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ViviLarino: “Bene Punto Nascite Termoli ma servono servizi per il Vietri”

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L’associazione ViviLarino ha commentato la recente sentenza del Tar che ha annullato la chiusura del Punto Nascite di Termoli chiedendo poi il rispetto del Piano sanitario per il Vietri.

“Registriamo con soddisfazione la sentenza n. 80/2021 del Tar Molise che ha accolto il ricorso presentato da 16 amministrazioni comunali del distretto sanitario di Termoli Associazioni Comitati e annullato gli atti emanati dal Commissario ad acta e dai vertici Asrem che disponevano da giugno 2019 la chiusura del punto nascite al San Timoteo di Termoli.

Questo provvedimento è la chiara dimostrazione che quando una amministrazione comunale con il supporto di tutta la società civile difende gli interessi dei cittadini in tutte le sedi, i risultati alla fine arrivano.

Ciò purtroppo non è accaduto per la città di Larino, che nonostante i numerosi annunci e i proclami inerenti la riattivazione del Vietri, continua da troppo tempo ad essere presa in giro.

Una chiara dimostrazione è data dal mancato rispetto del Programma Operativo Sanitario 2015-2018, ancora oggi vigente, che prevedeva per la Casa della Salute di Larino una serie di servizi che di fatto o sono stati smantellati o non hanno proprio visto luce.

Ci riferiamo in particolare a ciò che fino al 2018 era rimasto del reparto di oculistica, quello che da tutti è stato riconosciuto come autentico fiore all’occhiello della sanità pubblica molisana, capace di attrarre pazienti da ogni parte d’Italia.

Ebbene proprio da giugno del 2018, con un vero e proprio colpo di mano, l’Asrem ha sospeso le attività dell’unità di chirurgia ambulatoriale complessa di oculistica, prevista dal Piano Operativo Sanitario approvato dall’allora governo Frattura, giustificando tale provvedimento come temporaneo e dettato dalla carenza in quel momento di personale medico anestetista. Una spiegazione di fatto ribadita dall’attuale sindaco che proprio nell’estate di quell’anno promise che il servizio sarebbe stato riattivato nel giro di tre mesi. Così purtroppo non è avvenuto e nel frattempo sono trascorsi tre anni inutilmente.

Considerata l’assurda natura di quella decisione che di fatto ha ulteriormente penalizzato il nostro nosocomio, ci saremmo aspettati dal sindaco di Larino un tempestivo ricorso alla magistratura amministrativa, proprio come è avvenuto a Termoli per la soppressione del punto nascite. Così purtroppo non è avvenuto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Siamo convinti che se si fosse intrapreso la via del ricorso giudiziario avverso il provvedimento dell’Asrem, rilevandone le gravi incongruenze rispetto a un atto legislativo vigente, Larino e il suo territorio avrebbero salvaguardato un’unità chirurgica fondamentale, con la possibilità ulteriore di poter rivendicare anche l’attivazione di servizi previsti dal Pos e mai attivati, tra cui il Centro per disturbi cognitivi e demenza e la neuropsichiatria infantile.

Ci auguriamo, per il bene della nostra amata Città, che i percorsi istituzionali, buu porteranno prima o poi a un qualche risultato, prima che sia troppo tardi”.

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