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80enne insulta e sputa contro la vicina, testimone in un processo contro di lui: scatta lo stalker

Al termine delle indagini degli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e della stazione dei Carabinieri di Bojano coordinate dalla Procura, il giudice ha emesso la misura cautelare

Quando la incontrava per strada, iniziava ad insultarla. Era arrivato addirittura a sputare contro la porta d’ingresso della sua abitazione. La seguiva quando la incrociava per strada. Si comportava in questo modo l’uomo di 80 anni che ieri mattina, 12 aprile, è stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla vicina di casa che stalkerizzava.

A ricostruire l’incubo in cui era piombata la signora sono stati gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e della stazione dei Carabinieri di Bojano che hanno condotto le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Campobasso.

Tutto è iniziato quando la donna aveva testimoniato in una causa contro l’uomo, accusato di aggressione ai danni di un’altra vicina di casa.

Nell’arco di alcuni giorni le forze dell’ordine sono riuscite ad accertare come l’ottantenne, con comportamenti ritirati, molestava la signora che abitava nel suo stesso palazzo. Insulti, pedinamenti per strada. L’uomo era addirittura arrivato a provocare rumori molesti sbattendo contro il muro che divide il suo appartamento da quello della sua vittima. Quest’ultima ormai viveva in uno stato d’ansia e temeva per la propria incolumità tanto che aveva modificato le sue abitudini di vita proprio per evitare qualsiasi occasione di incontro con l’anziano.

Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso ha accolto la richiesta della Procura emettendo la misura cautelare. L’anziano quindi non potrà più avvicinarsi alla signora.

“La vicenda rappresenta una tipologia delittuosa sempre più frequente negli ultimi anni – commenta il procuratore Nicola D’Angelo – e di cui contrasto capillare tra gli obiettivi di questa procura è doveroso è necessario anche al fine di prevenire più gravi reati”.