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Vaccini: Rsa al sicuro, prima dose per un anziano su tre. Prenotazione persone fragili, ci siamo

La campagna vaccinale va a rilento ma procede: inoculate oltre 26mila dosi, delle quali oltre 6mila riguardano gli over 80. Lunedì al via l'immunizzazione degli insegnanti, atteso via libera per le categorie più a rischio

Vaccini già fatti per oltre 9.400 fra ospiti e operatori delle RSA, prima dose somministrata a oltre un terzo degli anziani che hanno aderito alla campagna di immunizzazione. Partite le somministrazioni per personale dell’università e delle forze dell’ordine e lunedì si comincerà con gli insegnanti. A breve il via alle prenotazioni per le categorie fragili, cioè quelle persone con specifiche patologie che attendono con particolare ansia di poter essere vaccinate.

SOMMINISTRATE OLTRE 26MILA DOSI

Procede, seppure con lentezza, la campagna vaccinale della Regione Molise che al pomeriggio di venerdì 5 marzo aveva raggiunto quota 26.415 somministrazioni su 35.405 dosi consegnate, pari al 74,6%.

Alcuni di questi dati sono parte della relazione presentata ieri al Consiglio regionale dalla sub commissaria alla sanità, Ida Grossi. La numero due della struttura commissariale, responsabile del piano vaccinale regionale, ha fornito anche il numero dei vaccini somministrati nei tre ospedali pubblici: 5.879 dosi sono state inoculate al Cardarelli, 4.362 al San Timoteo e 4.251 al Veneziale.

Secondo la relazione, il Molise avrebbe raggiunto la percentuale dell’8,29% delle dosi somministrate in rapporto agli abitanti, ma va tenuto conto che per numero di assistiti vengono conteggiati 302.265 molisani, mentre è noto da dati Istat delle ultime settimane che la nostra regione conta poco meno di 300mila abitanti (circa 297mila). I dati forniti ieri erano relativi a poco più di 25mila dosi somministrate, numero leggermente superato, ma si può evincere che due terzi sono le prime dosi e il restante sono somministrazioni del richiamo.

RSA E CASE DI RIPOSO IMMUNIZZATE

Il dato che risalta maggiormente è quello relativo alle residenze sanitarie assistenziali e le case di riposo. In Molise ne esistono 96 e attualmente il totale delle somministrazioni è stato pari a 9.481, compresi sia ospiti (oltre 4mila) che operatori. Nello specifico 5.196 sono le prime dosi somministrate e 4.285 le seconde dosi.

“Il Molise è la prima regione in assoluto ad aver messo in sicurezza le Rsa” testimonia il dottor Michele Colitti, responsabile del servizio regionale di prevenzione veterinaria dell’Asrem. “Da un mese a questa parte non ci sono più cluster nelle residenze per anziani e nelle case di riposo” sottolinea il dirigente.

OVER 80: 20MILA ADESIONI, 6MILA DOSI INOCULATE

C’è poi il dato relativo agli over 80 che sta lentamente migliorando. Secondo i dati Istat sono poco più di 26mila gli anziani con almeno 80 anni nella nostra regione. Ebbene il numero di adesioni alla campagna vaccinale (dati aggiornati alla mattina di venerdì 5 marzo) è di 20.492 persone. Di queste 6.184 ha ricevuto almeno una dose, ma il dato reale è anche superiore considerando proprio gli anziani residenti nelle Rsa. In questo modo gli over 80 vaccinati sono 6.458, mentre gli ultranovantenni sono 2.995. Sono quindi poco più di un terzo gli anziani che hanno ricevuto almeno una dose del preparato anti Covid-19 nella nostra regione.

A RILENTO LE SOMMINISTRAZIONI A DOMICILIO

Tuttavia ci sono altre categorie che invece risultano molto più indietro, a cominciare da quelle persone che hanno chiesto di ricevere il vaccino a domicilio, per le quali l’Asrem ha scelto di utilizzare il vaccino Moderna ma attualmente ne ha somministrati solo 7.

Secondo il dottor Colitti un numero così basso dipenderebbe da un errore tecnico ma ciò non toglie che siano pochissime le dosi somministrate a casa dei pazienti. Nondimeno, le richieste eccedono di gran lunga le scorte finora riservate alla vaccinazione domiciliare. Infatti in Molise sono ben 4.900 circa le richieste per questo tipo di somministrazione, mentre le scorte di Moderna arrivano a poco più di 1.000. Uno dei grossi problemi è la mancanza di vaccinatori: mettere insieme una squadra che prevede 6 persone tra medico, infermieri, operatori socio sanitari e personale amministrativo è complicato e si spera di accelerare con l’entrata in gioco dei medici di medicina generale coinvolti con un accordo nella campagna di massa.

Tuttavia in ambienti sanitari trapela una sorta di appello a quelle persone che accudiscono non autosufficienti e che hanno chiesto per il momento la somministrazione domiciliare. Sarebbe infatti opportuno che chi ne ha la possibilità richieda la prenotazione nel punto vaccinale più vicino e accompagni il proprio assistito invece che attendere la vaccinazione a casa che potrebbe richiedere molto più tempo.

SI COMINCIA CON GLI INSEGNANTI

Intanto la settimana che si sta per chiudere è stata anche quella in cui è partita la vaccinazione di forze dell’ordine e personale universitario che stanno ricevendo dosi di vaccino AstraZeneca. A partire da lunedì 8 marzo si inizierà anche la somministrazione per il personale scolastico, vale a dire gli insegnanti e non gli studenti, sempre all’interno del Palaunimol riconvertito in punto vaccinale con personale dell’università del Molise. Le adesioni da parte del personale scolastico hanno raggiunto, sempre secondo i dati forniti ieri dalla Grossi, quota 5.681.

PERSONE VULNERABILI, PRENOTAZIONE VICINA

Ma la grossa attesa è quella che riguarda le persone estremamente vulnerabili. A decidere chi deve ricevere l’immunizzazione anti Covid-19 e con che priorità è infatti una cabina di regia che comprende il commissario Angelo Giustini, la sub commissaria Ida Grossi, il direttore generale dell’azienda sanitaria regionale Oreste Florenzano, la direttrice sanitaria Virginia Scafarto, la dottoressa Mariateresa Sisto, responsabile della Farmaceutica, la dottoressa Carmen Montanari responsabile della prevenzione, la dottoressa Lolita Gallo, direttrice generale della salute della regione Molise e il dottor Michele Colitti, dirigente regionale.

Per quanto concerne le priorità – sulle quali però permangono forti perplessità legate ai vaccini ricevuti dalle aziende del gruppo Neuromed – era stato stabilito infatti che dopo gli operatori socio-sanitari (quasi 12mila immunizzati), ospiti e operatori delle RSA e delle Case di riposo e over 80 era il turno appunto delle persone più vulnerabili.

Per queste persone è stato stabilito di somministrare il vaccino Pfizer-BioNTech, visto che al momento si preferisce non usare quello di AstraZeneca per soggetti over 55 o con patologie gravi per mancanza di dati sufficienti, ma non certo per minore efficacia. È questo è il motivo per cui al personale universitario e scolastico e alle forze dell’ordine il vaccino è arrivato con qualche giorno di anticipo rispetto alle categorie protette.

Ma anche da questo punto di vista qualcosa finalmente si sta muovendo. Sul sito dedicato dalla regione Molise alle adesioni per i vaccini è in attivazione la prenotazione per i soggetti estremamente vulnerabili. Al momento non si può ancora prenotare il proprio turno, ma è probabile che l’attivazione venga sbloccata a giorni, se non già oggi.

scheda categorie a rischio vaccini

QUALI SONO LE CATEGORIE FRAGILI

È il Ministero della Salute ad avere stabilito quali sono le cosiddette categorie fragili con una specifica tabella che chiarisce le aree di patologia e le rispettive definizioni. Sono comprese tutte quelle persone che hanno malattie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, diabete e altre endocrinopatie severe, fibrosi cistica, insufficienza renale o altra patologia renale, malattie autoimmuni e immunodeficienze primitive, malattia epatica, malattie cerebrovascolari, patologia oncologica e emoglobinopatie, sindrome di Down, trapianto di organo solido e grave obesità. Per comprovare l’appartenenza alla categoria e quindi prenotare il vaccino è necessario possedere il codice esenzione ticket o invalidità.

LE CONSEGNE FINO AL 3 APRILE

Molto chiaramente dipende dalle consegne dei preparati anti Covid-19. Per quanto riguarda il mese in corso e fino al 3 aprile è previsto l’arrivo di 42.430 dosi. Di queste, sono previste 22.230 della marca Pfizer BioNTech, 5.000 di Moderna e 15.200 di AstraZeneca. Nella speranza che nel frattempo venga autorizzato – e consegnato anche da noi – il vaccino monodose della Johnson&Johnson.

 

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