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Vaccinazione di massa nelle aziende di Patriciello, dalle inchieste giornalistiche l’esposto del M5S

Cinque consiglieri regionali pentastellati hanno firmato e depositato in Procura l'esposto per accertare se ci soìiano stati mancati controlli e possibili violazioni nella gestione del Piano vaccinale. Tutto è nato dall'inchiesta di Primonumero che ha portato alla luce il caso delle dosi somministrate non solo al personale sanitario della clinica Neuromed, ma anche ai dipendenti di tutto il gruppo che fa riferimento all'europarlamentare di Forza Italia. Per ;M5S si potrebbero prefigurare responsabilità da parte di Asrem per gli omessi controlli.

Sono esattamente 895 i vaccini somministrati ai dipendenti del gruppo Neuromed che fa capo all’europarlamentare di Forza Italia Aldo Patriciello. Un numero che si avvicina a quello della popolazione di uno dei nostri paesi. A chi sono stati somministrate le dosi? Anche a consulenti esterni, addetti delle pulizie e borsisti oltre che al personale sanitario della clinica di Pozzilli?

Ci sono state violazioni? Si possono riscontrare anomalie? Le quasi 900 persone vaccinate avevano diritto al vaccino o no? Si possono annoverare tra le categorie prioritarie? I cinque consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – Andrea Greco, Angelo Primiani, Fabio De Chirico, Valerio Fontana e Vittorio Nola (manca la firma di Patrizia Manzo, ndr) – si sono rivolti alla magistratura per fare luce sul caso al centro di un’inchiesta della nostra testata. Inchiesta che ha provocato un vero e proprio tsunami, un moto di indignazione popolare, soprattutto da parte di chi ha genitori anziani o figli che rientrano nelle categorie fragili e che sono ancora in attesa di vaccino e si è visto superato da giornalisti, cameramen, segretarie che hanno avuto la fortuna di rientrare nell’orbita patricelliana.

Il presunto caso dei privilegiati del vaccino – come è stato definito  – è stato poi al centro di articoli e servizi giornalistici degli organi di informazione nazionali. Il programma di La7 ‘Piazza Pulita’ è stata anche in Molise e ha ‘beccato’ proprio l’onorevole Aldo Patriciello: “Era consentito dalla legge”.

Vaccini a tutti i dipendenti delle aziende di Aldo Patriciello, anche giornalisti e grafici della tv di Isernia

 

Se ci sono state illegittimità sarà la Procura a stabilirlo alla luce dell’esposto depositato questa mattina nel Tribunale di Campobasso.

A suo tempo, contattata da Primonumero, la direttrice sanitaria dell’Asrem Virginia Scafarto aveva  spiegato che l’azienda sanitaria si era limitata “a fornire le dosi di vaccino richieste”. Ci sono state quindi omissioni? Qualcuno non ha controllato?

Più di 800 dosi consegnate al gruppo Neuromed e usate anche per tecnici e cameraman. Chi doveva controllare?

Ecco perchè per i pentastellati occorre far luce “sulla gestione del Piano vaccinale, soprattutto in relazione ai vaccini somministrati presso gli erogatori privati, e anche alla luce del fatto che secondo la stessa Asrem non c’è stato alcun controllo”.

“Il caso Neuromed, riportato prima dai media regionali e poi da quelli nazionali – spiegano i portavoce – mostra l’assenza delle verifiche sulla somministrazione dei vaccini. Come sappiamo, dalle inchieste giornalistiche (di Primonumero, ndr) risulterebbe che il gruppo Neuromed abbia chiesto ed ottenuto dall’Asrem circa 900 dosi di vaccino anti covid che poi ha fatto somministrare ai propri dipendenti e a quelli di aziende che lavorano a vario titolo per lo stesso gruppo. Quindi non solo al personale sanitario e socio-sanitario dell’Istituto, ma anche a giornalisti, personale di segreteria, inservienti, personale addetto alle pulizie, borsisti, consulenti esterni e dipendenti a vario titolo nelle aziende riferibili al Gruppo Neuromed”.

I 5 Stelle ricordano che la circolare dell’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, stabiliva che “il vaccino andava somministrato solo ed esclusivamente al personale operante sì a vario titolo, ma esclusivamente all’interno delle strutture sanitarie e non a tutto il personale operante all’interno del gruppo aziendale”.

Non è l’unica anomalia che i pentastellati evidenziano. “Le inchieste giornalistiche evidenziano che i vaccini siano stati somministrati anche a giornalisti e ad altro personale della Multimed Comunicazioni, che non ha nulla a che vedere con Neuromed come certificano le visure delle due aziende”.

E poi: “Da quelle visure sappiamo anche che lo stesso Istituto sanitario vanta 254 dipendenti, ma secondo i dati del Report regionale sulle vaccinazioni, le dosi somministrate al personale sono state 895. Sono numeri e fatti da chiarire in fretta – l’affondo dei portavoce – perché chiarire se qualcuno abbia fatto somministrare vaccini in maniera illegittima, non è solo questione etica, ma vuol dire verificare eventuali violazioni rispetto al Piano vaccinale. Inoltre, se fossero confermati, questi fatti dimostrerebbero la responsabilità degli organi sanitari regionali che hanno anche la funzione di verificare che i vaccini disponibili siano dati effettivamente agli aventi diritto. È quindi un caso che merita chiarezza per sgombrare il campo dai dubbi di eventuali profili penalmente rilevanti, per chiarire possibili anomalie rispetto ai protocolli nazionali, ma anche per far luce su ogni aspetto a tutela dei principi di legalità, economicità, correttezza, uguaglianza e trasparenza in materia di diritto alla salute”.

Ovviamente la vicenda della vaccinazione di massa per le aziende dell‘eurodeputato, uno dei principali sponsor del governatore Donato Toma, ha anche un risvolto politico. E sarà rilanciato in Consiglio regionale perchè, insistono Greco & co., “Vogliamo sapere se davvero un privato può far vaccinare tutto il personale dell’azienda o di quelle con cui intrattiene rapporti a prescindere da ruoli e mansioni; vogliamo sapere se chi deve controllare questi aspetti abbia fatto fino in fondo il proprio lavoro e vogliamo sapere, ad esempio, se è normale che la Regione Molise dia soldi pubblici a una società editrice che, a quanto pare, lavora alla comunicazione di un istituto privato (il riferimento è a Tvi, ndr)”.

Quindi chiarire tutti gli aspetti della vaccinazione di massa ai dipendenti del gruppo Patriciello è una condizione fondamentale per capire se qualcuno ha ‘saltato’ la fila. “In queste settimane – argomentano i 5 Stelle – abbiamo visto tanti molisani in attesa di un vaccino: cittadini fragili, anziani, disabili gravi, malati cronici, operatori delle case di riposo. Sono persone che in molti casi ancora attendono il proprio turno, persone per cui la vaccinazione può fare la differenza tra la vita e la morte. Ma, forse, qualcuno non se n’è accorto”.  (SP)