South beach

Miami in Molise, tra sogno e incubo. Sovrintendenza fissa i vincoli ambientali, ma sul piatto ci sono 6mila posti di lavoro

Il faraonico progetto dell'imprenditore e filantropo George Cohen con investimento cinese da 3 miliardi continua a far discutere e diventa un caso nazionale. Da un lato ambientalisti, associazioni ecologiste gridano alla speculazione, dall’altro la Regione annuncia un Tavolo tecnico e si concentra sulle ricadute occupazionali e sulle ipotesi di sviluppo: 6 mila posti di lavoro in fase di realizzazione e 2mila quando il complesso residenziale sarà a regime.

Su Wikipedia si legge che George H. Cohen, classe 1955, è un imprenditore e filantropo canadese che vive in Messico, con un patrimonio personale – si legge sempre su Wikipedia – stimato in 2,1 miliardi di dollari. È stato, tra le altre cose, consulente speciale del presidente messicano Vicente Fox e del presidente francese Jacques Chirac. Di Cohen si narra che sia di famiglia ebrea, figlio di gioiellieri, e che abbia iniziato a lavorare all’età di 12 anni facendo traslochi, pagato 10 dollari al giorno per 17 ore di “fatica”.

Come dire: ottime garanzie per un aspirante investitore nel piccolo Molise dimenticato. Tanto più che lo stesso ha forti interessi nelle attività immobiliari e importanti riferimenti cinesi, non meglio precisati – non ancora, perlomeno – che vorrebbero investire 3 miliardi di euro per cementificare la costa di Montenero di Bisaccia, nell’area che si estende su 160 ettari e che dalla foce del Trigno arriva alla pineta di Petacciato.

Il progetto ormai è noto: si chiama South Beach, richiamando la più famosa spiaggia del mondo a Miami, Florida. Ma quello che Cohen e i cinesi vorrebbero è più simile a Dubai: una città del turismo di lusso in mezzo al nulla.

Quando Cohen si è presentato all’allora sindaco di Montenero di Bisaccia Nicola Travaglini illustrandogli l’idea, all’inizio si è pensato a uno scherzo, a una uscita spregiudicatamente originale da parte di un originale (e non meglio noto) imprenditore americano con una “vision” incredibile per una costa selvaggia alla quale nessuno aveva mai pensato nemmeno per costruire un capanno degli attrezzi. Ma George Cohen ha spiegato che il luxury travel ha bisogno di spazi simili, incontaminati e fuori dalle rotte abusate, e che i cinesi si erano letteralmente innamorati di questa terra, come d’altronde si legge negli allegati finiti tra gli atti della Regione Molise.

Così immagina una trasformazione radicale con 17 ville, 16 grattacieli da 25 piani, decine e decine di palazzi con giardini pensili, 200 tra bar e ristoranti, 4 alberghi di lusso da 8 piani, gallerie commerciali, centri sportivi dove giocare a golf e a tennis, cliniche di alta specializzazione per la bellezza e il benessere, centri massaggi e perfino un pronto soccorso.

South Beach monica

Ma dove i cinesi intravedono potenzialità e ricchezza, molti altri individuano una colata di cemento armato, calcestruzzo e ferro, grattacieli a pochi passi dalla spiaggia, devastazioni e colonizzazioni scellerate. La reazione degli ecologisti e dagli ambientalisti non si fa attendere e poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo di Primonumero.it, che porta South Beach all’attenzione di tutti, finanche dei giornali nazionali, fioccano le note di decine di comitati e associazioni che parlano del “peggior assalto alla costa adriatica degli ultimi 50 anni”, di “scempio”, “rischio estinzione di specie faunistiche di interesse comunitario”, “devastazione” e speculazione di immani proporzioni proprio nel paese di Antonio Di Pietro, l’ex magistrato che ha rappresentato un baluardo contro la corruzione firmando l’inchiesta Mani Pulite negli anni ’90.

La Sovrintendenza ai Beni ambientali, sollecitata dal Gruppo di Intervento Giuridico che ha chiesto lumi anche al Ministero della Transizione ecologica, ha fatto sapere con una nota (firmata 20 aprile 2021) che nell’area interessata ci sono diversi vincoli paesaggistici, siti di interesse comunitario e aree archeologiche di rilievo, e che le uniche modalità di tutela e valorizzazione di queste fasce costiere consistono nella “conservazione e nel ripristino delle caratteristiche naturali”. Il cemento? Inimmaginabile. Per il Gruppo di Intervento Giuridico significa (“fortunatamente”, aggiungono i referenti) la pietra tombale al pretenzioso progetto.

Ma nella realtà non funziona proprio così, non basta ribadire i vincoli e le limitazioni per dissuadere imprenditori da un lato e, dall’altra parte, i politici che nella Miami molisana ravvisano una cura alla catalessi economica del territorio. Sulla questione dovrà esprimersi infatti un tavolo tecnico chiesto dal sindaco attuale di Montenero Simona Contucci e rilanciato dal governatore Donato Toma, che ha ricordato proprio l’altro giorno di voler “dare ai tecnici l’ultima parola”. Quello che c’è dietro è appetibile, e non solo per una parte della politica.

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Né all’ex sindaco di Montenero, né al sindaco attuale e tantomeno ai funzionari della Regione Molise e ai rappresentanti eletti dal popolo sfugge che sull’altro piatto della bilancia ci sono ben 6mila posti di lavoro “durante la realizzazione del complesso residenziale” che diventerebbero 2mila posti di lavoro una volta che la città per ricchi nel deserto costiero del Molise entrerà a pieno regime. Un numero, duemila, che per il Molise messo alle strette dalla crisi, piegato dalla pandemia e dall’impoverimento, lacerato dalle scelte dissennate di una casse dirigente poco lungimirante e dalla totale assenza di spirito d’impresa della popolazione indigena significala svolta. Tradotto con un esempio, South Beach, dopo la Fiat, sarebbe la più grande impresa in terra molisana.

Ovviamente bisognerebbe capire chi c’è dietro, indagare sulla provenienza dei fondi e sulla titolarità di chi li manovra. E questo per garantire, prima di tutto, una reale prospettiva a medio e lungo termine di un progetto talmente faraonico da sembrare uno scherzo, appunto. Ma sembra che alla Regione Molise – almeno per ora – preferiscano concentrarsi sulle ricadute occupazionali e di sviluppo dell’idea avanzata da George Cohen.

Come difatti si legge nel documento istruttorio, “il progetto rappresenta una grande sfida e fungerà da traino per tutti gli aspetti di crescita e sviluppo della regione Molise” anche perché “è uno sviluppo residenziale con standard decisamente elevati e rivolto a una clientela internazionale che assicurerà la necessaria giusta utenza non solo alle nascenti strutture ricettive, ma sarà una occasione di rilancio per le attività già esistenti in loco e una occasione unica per gli imprenditori locali che vorranno far emergere in maniera adeguata le eccellenze territoriali”.

South Beach monica

Intanto si è in attesa di conoscere la data e le modalità di convocazione del tavolo tecnico al quale dovrebbero partecipare, oltre alla Regione e al Comune di Montenero, il ministero della Cultura, la Soprintendenza archeologica, il segretariato regionale ai beni culturali, l’autorità di bacino, l’Anas, Autostrade, l’Agenzia del Demanio, la Capitaneria, il Consorzio di Bonifica Trigno e Biferno, i Vigili del Fuoco, Sviluppo Italia Molise, Arpa e Asrem, in previsione di elaborare un accordo di programma di partenza che potrebbe poi coinvolgere anche altre strutture nazionali e lo stesso privato imprenditore. In quel frangente si dovrebbe anche conoscere con precisione la titolarità dei fondi di investimento cinesi.  (mv)

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