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Il debutto delle vaccinazioni al Palairino, 200 dosi di AstraZeneca al giorno. Anziani felici: “Stanchi di stare rinchiusi”

Al via stamane l'attività in quello che è il secondo punto vaccinale - a lungo atteso - della città. Organizzazione fluida, l'attesa è limitata ma in ogni caso confortevole. Pochissime le rinunce, come ci conferma il dottore al triage. Soddisfazione da parte dei settantenni del Basso Molise convocati oggi, che finalmente intravedono l'uscita dal tunnel

Il grande giorno dell’avvio delle vaccinazioni al PalAirino di Termoli è arrivato: oggi 19 aprile, dopo una lunga attesa, al Palazzetto dello Sport di piazza del Papa sono partite le somministrazioni di AstraZeneca alla fascia d’età 70-79, e si è cominciato proprio dai più anziani tra questi.

Vaccini palarino Astrazeneca

Il via stamane intorno alle 9 e si proseguirà fino alle 18: sarà questa la fascia oraria quotidiana nella struttura sportiva riconvertita a centro vaccinale, il secondo della cittadina dopo l’ospedale da campo del San Timoteo. “Prevediamo di fare 200 vaccinazioni al giorno – ci spiega il dottor Pierpaolo Oriente, del Dipartimento Unico di Prevenzione diretto dalla dottoressa Carmen Montanaro -. Ma speriamo in un incremento di medici che ci consentirebbe di aumentare il ritmo”.

Al momento infatti sono tre gli infermieri messi a disposizione dall’Asrem ma solo due i medici vaccinatori. “Speriamo possano essere attivamente coinvolti i medici di medicina generale”, prosegue il dottore che, assieme ad altre due dottoresse procede all’anamnesi dei pazienti e acquisisce il consenso informato degli stessi.

Vaccini palarino Astrazeneca
Vaccini palarino Astrazeneca

Effetto rinunce? Sembrerebbe proprio di no, al di là di qualche sparuto caso. Qualcuno che vorrebbe fare il Pfizer c’è, ma si tratta davvero di una minoranza. Succede invece, e ce lo spiega sempre il dottor Oriente, che dall’anamnesi venga fuori che per qualcuno, con determinate patologie specie legate alla coagulazione del sangue, si opti per un altro tipo di vaccino. È il medico stesso in quel caso a ri-programmare l’appuntamento. Tutto potrebbe migliorare però se – e il dottore Oriente se lo augura – in questo centro saranno disponibili anche altri vaccini, come appunto il Pfizer.

L’organizzazione logistica è affidata alle associazioni: all’entrata ci sono due volontari del Sae 112, presenti anche all’interno, assieme a quelli dell’associazione volontari Vigili del Fuoco, a quelli della Misericordia, e ancora di Cives e Valtrigno. Sono loro ad accogliere i vaccinandi all’ingresso, ad accompagnarli al posto a sedere dove attenderanno comodamente il loro turno, e poi a indicare loro tutto il percorso successivo.

L’attesa, stamattina, è piuttosto limitata. Qualcuno più fortunato ha aspettato mezz’ora, qualcuno più di un’ora. “Ma per fortuna siamo seduti”, la battuta di un cittadino che in qualche modo fa un raffronto con quanto succede nell’altro punto vaccinale, quello all’esterno dell’ospedale. L’anamnesi propedeutica alla vaccinazione con il preparato anglo-svedese è un po’ più scrupolosa e dunque più lunghi del normale sono i relativi tempi. Ma si conta di accelerare nel prosieguo.

Chi riceve il vaccino attende i consueti 15 minuti, in una zona separata da quella dell’attesa. Medici e infermieri dopo la somministrazione sovente accompagnano il paziente nello spazio dedicato dicendo loro di attendere lì il tempo necessario. Abbiamo sentito alcuni di loro: tutti si dicono “felici” e “sereni” per la vaccinazione tanto attesa. “Certo – commenta una signora prossima agli 80 anni – la pulce nell’orecchio sui rischi di questo vaccino (AstraZeneca, ndr) ci è stata messa. Io dicevo sempre che avevo paura di questo vaccino e invece proprio questo ho fatto. Ho fiducia nella scienza”.