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Emergenza covid, altra proroga per le attività che devono pagare il canone di occupazione del suolo pubblico

Nel capoluogo è stato differito al 31 maggio il termine di pagamento della rata unica, della prima rata e della seconda rata del canone unico patrimoniale

Dopo mesi di rigore e chiusure le prime riaperture ci saranno il prossimo 26 aprile, almeno per le regioni ‘gialle’ dove – ad esempio – bar e ristoranti potranno riaprire, ma solo allestendo tavolini e sedie all’aperto. Anche se resteranno alcune limitazioni come il coprifuoco alle 22.

Un piccolo segnale di ripartenza a cui si accompagna un’altra misura stabilita dalla giunta comunale di Campobasso per cercare di andare incontro alle attività commerciali: l’epidemia legata al coronavirus, è noto, ha avuto effetti devastanti per l’economia.

Nel capoluogo è stato differito al 31 maggio il termine di pagamento della rata unica, della prima rata e della seconda rata del canone unico patrimoniale. In pratica, come si legge anche nella delibera numero 100 approvata dall’esecutivo guidato da Roberto Gravina lo scorso 16 aprile, parliamo del ‘Canone patrimoniale di concessione autorizzazione o esposizione pubblicitaria’ che dal 1 gennaio di quest’anno sostituisce la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, all’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni.

Il provvedimento, si legge nella delibera, “è giustificato dalle attuali condizioni straordinarie che determinano difficoltà e incertezza”. Anche questa misura si inserisce nel solco della delibera approvata sempre dall’amministrazione comunale lo scorso febbraio, quando era stato prorogato l’esonero dal pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico dal primo gennaio al 31 marzo 2021.

Commercio, prorogato l’esonero dal pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico

Come aveva spiegato l’assessore al commercio Paola Felice, tale misura era volta “promuovere la ripresa delle imprese di pubblico esercizio“. Parliamo dunque di attività paralizzate dall’emergenza epidemiologica in atto e per le quali la proroga del pagamento del canone potrebbe costituire una piccola boccata d’ossigeno in attesa di una lenta ripresa dell’economia.