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43mila vaccini in arrivo e prenotazioni al via per i 70enni: il piano di aprile punta a immunizzare un terzo dei molisani

La gran parte (quasi 34mila) è Pfizer, mentre Moderna ha consegnato 3mila dosi e Astrazeneca (6500). Resta l'incognita sull'arrivo di Johnson & Johnson. "Purtroppo abbiamo subito una riduzione - spiega anche il presidente Donato Toma in Consiglio regionale - perchè è cambiato il criterio di distribuzione dei vaccini: prima si consideravano solo gli anziani, oggi l'assegnazione è in relazione a tutta la popolazione". Nella campagna di immunizzazione coinvolti anche i medici di base. Infine, novità sulle Terapie Intensive negli ospedali di Campobasso e Termoli.

Vaccinare un terzo della popolazione molisana entro la fine di aprile. È l’obiettivo a portata di mano del Molise stando a quanto riferito dal presidente della Regione, Donato Toma, nel corso dell’informativa fornita questa mattina (6 aprile) in Consiglio regionale. Il governatore si dice ottimista ma c’è una condizione imprescindibile: “Se le dosi promesse arriveranno”.

Il numero dei vaccini effettuati è salito a 14mila in una settimana (circa 2mila al giorno in media) e si punta a “toccare quota 21mila a breve”. L’accelerata della campagna di immunizzazione, del resto, è stata riconosciuta anche a livello nazionale: nei giorni scorsi le classifiche riportate anche dai principali giornali nazionali hanno mostrato il ‘balzo’ del Molise, che ha scalato la classifica ed è risultato ai primi posti in Italia proprio per vaccini effettuati in base alla popolazione.

Tuttavia, ad aprile ci sarà una piccola frenata perchè il Governo ha cambiato i criteri di assegnazione dei farmaci anti-covid: “Finora ci erano state assegnate tenendo conto dell’anzianità della popolazione”, che in Molise è molto elevata. “Ora il calcolo sarà effettuato solo in relazione al numero di abitanti”. E quest’ultimo criterio penalizza una regione piccola come la nostra.

La notizia fresca è che da domani, 7 aprile, “sarà possibile per i settantenni iniziare a prenotarsi sul portale dell’Asrem” annuncia il presidente che aggiunge: “Inizieremo a vaccinare la fascia dei 70-79 anni dalla settimana prossima. Per questa fascia – gli over 65 – è previsto il vaccino Pfizer”.

Inoltre una puntualizzazione sui target di popolazione da vaccinare: “Si procederà in ordine di età. Non passeranno avanti altre categorie”. Quindi, ad esempio, non sarà seguito l’esempio della Toscana che ha preferito vaccinare avvocati, cancellieri dei Tribunali e magistrati.

Toma si spinge oltre e prevede che “nel giro di tre mesi gran parte della popolazione molisana vaccinabile riceverà almeno la prima dose”.

Finora – i numeri forniti in Aula – i vaccini anti-covid sono stati somministrati a 71mila tra ultraottantenni (in molti hanno già effettuato la seconda dose, ndr), soggetti fragili, operatori sanitari e personale scolastico. “Abbiamo quasi terminato con gli ultraottantenni che non sono stati vaccinati a domicilio, stiamo andando avanti con quelli a domicilio e con i soggetti fragili”. Per questi ultimi, insiste il governatore, “siamo a buon punto con i soggetti fragili ma c’è ancora da fare, come per gli anziani da vaccinare a casa per i quali stiamo impiegando anche i vaccinatori itineranti inviati dal commissario Figliuolo”.

In via di completamento la campagna per altre due fasce considerate prioritarie: “Abbiamo finito con il personale delle forze dell’ordine e della scuola”, prosegue. Tra l’altro, è stato prolungato al 30 giugno 2021 l’accordo con l’Università del Molise per proseguire le somministrazioni al PalaUnimol.

Da qui a fine mese è previsto l’arrivo di alcune decine di migliaia di dosi che dovrebbero essere implementate da quelle di Johnson&Johnson e che saranno somministrati nei punti vaccinali previsti in Molise: attualmente ne sono attivi 19, è il dato fornito ancora dal capo della Giunta regionale.

“Nel giro di tre mesi dovremmo essere in grado di vaccinare gran parte della popolazione molisana se le dosi in consegna effettivamente arrivassero”. Entrando nel dettaglio, si parla di oltre 43mila dosi in arrivo, tra Pzifer (34mila), Moderna (3mila) e Astrazeneca (6500). “Oggi ci consegnano oltre 10mila dosi di Pfizer tra il Cardarelli, il San Timoteo e il Veneziale – spiega Toma –, mentre il 12 ne sono in consegna altre 8mila e altrettante il 21 aprile. Da confermare la consegna di 7mila dosi il 28 aprile infine”.

Lo scorso 2 aprile sono state consegnate invece circa 9500 dosi tra Astrazeneca (6500) e Moderna (3mila). “E non sono previste al momento altre consegne”, dice ancora Toma.

La prossima settimana anche i medici di famiglia dovrebbero iniziare a vaccinare: “Lo faranno all’Asrem, per cinque ore in un giorno prestabilito della settimana”, precisa Toma. E’ stato poi stipulato l’accordo con gli odontoiatri, mentre è da definire l’accordo con i farmacisti nelle somministrazioni nelle farmacie.

“Siamo preoccupati non sulle forze messe in campo per effettuare le vaccinazioni – chiosa Toma – ma sul numero dei vaccini che arriverà, speriamo che vengono rispettate le consegne annunciate”.

Il governatore fa un passaggio anche sulle terapie intensive nei moduli allestiti all’esterno degli ospedali: “I dieci posti letto realizzati all’esterno dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono perfettamente funzionanti, anche se al momento non utilizzati per fortuna. Speriamo rimangano così, vuole dire che le cose migliorano. Entro questa settimana saranno consegnate le Rianimazioni mobili del San Timoteo di Termoli e a stretto giro anche le sei del Veneziale di Isernia”.

Ultimo capitolo: i lavori nel padiglione nell’ex hospice del Cardarelli, la famosa ‘Torre covid’. Presto il cantiere aprirà: dopo il rilievi e le note critiche messe in evidenza, alla fine l’impresa che deve eseguire i lavori presto aprirà il cantiere. “Asrem ha comunicato che la Cobuilt ha accettato i lavori che quindi dovrebbero partire”, annuncia Toma sempre in Consiglio regionale.

Svolta per la Torre Covid. Il validatore: “Progetto cantierabile”. Il costruttore: “Siamo pronti”