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Boom di prenotazioni all’annuncio delle riaperture: Termoli tra le mete più richieste

La cittadina adriatica nell'elenco delle località che hanno avuto maggior riscontro per le prenotazioni vacanze in seguito alle annunciate riaperture a partire dal 26 aprile. Resta da decidere la questione del passaporto vaccinale, ma tra le regioni gialle inizialmente basterà una autocertificazione. Le regioni aspettano di conoscere il piano del Governo sulle Green Card.

Termoli in cima alle destinazioni richieste per un nuovo tipo di turismo, quello del cosiddetto Holiday Working. I dati forniti dal Centro Studi Italianway per il Sole24ore sono sorprendenti ma testimoniano la grande voglia di vacanze e di posti lontani dai grandi centri urbani da parte dei visitatori, sia italiani che esteri.

Fra le tendenze che la pandemia sembra aver sdoganato c’è quella del cosiddetto Holiday Working, cioè una formula per cui il visitatore prenota in una località e in un alloggio in cui può lavorare comodamente tramite Internet ma al tempo stesso godere delle bellezze del posto rilassandosi nel tempo libero e non solo nel fine settimana.

A dare una ulteriore spinta a questa tendenza solo pochi giorni fa c’è stato l’annuncio da parte del Governo Draghi delle riaperture a cominciare dal 26 aprile e dell’arrivo nelle prossime settimane del cosiddetto Green pass che permetterà di spostarsi liberamente.

Il Centro Studi Italianway, azienda che opera sul mercato italiano degli affitti brevi, ha rilevato che oggi il 35% delle 43.000 notti già prenotate dal 1 gennaio allo scorso 15 aprile seguivano la tendenza del Holiday Working con una durata media di soggiorni di 19 notti. Una pratica in netto aumento se consideriamo che l’anno scorso era stata del 20%.

In questo senso la fascia d’età che più sta utilizzando l’Holiday Working è quella fra i 35 e i 55 anni, mentre per quella superiore, dei 65enni, è molto probabile che le vaccinazioni in arrivo possano dare un ulteriore contributo.

Adesso siamo praticamente nella seconda fase dell’andare in vacanza lavorando. Dopo l’annuncio del Governo infatti l’incremento di prenotazioni è stato del 33% e solo sabato scorso sono state rilevate 80.000 euro di prenotazioni.

La fuga dalle grandi città non è strettamente collegata alla stagione estiva ma potrebbe vivere un boom già nelle prossime settimane e ancora in autunno, sempre se la pandemia lo consentirà.

 Termoli Borgo bella

Questa tipologia di turista è alla ricerca, secondo quanto rilevato da Italianway, di alloggi in ambienti meno affollati ma al tempo stesso sicuri e facilmente raggiungibili con tutto a portata di mano. Anche per questo le destinazioni più gettonate non sono quelle classiche delle rotte turistiche più conosciute. Termoli è a sorpresa al primo posto davanti a Muravera in Sardegna, Monopoli, Castellana Grotte e Lecce in Puglia, Sirolo nelle Marche e tante altre località.

Tutto questo mentre si è in attesa di conoscere come funzioneranno gli spostamenti tra le regioni, oltre all’orario del coprifuoco che molti chiedono di eliminare trovandolo poco coerente con il discorso delle riaperture. Vincolante sarà da questo punto di vista il parere del Comitato Tecnico Scientifico convocato proprio oggi, per poter definire il nuovo decreto Draghi che entrerà in vigore lunedì prossimo e consentirà lo spostamento libero tra regioni gialle, mentre tra regioni arancioni e rosse ci si potrà spostare solo per salute, lavoro e urgenza e sarà necessario avere l’autocertificazione.

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Grande attesa per conoscere cosa servirà invece per gli spostamenti turistici. Le indiscrezioni riferiscono che in questo caso bisognerà possedere una autocertificazione che attesti di essere vaccinati, oppure di aver fatto un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti al viaggio, o ancora di aver contratto l’infezione da covid-19 ed essere guariti. Ma sui dettagli ci sono ancora molti dubbi, che si intrecciano alla questione dell’atteso passaporto vaccinale, visto che lo stato di emergenza pandemica durerà almeno fino al 31 luglio.

Le stesse Aziende Sanitarie delle regioni, fra le quali Asrem, aspettano di conoscere il piano dettagliato per comprendere se basterà un certificato  (quello che viene rilasciato ai cittadini dopo la seconda dose di vaccino) o se invece sarà necessario avere un attestato specifico che dimostri di essere stati immunizzati con la seconda dose oppure di essere stati malati ed essere guariti. Per il momento il lasciapassare è al vaglio del governo con la Carda digitale, una sorta di tesserino inserito in una piattaforma nella quale verrebbero caricati i dati. I tecnici del ministero dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale starebbero valutando anche la possibilità di avvalersi della app Io, già scaricata da 10 milioni di Italiani e attiva per il cash-back.

La regione italiana che da questo punto di vista sembra essersi organizzata meglio e prima delle altre è il Lazio, che ha superato il tetto di un milione e mezzo di somministrazione di vaccini contro il covid: in sostanza un cittadino su 5 ha avuto almeno la prima dose, il 10% ha completato il percorso vaccinale. Nel Lazio è stato informatizzato il sistema con la possibilità di avere un certificato digitale per chi ha ultimato le due dosi di vaccino, un sigillo che potrebbe fare scuola anche per le altre regioni. Tanto più che, secondo le disposizioni per ora ancora ufficiose, il passaporto vaccinale avrebbe una ricaduta sulla ripresa non solo degli spostamenti e del turismo ma anche nell’accesso a palestre, piscine, ristoranti, prenotazione di alberghi o voli in aereo.