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Avvistato a Termoli un ibis sacro africano: “Animale nocivo per il nostro ecosistema”

L'uccello originario dell'Egitto, dove ormai è estinto, è invece sempre più presente in Europa nonostante non sia autoctono e rappresenti un pericolo per l'ambiente

Un esemplare di ibis sacro africano è stato avvistato nella giornata di Pasqua a Termoli. Alcuni cittadini lo hanno fotografato e filmato e gli è stato dato anche da mangiare nella zona dello stadio Gino Cannarsa.

Ibis sacro Termoli

Si tratta di un avvistamento particolarmente raro per le nostre zone ma non in Italia dove purtroppo questo uccello si trova sempre più spesso. Infatti nonostante sia un animale originario dell’Africa subsahariana e soprattutto dell’Egitto, dove ormai si è estinto, l’ibis sacro si trova sempre più spesso in Europa, dove però non è una specie autoctona e sebbene sia innocua per l’uomo, è potenzialmente pericolosa per l’ecosistema.

Lo afferma l’ornitologo Nicola Norante, molisano con grande esperienza nel settore. “Innanzitutto dobbiamo dire che l’ibis sacro non è una specie autoctona ed è di grande impatto per il nostro ecosistema perché si ciba smisuratamente di specie risparmiate dalle specie autoctone, come succede anche per le tartarughe aliene”.

In particolare questo animale, secondo quanto riferisce l’esperto, “si ciba di anfibi, rettili, insetti ma non risparmia nidiacei di anatre, aironi e rallidi. Quindi è un animale nocivo in Italia dove purtroppo ambientalisti e sentimentalisti remano sempre contro le politiche naturali”. Quindi aggiunge: “Inoltre ruba il materiale dai nidi di altri uccelli a vantaggio del suo, mandando all’aria l’esito della nidificazione di uccelli rari autoctoni come la spatola ed altri ciconifirmi. Sulla predazione ci sono pareri discordanti”.

Viene da chiedersi come possa arrivare da noi un uccello di questo tipo. “Girano in Italia soprattutto a causa di fughe dagli zoo, specialmente in Piemonte e nella Pianura Padana dove ormai è in presenza molto abbondante. L’ibis sacro si riproduce e si ibrida con specie affini creando inquinamento genetico ed è in netta espansione in tutta Italia e nel bacino del Mediterraneo”.

Infatti non è raro avvistarli anche in Spagna o Francia, mentre in Italia si segnalano avvistamenti al Nord e uno di recente in Calabria, mentre in Molise non è la prima volta, ma da circa tre anni si registrano avvistamenti in crescita. A Termoli ieri passeggiava indisturbato e qualcuno gli ha gettato dei pezzi di pane che ha mangiato tranquillamente.

Norante riferisce che “per evitare che venga abbattuto si sta facendo di tutto per santificarlo, nel senso che si trovano delle scusanti mentre in altri Paesi questa politica è stata attuata immediatamente”.