasso che di recente l’hanno ceduta in affitto a un altro campobassano, è stata stroncata. Difficile che possa ripartire con un danno del genere.

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A rendere tutto più singolare c’è il particolare che la concessionaria aveva ripreso la sua attività di vendita di auto usate solo pochi giorni fa. L’edificio è rimasto deserto per almeno tre anni ma poco prima di Pasqua avevano fatto la loro comparsa diverse autovetture e le saracinesche del locale erano tornate ad alzarsi. Una vendetta? Un terribile dispetto? Una ritorsione?

Sono solo ipotesi, al momento non suffragate da alcun elemento indiziario. Si lavora anche sull’evento accidentale, un malfunzionamento dell’impianto elettrico, un cortocircuito, magari favorito da un fulmine. Le condizioni dell’impianto elettrico non sembrano certo ottimali e la manutenzione lascia a desiderare. “Non escludiamo niente, ci sono le indagini in corso” sostengono dal Comando Provinciale dei Vigili de Fuoco di Campobasso.

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Non ci sono testimoni, nessuno ha visto qualcosa di strano martedì sera, intorno alle ore 21. I titolari del bar e ristorante accanto, che abitano al piano superiore e sono i “vicini di casa” della concessionaria, si sono presi però uno spavento che non dimenticheranno facilmente. “Abbiamo sentito un forte odore di fumo che si insinuava dalle finestre chiuse. Quando ci siamo affacciati da quel lato abbiamo visto l’inferno: fiamme alte, lingue di fuoco, la struttura che bruciava già da un po’. Abbiamo chiamato subito i soccorsi”.