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La liquidazione infinita

Comunità montane, abolizione rinviata di nuovo. Toma proroga per altri 3 mesi l’incarico ai commissari

Un ordine del giorno approvato lo scorso 28 dicembre in Consiglio regionale (anche con i voti della maggioranza di centrodestra) imponeva al capo della Giunta regionale la soppressione di tali enti. Ma c'è stato un nuovo rinvio: poco prima di Pasqua il presidente ha firmato il decreto che proroga fino al 30 giugno l'incarico dei quattro commissari.

Un ordine del giorno approvato il 28 dicembre 2020 con i voti delle minoranze e della maggioranza di centrodestra stabiliva che “entro il 31 marzo bisogna porre fine agli incarichi dei commissari che stanno gestendo le Comunità montane e accelerare la liquidazione di questi enti”. La volontà del Consiglio regionale è stata però completamente disattesa: nemmeno questa volta il governo regionale ha staccato la spina a tali enti, la cui abolizione è prevista da una legge votata – pensate – dieci anni fa.

Comunità montane, ora anche la maggioranza mette alle strette Toma: “Vanno abolite entro il 31 marzo”

Superata la deadline del 31 marzo, lo scorso 1 aprile il presidente della Regione Donato Toma ha firmato un decreto per prorogare ancora una volta l’incarico dei commissari liquidatori. Resteranno in sella per altri tre mesi, fino al prossimo 30 giugno per la precisione.

Non cambia nulla dal punto di vista dei nomi: confermati Carlo Antonio Perrella (Matese –Fortore Molisano), figlio dell’ex assessora Angela Fusco Perrella; Giovancarmine Mancini (Cigno Valle Biferno – Trigno Medio Biferno – Trigno Monte Mauro); Pompilio Sciulli, (Comunità Montane “del Volturno – Centro Pentria – Alto Molise – Sannio”) e Domenico Marinelli (“Molise Centrale”). Probabilmente ricorderete anche che i primi tre erano candidati nelle liste del centrodestra che sostenevano il governatore.

La proroga, si legge nel decreto del presidente della Giunta regionale, è giustificato dal fatto che “l’iter di approvazione della legge di riforma e razionalizzazione delle attività delle Comunità montane è ancora in corso“. Nell’atto Toma fa riferimento anche alla nota del direttore del II Dipartimento, il quale “ha verificato che presso la prima Commissione consiliare l’iter di approvazione della legge regionale di riforma delle comunità montane non risulta ancora concluso” e al tempo stesso è “opportuno mantenere la continuità operativa delle attività“.

Quindi “per assicurare la continuità delle gestioni commissariali per il tempo strettamente necessario ad espletare le attività e di prorogare la gestione commissariale delle comunità montane nelle more del completamento dei procedimenti legislativi e amministrativi necessari al loro riordino istituzionale”, il governatore ha riconfermato i quattro commissari liquidatori e il loro compenso lordo mensile pari a 2mila euro.

Dunque, chi pensava che il 31 marzo avrebbe visto scorrere i titoli di coda su questa storia infinita si è sbagliato. Non si è conclusa la partita per la cancellazione di tali enti, definiti ‘poltronifici’ e diventati un emblema dello sperpero di risorse pubbliche: secondo un calcolo degli esponenti M5S, il costo di tali ‘baracconi’ si aggira sul milione di euro all’anno.

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