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Asporto fino alle 18 per i bar senza cucina, ma chi ha tavoli all’aperto chiude alle 22. Caffè al banco? Sempre vietato

Nelle ultime ore è stata mal interpretata da parte di qualcuno la circolare del Ministero che non ammette mai il consumo al bancone, neanche in zona gialla. L’esempio concreto: un bar con annessa pizzeria o un pub che prepara hamburger possono continuare a lavorare con l’asporto fino alle 22, un semplice bar senza cucina no “e dovrebbe chiudere alle 18” a meno che non abbia tavoli all’esterno.

Bar e ristoranti possono restare aperti, in zona gialla, dalle 5 alle 22 purché abbiano spazi all’aperto”. All’apparenza, non c’è nessun dubbio sull’interpretazione di una delle novità adottate dal Decreto Draghi sulle riaperture. In realtà, nelle ultime ore, anzi nelle prime ore post entrata in vigore, in qualche caso si è fatta confusione, mettendo sul piede di guerra alcuni titolari soprattutto di bar, che si sono sentiti dire che avrebbero dovuto chiudere in ogni caso entro le 18. E sono scattate le proteste, le polemiche, per interpretazioni risultate spesso errate.

Partiamo col dire che la circolare del Ministero appare abbastanza chiara e forse da qualcuno è stata mal interpretata. Si legge che in zona gialla lo svolgimento delle attività dei servizi di ristorazione è consentita con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto e nella fascia oraria 5-22. Per chi ha il codice ateco 56.3, dunque senza autorizzazione per la somministrazione di alimenti, il servizio da asporto è consentito fino alle 18 ma il locale può restare aperto fino alle 22 se ha spazi da sfruttare all’esterno.

In effetti, la restrizione sull’asporto da poter effettuare fino alle 18 per chi non ha la cucina ha posto dei dubbi, visto che è un tipo di servizio che garantisce maggiori sicurezze rispetto al contagio. Ma tant’è. Dalla Questura di Campobasso non ci sono però incertezze: la norma è quella spiegata abbastanza chiaramente nella circolare, ovvero che i bar possono restare aperti fino alle 22 anche se sprovvisti di cucina (purché con posti a sedere esterni al locale). E questa naturalmente è la linea che sarà adottata sui controlli.

Esclusa la consumazione al banco in ogni circostanza, in zona gialla è consentito il consumo al tavolo all’aperto ma rimane vietata la possibilità di consumazione al banco.

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Non una interpretazione della norma ma la sua corretta applicazione è quello che auspica il comandante dei vigili urbani di Campobasso Luigi Greco il quale ha affrontato, anche coi suoi agenti impegnati nei controlli, sia la questione del cibo da asporto che quella del consumo al banco. “I bar con cucina possono fare asporto anche dopo le ore 18 ma non parliamo di quegli esercizi che vendono tramezzini o panini imbustati bensì proprio le attività che preparano piatti caldi”.

Quindi un bar con annessa pizzeria o un pub che prepara hamburger possono continuare a lavorare con l’asporto fino alle 22, un semplice bar senza cucina no “e deve chiudere alle 18” a meno che non abbia tavoli all’esterno. In quel caso non solo può somministrare bevande ma anche far mangiare qualcosa ai suoi clienti (un toast o un pezzo di pizza del forno scaldato in una piastra) purché all’aperto.

Del tutto vietato, invece, il consumo al banco, anche in zona gialla. Ieri Carlo Durante, titolare di una steakhouse e pizzeria a Selvapiana, nonché presidente della Fipe, l’associazione di categoria della Confcommercio Molise, contestava duramente la circolare ministeriale “che non ha nessun fondamento giuridico” rilevando la contraddittorietà col decreto “che non esclude espressamente il consumo al banco”.

Fa chiarezza il comandante Greco: “La circolare ministeriale dice espressamente che la consumazione è consentita ai tavoli esterni del locale nella fascia oraria 5-22 mentre al banco è esclusa. Ne sono assolutamente certo perché viene ripetuto in due passaggi ed è una delle cose che questo decreto ha modificato rispetto alla precedente zona gialla”.